Under The Bridge: la scrittura catartica di Anthony Kiedis

0
5790

Under the Bridge è una canzone dei Red Hot Chili Peppers, contenuta nell’album Blood Sugar Sex Magik (1991) e pubblicata come singolo il 10 marzo 1992 dall’etichetta discografica Warner.

Prima di parlare del significato di Under the Bridge, uno dei brani più apprezzati della storica band di Los Angeles, è necessario sbirciare nella vita privata del cantante, Anthony Kiedis, autore del brano.

Il giovane Kiedis nasce nel 1962, nel Michigan. Di orgine Europea, l’infanzia del giovane Anthony non fu tra le più serene: sua madre, stanca dei continui tradimenti del padre (attore in erba noto ai più come Blakie Dammett), chiese il divorzio quando lui aveva poco più di 6 anni. Nonostante le sue pessime abitudini, suo padre ebbe una forte influenza su di lui: “Ho ereditato l’insaziabile desiderio di mio padre di conoscere tutte le donne più belle del mondo“, confessa Kiedis nelle sue biografie.

Blackie e suo figlio Anthony

All’età di 11 anni si trasferisce a Los Angeles dal padre, a quei tempi spacciatore di professione. Fu durante questo periodo che Kiedis cominciò a sperimentare le droghe: in primis, la cannabis. Il ragazzo era tutto fuorchè gestibile: cominciò a rubare in piccoli supermercati e a compiere atti di vandalismo di ogni genere. Perse la verginità ad 11 anni con la 18enne Kimberly Smith, allora compagna del padre.

A 14 anni entrò nel tunnel della cocaina e dell’eroina, ed è qui che si riallaccia il nostro discorso su Under The Bridge: un brano fortemente autobiografico, se non fosse chiaro.

Nato come poesia, riguarda la storia di Kiedis stesso, della sua dipendenza dall’eroina e della solitudine che ne è derivata. Il ponte menzionato nella canzone (“the bridge downtown”) altro non è che il posto in cui andava per sfuggire alle insicurezze e comprare la droga. La città degli Angeli cui fa riferimento nel testo (“City of Angels“) è Los Angeles, il luogo in cui visse la sua intera adolescenza. Gran parte della canzone riguarda proprio il suo controverso rapporto con la città.

<<Mi fa veramente ribrezzo in questi giorni >> disse a Goldmine nel 1996 <<Sto solo succhiando quella nube tossica di smog infernale ogni giorno che vivo … non è un pensiero piacevole, ma ho un forte legame familiare con questa città che probabilmente non sarò mai in grado di separare>>.

Nel suo libro “Scar Tissue“, Kiedis racconta di aver pensato al testo mentre guidava, dopo una session con i Red Hot. Era piuttosto angosciato: John Frusciante e Flea si stavano avvicinando, fumando spesso marijuana insieme, mentre lui stava prendendo le distanze dal gruppo per il senso di smarrimento provato dopo il suo lungo periodo di astinenza dalle droghe. Per quello scrisse: “A volte mi sento come se non avessi un partner” (“Sometimes i feel like i don’t have a partner”).
La depressione che stava vivendo, insieme ai ricordi del precedente uso di stupefacenti, lo portò ad un forte stress emotivo. Continua dicendo di aver inziato a vomitare giù parole mentre era in macchina e di averle messe insieme con una melodia, cantandole fino alla fine della superstrada.

“Quando tornai a casa, tirai fuori il mio taccuino e scrissi il tutto con una struttura di canzone, anche se doveva essere un poema per affrontare la mia stessa angoscia. “

Fu in quel momento che si rese conto che la sua città, Los Angeles, non lo avrebbe mai abbandonato. La città dà stabilità ed equilibrio, nonostante tutto. In Under the Bridge si riferisce a Los Angeles come il “compagno” da cui non dovrà mai nascondersi perché già a conoscenza dei suoi segreti più reconditi. Nonostante la depressione provocata da questo turpiloquio di emozioni, Kiedis era fermamente convinto che la sua vita fosse migliore senza la droga.

La canzone non era quindi stata scritta per i Red Hot Chili Peppers, ma rappresentava qualcosa di più personale, qualcosa che Kiedis pensava di poter utilizzare altrove. Fu solo grazie al produttore Rick Rubin che questo brano venne alla luce: fu lui a trovare la poesia in uno dei quaderni di Kiedis e ad insistere di farne una canzone. Fortunatamente, nonostante la riluttanza iniziale, il cantante accettò.

I membri della band aggiunsero la loro parte: l‘intro di chitarra ha attinto pesantemente dalla canzone di David Bowie del 1971 Andy Warhol. I cori vennero affidati alla madre di Frusciante e a due suoi amici del coro della chiesa.

La canzone venne inserita nel celebre album Blood Sugar Sex Magik, un disco composto prevalentemente da brani più hard-rock e funk.

Una ballata come Under The Bridge non era tipica del loro sound, ma diventò comunque una delle loro hit più famose. Il gruppo ottenne un posto di prestigio nel Lollapalooza Tour del 1992, quando il brano divenne un successo. Il concerto ampliò notevolmente la loro fanbase e diede l’oppotrunità ai Red Hot Chili Peppers di mostrare le loro abilità come band dal vivo.

Prima di lasciare la band nel maggio del 1992, John Frusciante a volte improvvisava delle intro ed esagerava la sua voce di sottofondo quando eseguiva Under The Bridge dal vivo, stufo della canzone e dello stesso Kiedis. Questo è evidente nella loro performance del Saturday Night Live del 22 febbraio 1992: prima strimpella un intro irriconoscibile e distorto che lascia Anthony sbigottito; nell’outro, il chitarrista inizia ad urlare e ad usare delle distorsioni diverse da quelle normalmente utilizzate nella canzone.


Il video musicale è stato diretto da Gus Van Sant, il regista di Will Hunting – Genio Ribelle, Elephant , Belli e Dannati.

Anthony Kiedis ha recentemente affermato che i Red Hot Chili Peppers torneranno in studio per incidere un nuovo disco.

Continuate a seguirci su La Scimmia sente, la Scimmia fa!

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here