Bojack Horseman – I migliori momenti musicali

Tutti i più bei momenti in cui il cavallo più complicato del mondo e i suoi amici si avventurano in musica e affini.

Bojack
Todd Chavez presenta la sua rock opera - Frame da YouTube

“I’m Bojack the Horse, don’t act like you don’t know”

Una delle serie più riuscite degli ultimi anni, Bojack Horseman non lascia niente al caso nell’universo di elementi che ne costruiscono la complessa struttura di significati a più livelli alla quale siamo stati abituati. La musica, componente fondamentale di ogni serie televisiva ben riuscita (pensiamo a Breaking Bad, The Sopranos, Stranger Things…), ha anche qui un ruolo chiave.

Anzi, molteplici ruoli: di sottolineatura, di parodia, di commento, di autocritica, di stimolo alla riflessione, o semplicemente di elemento comico. Ecco i momenti nei quali la musica, in tutte le sue forme e concezioni, esce dai confini prestabiliti e contribuisce a rendere Bojack Horseman la grande serie che tutti amiamo.

1. La sigla

Nella sigla, che come sempre serve ad introdurre e illustrare i contenuti della serie, Bojack si alza dal letto e viene trascinato, quasi controvoglia, attraverso le situazioni quotidiane. Vediamo la sua casa, e le persone che vi circolano in quegli episodi; il luogo in cui lavora, che sia il set di un film o di una serie televisiva; e di nuovo la sua casa, però stavolta di notte e durante una delle tante feste che vi si tengono. Infine, Bojack cade in piscina, e sembra non riuscire a riemergere, guardato con stupore da Diane e Mr. Peanutbutter. La luce di un elicottero lo illumina, trasformandosi nella luce del sole: è di nuovo giorno, e lui è ora sulla superficie della piscina, su di un materassino, ma da solo.

La musica della sigla di Bojack Horseman è stata composta da Patrick Carney, batterista e metà significativa dei Black Keys, famosissimo gruppo rock americano da lui co-fondato assieme a Dan Auerbach. Lo stile dei Black Keys si può chiaramente rintracciare nelle sonorità vagamente blues della sigla, che accompagnano in un crescendo l’attraversamento della giornata che Bojack compie quasi involontariamente, come trascinato da una forza esterna. Memorabile, in questa sigla, il sassofono, suonato con perizia dallo zio del batterista, Ralph Carney. Questo è l’unico strumento che rimane quando la sigla termina, e Bojack si ritrova da solo ancora una volta.

La musica accompagna la routine allucinata del protagonista

Il tema della sigla viene ripreso ed ampliato alla fine della seconda stagione, nell’episodio 11, quando Bojack, dopo aver “incasinato” la famiglia di Charlotte Moore, sua vecchia fiamma ritrovata in New Mexico, decide di tornare a casa a bordo di una barca chiamata significativamente Escape from L.A., ma a rimorchio di un tir. In questo caso la musica serve ad indicare che la “fuga” di cui sopra è fallita, Bojack non è riuscito (come diverse altre volte nella serie) a cambiare la sua vita scappando, e ora deve tornare e fare di nuovo i conti con sé stesso.

Curiosità: il sassofonista Ralph Carney, che come detto suona nella sigla, è morto nel 2017. Lo show ha deciso di omaggiarlo durante il primo episodio della quinta stagione: durante la sigla, nel salotto di Bojack, si può vedere un’immagine in stile cartone animato del musicista all’interno del televisore sito nella stanza, sulla destra. Non viene riportato il nome, ma si tratta chiaramente di lui, come indicano le date di nascita e morte: 1956 – 2017.

2. “Back, in the ’90s… “

Back in the ’90s, I was in a very famous TV show (Ooh)
I’m BoJack the Horse (BoJack!), BoJack the Horse
Don’t act like you don’t know

And I’m trying to hold on to my past
It’s been so long
I don’t think I’m gonna last
I guess I’ll just try
And make you understand
That I’m more horse than a man
Or I’m more man than a horse
(BoJack!)

