Scary Stories to tell in the dark di André Øvredal: la recensione

André Øvredal presenta alla Festa del Cinema di Roma Scary Stories To Tell In The Dark: adattamento cinematografico dei celebri racconti di Alvin Schwartz

Scary Stories To Tell In The Dark

André Øvredal presenta alla Festa del Cinema di Roma Scary Stories To Tell In The Dark: adattamento cinematografico dei celebri racconti di Alvin Schwartz, per un “film di paura” scritto e prodotto da Guillermo Del Toro.

Scary Stories To Tell in The Dark

 

“Ora che il libro è finito, posso dire che questa non è stata un’allucinazione, una sorta di malattia professionale. È stata piuttosto una conferma di qualcosa che già sapevo in partenza, quell’ unica convinzione mia che mi spingeva al viaggio tra le fiabe, ed è che io credo questo: le fiabe sono vere.” Italo Calvino, Introduzione alle “Fiabe italiane” (1956)

Questa citazione, che appartiene a Italo Calvino e alla più grande opera di riscrittura e raccolta antologica delle fiabe tradizionali italiane, è perfetta anche per descrivere il lavoro di Guillermo Del Toro, che dopo La forma dell’acqua ha scelto di dedicarsi alla traduzione cinematografica di un classico americano della letteratura Horror: Scary Stories To Tell In The Dark. Il film omonimo, scritto e prodotto da Del Toro, ma diretto da un giovane talento norvegese, André Øvredal, è stato presentato in anteprima alla Festa del Cinema di Roma.

Se volete avere un’dea ancor più chiara del film in questione, vi consigliamo di vedervi la nostra video intervista con il regista:

 

 

Il film si candida a diventare un instant-classic: un nuovo classico nella categoria di horror-thriller, in particolare nell’ambito che si rivolge espressamente ad un pubblico di bambini e ragazzi.

La prima, doverosa premessa, quando parliamo di Scary Stories To Tell In The Dark riguarda quindi il target e la natura dell’opera. Sia Guillermo Del Toro che André Øvredal, hanno scelto di conservare intatto lo spirito di questa collana di libri per ragazzi, celebre negli Stati Uniti già dai primissimi anni ’80 .

I tre volumi di Scary Stories To Tell In The Dark, pubblicati da Arthur Schwartz tra il 1981 e il 1991, restano tutt’oggi bestseller e classici imprescindibili della letteratura per ragazzi. La struttura di queste raccolte di racconti è semplice nella forma, pur conservando molteplici livelli di lettura. Il lavoro di ricerca di Arthur Schwartz ha prodotto infatti un autentico compendio di folklore e tradizione popolare, riscrivendo racconti del terrore dalle origini più svariate. Alcuni nascono da leggende metropolitane, altri rappresentano nuove variazioni di antiche della cultura anglosassone: storie che affondano le proprie radici nell’opera di William Shakespeare, di T.S.Eliot o magari Mark Twain.

Il lavoro di riscrittura di Guillermo Del Toro interviene quindi sui bestseller di Schwartz secondo una duplice direttrice. Da un lato, Del Toro seleziona 5 principali racconti e intesse trama e personaggi di riferimenti cinematografici tipici del genere Horror. Dall’altro, sposta la collocazione temporale nel 1968. E naturalmente, si tratta di una data dal valore essenzialmente simbolico, dove la guerra del Vietnam o l’immagine del neo-presidente Nixon sono la metafora di una violenza oltremodo reale, ben più efferata delle apparizioni soprannaturali, degli spiriti e dei mostri che popolano le Scary Stories To Tell In The Dark.

Scary Stories To Tell In The Dark è un film che si rivolge ai ragazzi, o domanda comunque di tornare bambini. E una volta accettato il patto, si resta incantati dal suo linguaggio lieve, incruento ma terrorizzante.

Come ci ha raccontato il regista André Øvredal nella conferenza stampa della Festa del Cinema di Roma, il lavoro di sceneggiatura appartiene interamente al linguaggio e l’immaginario di Del Toro. In seconda battuta, il suo lavoro di regista Horror è stato ispirato ai grandi classici del genere. Anzitutto, il primo essenziale riferimento è il maestro del brivido: Alfred Hitchcock. Quello teorizzato da Hitchcock era un meccanismo essenziale, antico come l’uomo e come il mondo: la giusta dose di paura, e un abile uso della suspance, sono tra le nostre migliori garanzie d’intrattenimento. E se la componente thriller arriva diretta dai classici del cinema giallo, André Øvredal non smette di essere un regista di genere, profondamente appassionato e innamorato dell’Horror. I riferimenti di Scary Stories To Tell In The Dark arrivano così ai titoli che negli anni ’70 e ’80 hanno rivoluzionato l’Horror americano: Poltergeist, IT, senza dimenticare ovviamente George A. Romero.

Scary Stories To Tell in The Dark
Andre Ovredal alla Festa del Cinema di Roma #RomaFF14 (Photo by Ernesto S. Ruscio/Getty Images for RFF)

Per approfondire l’influenza profonda di George A. Romero su André Øvredal e Scary Stories To Tell In The Dark, vi rimandiamo alla nostra intervista. Ma per il momento basta dire che The season of the witch – brano che corrisponde anche al titolo di un’opera tra le meno note nella filmografia di Romero – è il tema portante della colonna sonora del film, prima nella versione originale dei Donovan, poi nella nuova cover di Lana Del Rey.

Scary Stories To Tell in The Dark

Scary Stories To Tell In The Dark: trama

Il film ci conduce così nella piccola cittadina di Mill Valley, in Pennsylvania. È la notte di Halloween del 1968, quando l”aspirante scrittrice Stella (Zoe Margaret Colletti) e i suoi amici decidono di vendicarsi del bullo della scuola con uno scherzo a dir poco sinistro. Attirano così il ragazzo in una casa abbandonata, che la leggenda vuole infestata dallo spirito di Sarah Bellows (Kathleen Pollard): ragazzina segregata e torturata dai suoi stessi familiari, fino al ricovero in un ospedale psichiatrico. Proprio nella sua stanza, Stella e i ragazzi trovano il famigerato libro di storie del terrore, scritto da Sarah nei suoi anni di prigionia e sofferenza. C’è solo un dettaglio inquietante: le pagine bianche iniziano come per incanto a riempirsi di parole d’inchiostro. I protagonisti delle storie sono proprio Stella e i suoi amici. E ad ogni nuovo storia, uno di loro sembra destinato a morire.

Scary Stories To Tell In The Dark non è un’opera antologica, ma riprende la grande tradizione Horror dei film a episodi, le cui variazioni spaziano da Creepshow alla serie Masters of Horror. E ovviamente, anche le tre stagioni di Stranger Things hanno ispirato Del Toro e André Øvredal nella produzione di queste storie che guariscono, e storie che uccidono.

Ogni singola storia è concepita come un nuovo film-nel-film: e il risultato un’opera che resta sospesa nello spazio e nel tempo, classica nella struttura, nei personaggi e nelle avventure, ma fortemente contemporanea sul versante visivo.

Un equilibrio, quello tra modernità e tradizione, più solido e complesso di quanto possa sembrare, già che oltretutto si parla di film per ragazzi, di genere horror e thriller soprannaturale. Completano il quadro gli ottimi, eleganti effetti speciali della Spectral Motion, ispirati proprio dalle illustrazioni dei libri di Alvin Schwartz.

Scary Stories To Tell In The Dark arriva nei nostri cinema il prossimo 24 Ottobre. Se cercate una buona soluzione per la notte di Halloween, potrebbe davvero essere il vostro film.

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