Dicci quali programmi tv guardi e ti diremo quali film guardare pt.2

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Continua la missione della Scimmia per convertire quelle anime che sempre più si allontanano dalla retta via del cinema per perdersi nella selva oscura della televisione.

Nel caso vi foste persi la prima parte, qui trovate la risposta a tutto il vostro disorientamento.

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Da una puntuale disamina del panorama italiano non si può far finta che non esista Uomini e donne, e i film che seguono sono consigliati per tutti gli spettatori che adorano farsi gli affari delle relazioni altrui:

1. Quattro matrimoni e un funerale: Charles è un uomo molto sensibile al fascino femminile. Non vuole rinunciare al suo tenore da Casanova finché a un matrimonio non incontra Carrie, una donna che, come lui, sembra fuggire i rapporti seri. Ovvio prevedere che in lei, Charles trova finalmente qualcuno da amare. Quattro matrimoni e un funerale è una commedia senza pretese, ma splendidamente riuscita. Il cinema britannico ha sempre un’eccezionale cura nello studio dei personaggi, anche quelli più marginali.

2. Qualcosa è cambiato: Melvin è uno scrittore misantropo che prova gusto nel far incazzare il vicino di casa Simon. L’unica persona che Melvin apprezza è Carol, una cameriera del locale in cui il nostro protagonista pranza ogni giorno. Tuttavia, quando sia Simon che Carol si trovano in serie difficoltà, Melvin non esita a svelare un cuore d’oro. Film divertente e mai stucchevole nei suoi momenti di buoni sentimenti.

3. La dea dell’amore: Lenny viene convinto dalla propria moglie ad adottare un bambino, ma non resiste alla tentazione di scoprire chi siano i genitori naturali. La sua ricerca lo conduce nella casa di una conturbante pornoattrice, così inizia la missione di Lenny per convertirla a uno stile di vita più socialmente accettabile. Non sarà l’opera più celebre di Woody Allen, ma la storia viene commentata e diretta da un coro greco che fa oscillare lo spettatore fra commedia e tragedia per 95 minuti: il teatro antico ha passato il testimone dell’intrattenimento al cinema, ma l’impotenza umana di fronte al destino rimane immutata nei secoli.

Risultati immagini per la dea dell'amore woody allen Big Brother is watching you… or are you watching Big Brother?

Tutti l’abbiamo visto un reality show almeno una volta nella vita, che si tratti di una puntata o di un’intera edizione con sintonizzazione sul canale 24/7 dell’Isola dei famosi. Questi sono consigli che vanno bene sia a chi sta sul divano a vedere quelli che si buttano in mare da un elicottero, sia a quelli che si buttano in mare da un elicottero.

1. The Truman Show: Truman Burbank nasce sotto l’occhio di una telecamera. Per trent’anni viene costantemente ripreso da telecamere disseminate in ogni luogo e su ogni persona con cui abbia a che fare: il suo mondo è un enorme set di Hollywood e chi gli sta attorno è solo un attore. Lui è totalmente all’insaputa della finzione, ma si tratta della condizione necessaria perché il Truman Show funzioni. Difficile definirlo come film poco impegnativo: vedetelo, e perderete la fiducia in tutta la vostra vita.

2. Reality: Luciano è un pescivendolo napoletano dotato di uno spiccato senso dell’umorismo che affascina il piccolo pubblico dei suoi clienti e della sua famiglia. Spinto proprio dai suoi cari, Luciano partecipa ai provini per entrare nella casa del Grande Fratello. L’attesa del verdetto sulla sua ammissione diventa ossessione e paranoia, fino alla totale perdita del senso della realtà. Matteo Garrone dà corpo al dramma di una vita quotidiana che pensa di trovare più alta realizzazione nel mondo della popolarità, ma come disse un personaggio interpretato da Edward Norton, “la popolarità è la piccola cuginetta zoccola del prestigio”, e nulla di più.

 3. Battle Royale: nel futuro prossimo di un Paese asiatico non meglio specificato, la criminalità giovanile ha raggiunto picchi inaccettabili per la sicurezza pubblica, così ogni anno il governo estrae a sorte un gruppo di studenti delle scuole superiori destinato a partecipare al Battle Royale, un crudele gioco di sopravvivenza. La visione è consigliata soprattutto agli amanti di Hunger Games, ma con stomaci de fero. Non ci saranno le telecamere ovunque, eppure non troverete facilmente altrove eliminazioni più drastiche.