Questo è il testo della sigla di chiusura di ogni episodio, canzone che accompagna i titoli di coda, e divenuta ormai uno dei simboli musicali dello show. La canzone, che non ha un titolo ufficiale (ma viene spesso indicata semplicemente come Back in the ’90s, a partire dal primo verso) è stata composta e interpretata dal gruppo indie pop Grouplove. Ecco il testo tradotto in italiano:

Un tempo, negli anni ’90, ero in uno show TV molto famoso
Sono BoJack il cavallo, BoJack il cavallo
Non fare come se non lo sapessi

E sto cercando di aggrapparmi al mio passato
Tanto tempo è trascorso
E non penso che durerò
Penso che semplicemente tenterò
E ti farò capire
Che sono più un cavallo che un uomo
O più un uomo che un cavallo

Negli anni ’90 Bojack recitava nella sitcom di successo “Horsin’ Around”

Con uno stile semplice di stampo folk, e ben pochi versi, i Grouplove catturano perfettamente lo spirito della serie: Bojack continua ad essere legato al suo passato, e viene sballottato tra due personalità, cioè quella “selvaggia”, cattiva, istintiva e perciò nociva (il cavallo), e quella disperatamente razionale, che cerca un senso e un miglioramento (l’uomo).

Back in the ’90s viene reinterpretata diverse volte durante la serie, specie nelle ultime stagioni. Per esempio, alla fine dell’episodio 2 della quinta stagione, episodio nel quale Diane viaggia in Vietnam “alla ricerca delle sue radici” (tentativo che ovviamente sfocia in nulla), il tema dei Grouplove viene interpretato in un bizzarro stile musicale indo-cinese. In altre situazioni ancora, se il caso lo richiede, per i titoli di coda vengono utilizzate altre canzoni. Il primo episodio della quinta stagione, per esempio, si apre e si chiude con la canzone Los Ageless di St. Vincent, del 2017.

3. “Prendi il feto, uccidi il feto”

Sextina Aquafina e Sarah Lynn sono due popstar che ricorrono più volte nella serie come personaggi esemplificativi (nonché parodie) di quell’ambiente musicale. La prima sembra rappresentare una popstar più moderna, alla Miley Cyrus, che si preoccupa più di dare scandalo e apparire sui social che non di cantare, e che spesso tende a fare musica intenzionalmente provocatoria (come si vedrà tra poco). La seconda sembra invece indicare la figura di una popstar “invecchiata”, come Britney Spears, che non ha più il successo di una volta e soffoca il dispiacere derivato in alcol e droghe. Non a caso, Sarah Lynn tenderà a relazionarsi molto con Bojack, oltre che sui piano fisico, anche su quello filosofico.

Un chiaro segno di distacco e differenza tra le due è la sconvolgente canzone che Sextina Aquafina propone nell’episodio 6 della terza stagione. Diane Nguyen sta per sottoporsi a un aborto, ma distratta da Bojack twitta per sbaglio, in quanto sua social media manager, con l’account Twitter di Sextina Aquafina: “I’m getting an abortion”. Naturalmente, come ormai sappiamo succedere in questi casi, la rete impazzisce, ma diverse celebrità come Taylor Swift iniziano a sostenere Sextina come “coraggiosa”.

“Aliens inside me / Gonna squash it like Sigourney”

Anche se qui viene trattato in maniera parodistica, è pur vero che negli Stati Uniti quello dell’aborto è ancora un tema profondamente tabù, in quanto tale pratica viene fortemente avversata dalla comunità cristiana. Tale mentalità rigida viene evidenziata, sempre in maniera ironica, nello stesso episodio, quando il dottore che dovrà eseguire l’operazione informa Diane che prima di prendere la decisione definitiva dovrà guardare ore di filmati con dei cuccioli neonati, utilizzando poi altre strategie psicologiche evidentemente volte a farle cambiare idea.

“Brrap brrap, pew pew”

Ecco perché la presa di posizione di Sextina Aquafina, al di là della sua immagine di popstar frivola e modaiola, lascia il segno. E non potrebbe essere altrimenti, visto il quasi obbligatorio singolo che la cantante rilascia per comunicare a tutto il pubblico tale presa di posizione. “Prendi il feto, uccidi il feto” (in inglese più “gangsta”: Get Dat Fetus, Kill Dat Fetus), accompagnata da un video significativo (vedi qui sopra), illustra vari modi cruenti e intenzionalmente sconvolgenti che Sextina vorrebbe adottare per liberarsi del feto, oltre a spiegare in maniera volutamente insensibile perché se ne vuole liberare.

Diane, che appartiene ad una generazione abituata ad una musica pop sì provocatoria a suo modo, ma più pulita, come appunto quella di Britney Spears/Sarah Lynn, rimane sconvolta all’ascolto del singolo di Sextina. Ma cambia idea grazie ad un ragazza ben più giovane, anche lei in attesa di sottoporsi all’aborto, che le spiega che le liriche della canzone sono ovviamente ironiche, e intendono sdrammatizzare un tema fin troppo pesante. La ragazza spiega che la pressione, con le proteste e i video dissuasivi e le opinioni urlate dei dimostranti, è davvero tanta, e che paradossalmente una canzone come quella di Sextina, per quanto estrema, può davvero aiutare.

4. “Canzone casuale del 2007”

La meta-testualità è una dimensione ricorrente in Bojack Horseman: personaggi che parlano delle situazioni stesse che stanno vivendo, riflessioni su stereotipi narrativi, parodie dell’auto-referenzialità stessa degli autori. Così fanno anche le canzoni: la musica incidentale, scritta da Jesse Novak, si traduce spesso in canzoni le cui liriche si limitano didascalicamente a descrivere ciò che succede, oppure si esprimono in versi volutamente banali. Ma si va anche oltre: per esempio, in un episodio l’autoradio di Princess Carolyn si rivolge direttamente a lei, chiamandola per nome, invitandola a scappare da una situazione complicata senza guardarsi indietro (ovviamente lei farà poi l’opposto).

Questa funzione narrativa e parodistica delle canzoni incidentali si unisce ad una caratterizzazione storica a sua volta volutamente stereotipata, che interviene durante i numerosi flashback che raccontano le storie passate dei protagonisti. Come sappiamo, gli anni ’80, gli anni ’90 e tutti i periodi della nostra storia recente sono legati a simboli della cultura pop: musica, cinema, televisione. I riferimenti in Bojack non mancano, e si va dalla cultura alta (Matisse, Ibsen, Grieg), a quella ben più bassa e popolare, come la musica pop più dozzinale. Così, ecco che quando una scena è ambientata nel 2007, la musica alla radio si limita ad annunciare:

Canzone casuale del 2007
Con l’autotune per fare le voci strane
È una canzone pop
Ed è il 2007

5. A Horse with No Name

A Horse with No Name è una famosissima canzone del complesso soft rock America, originariamente pubblicata nel 1971, all’interno del disco d’esordio della band. Si tratta di una canzone in perfetto stile folk rock, molto in voga all’epoca, che parla di un uomo in viaggio in mezzo a un deserto, su un cavallo senza nome. La tematica trattata nella canzone, quella della fuga per ritrovare sé stessi, naturalmente coincide con una delle tematiche portanti di Bojack Horseman (anche se non è necessariamente quella principale).

Nella serie sentiamo la canzone nel secondo episodio della quarta stagione. Dopo la morte di Sarah Lynn, Bojack prova il bisogno di fuggire, sentendosi distruttivo per tutti coloro che lo circondano. Dopo aver visto dei cavalli “selvatici” (sì, anche Wild Horses dei Rolling Stones compare nella serie, in un episodio precedente), il protagonista viaggia fino in Michigan, alla casa dei nonni, ora abbandonata, in cerca neanche lui sa di che cosa.

Qui la canzone viene reinterpretata in una fantastica nuova versione da Michelle Branch, cantante che i meno giovani ricorderanno per la hit pop/rock del 2001, Everywhere. La sua presenza non è del tutto casuale, dato che a partire dal 2015 l’artista ha cominciato a frequentare Patrick Carney, proprio il succitato compositore della sigla della serie. Nel 2019 i due si sono sposati, e nel ’18 hanno avuto un figlio insieme.

Curiosità: A Horse with No Name compare anche in un’altra celebre serie di culto, ossia Breaking Bad. Per la precisione la canzone dà il titolo al secondo episodio della terza stagione della fortunata serie, anche se tale titolo viene tradotto volutamente in spagnolo (Caballo sin Nombre). Nell’episodio il protagonista Walter White (Bryan Cranston) canta la canzone ascoltandola mentre viaggia in auto.

6. Newtopia Rising

Nel quarto episodio della prima stagione, Tra Zoë e Zelda, la trama gira attorno al rapporto tra Bojack e il suo migliore amico/co-inquilino indesiderato: Todd Chavez. Le ragioni per cui Todd soggiorna in casa di Bojack ci vengono spiegate in seguito; per il momento sappiamo solo (sembra) che Bojack non lo vuole lì, tant’è che lo maltratta e lo prende a male parole di continuo. Così, quando Todd annuncia di aver scritto una rock opera, Bojack cerca di sostenerlo per far sì che il ragazzo impari a “camminare con le proprie gambe”.

Che cos’è una rock opera? Trattasi di un viaggio concettuale in musica, attinente al concetto del concept album ma più esteso ancora: è una storia, raccontata attraverso delle canzoni, che spesso richiama immaginari fantascientifici o distopici. Alcuni esempi celebri si ritrovano nelle produzioni dei gruppi progressive rock degli anni ’70, come Genesis o Emerson Lake & Palmer (leggi il nostro articolo sulle migliori suites del prog per saperne di più).

La rock opera di Todd si prende gioco degli stereotipi legati a questo tipo di produzione musicale. Già il titolo, “Newtopia Rising, Libro I: alla ricerca di una nuova utopia”, suona inutilmente ridondante ed oltremodo pretenzioso. Todd descrive poi la sua opera così: “Tommy passando per il Cirque du Soleil, ambientato nello spazio con pesanti connotazioni erotiche, e l’avvincente psicodramma di un thriller, condito di cuori, coraggio, e un pizzico di umorismo”. Insomma, una matassa di stereotipi e di idee trite raffazzonate insieme.

In realtà poi Bojack finirà col sabotare l’opera di Todd, spingendolo con l’inganno ad acquistare un videogioco dal quale era stato dipendente in passato (in realtà un puzzle-game ridicolmente anacronistico). Todd finirà col non riuscire a concentrarsi adeguatamente sul lavoro, e la presentazione dell’opera sarà un disastro. In questo modo, Bojack potrà riaverlo con sé senza dover arrivare ad esprimere tale bisogno.

7. Hang on to the Night

Qui non parliamo direttamente della serie Bojack Horseman, o meglio: non di un contenuto effettivo della serie. Tegan and Sara sono un celebre duo indie pop, formato da due gemelle canadesi attive in musica fin dalla fine degli anni ’90. Solo di recente si sono viste riconoscere i proprio meriti artistici, avendo incontrato finalmente anche un notevole successo di pubblico. Bene, che cosa c’entrano con il nostro Bojack? Innanzitutto, uno dei loro singoli di maggior successo, Closer, compare in occasione del memorabile finale della prima stagione della serie. Ma non finisce qui. Nel 2016 le due artiste hanno pubblicato un videoclip per il loro singolo Hang on to the Night, che potete vedere qui sotto.

Trattasi di un corto animato, disegnato da una certa Lisa Hanawalt. Si dà il caso che costei sia nient’altro che la disegnatrice il cui genio ha dato forma a Bojack e a tutta la sua cricca: amica di lunga data di Raphael Bob Waksberg, la Hanawalt ha anche creato nel 2019 l’acclamata (ma poco vista, e poi cancellata) serie Tuca & Bertie, creazione in perfetto stile Bojack. Detto questo, anche il videoclip di Tegan and Sara si può dunque considerare legittimamente influenzato dall’eredità e dalla visione artistica dei creatori (anzi, della creatrice) della serie sul cavallo più noto degli ultimi anni. E come tale noi lo consideriamo.

Tegan and Sara – Hang on to the Night, 2016

Per ora è tutto, ma speriamo che l’ultima stagione della serie ci regali momenti musicali memorabili quanto questi. Nel frattempo continuate a seguirci sulla nostra pagina Facebook ufficiale, La Scimmia sente, la Scimmia fa.