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Gifted

Così come tutti almeno una volta abbiamo fermato lo zapping televisivo per assistere al breve momento di gloria di un aspirante cantante a X Factor, The Voice e show affini. I talenti qui sotto elencati sono però troppo complessi per essere liquidati con un semplice “per me è sì” o “per me è no”.

1.School of rock: Dewey è un appassionato musicista, ma il suo sogno lo lascia senza soldi e senza casa. Con l’inganno viene assunto come supplente in una prestigiosa scuola di New York: le sue lezioni poco ortodosse scuotono una classe di bambini eccessivamente educati e svelano loro l’amore per la musica, fino a condurli in una battaglia tra rock band. La storia è trita ma sempre efficace, Jack Black non delude mai nel saper far divertire.

2. Il cigno nero: Nina è una ballerina dotata di grande talento, ma molto instabile emotivamente e mentalmente a causa del rapporto morboso con la madre. L’equilibrio è inoltre compromesso dal rapporto tormentato con il proprio direttore artistico e dall’arrivo di una nuova ambiziosa ballerina. Quando Nina viene scelta come protagonista per Il lago dei cigni, la pressione diventa il sasso che la trascina definitivamente a fondo. Natalie Portman è superba, Darren Aronofsky un artista del frame.

 3. Whiplash: Andrew sogna di diventare uno straordinario batterista jazz e punta ad entrare nell’orchestra diretta dal temibilissimo professor Fletcher. Andrew riesce a farsi notare, ma la competizione con i propri coetanei è opprimente, e raggiungere gli standard di Fletcher si rivela la sfida più dura e formante del proprio percorso di crescita. Whiplash è il debutto alla regia di Damien Chazelle, ai tempi solo 29enne, ma già così singolarmente promettente.programmi tv Clinical edge

Vite al limite, Io e i miei parassiti, ER: storie incredibili sono solo uno scorcio su tutto il panorama ospedaliero che canali come Real Time e TV8 offrono, e di cui la stessa autrice di questo articolo si dichiara dipendente. Purtroppo non esistono ancora prodotti notevoli sugli over 300 kg, quindi ci si deve accontentare di.

1. La teoria del tutto: Stephen Hawking non ha bisogno di presentazioni. Questo è il film che narra i primi anni all’università di Cambridge, la diagnosi di atrofia muscolare progressiva e il rapporto con la malattia. Ma soprattutto, questa è la sua storia d’amore con la prima moglie Jane. Il giovanissimo Eddie Redmayne ha vinto l’Oscar per il suo ruolo di protagonista – si sa che l’Academy è sensibile alle patologie mentali e fisiche.

2. Dallas buyers club: negli anni ’80 in Texas Ron Woodroof scopre di aver raggiunto una fase avanzata di AIDS, e perciò gli rimangono solo trenta giorni di vita. La sua posizione graniticamente omofoba crolla quando si informa sulle cause del morbo e conosce Rayon, un transgender tossicodipendente e sieropositivo, con cui muta totalmente stile di vita e prospettiva sui rapporti personali. Qui essendo due i malati, l’hanno vinto entrambi l’Oscar.

 3. Rain Man: alla morte del padre, Charlie si vede sfuggire tre miliardi di dollari di eredità e scopre così di avere un fratello maggiore cui nulla importa dell’ingente somma, dal momento che è autistico. I due intraprendono un viaggio alla volta di Los Angeles, e quei pochi giorni assieme bastano a riavvicinali. Come disse Kirk Lazarus: “Dustin Hoffman ‘Rain Man’: look retarded, act retarded, not retarded. Counted toothpicks, cheated cards. Autistic. Not retarded.” e quindi altro Oscar.

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Finché si fa trash per il solo gusto del trash è divertente crogiolarsi e, anche per il cinefilo duro e puro, passare una serata junk. Ma quando si realizza un prodotto trash per mercificare sulla vita delle persone, allora circolano programmi come Amore Criminale – che dietro la facciata in difesa della violenza domestica punta al solo intrattenimento con ricostruzioni spettacolarizzate dei fatti di cronaca. La distanza qualitativa che separa gli ultimi tre film è minima: quando si parla di morte, o se ne fa una trattazione alta, o non si finisce in un articolo de La scimmia pensa.

1. Truman Capote – A sangue freddo: lo scrittore Truman Capote si reca in Kansas per studiare la reazione della tranquilla cittadina di Holcomb all’assassinio dell’intera famiglia Clutter. Nel momento in cui vengono arrestati i due rei del crimine, la natura del progetto di Capote viene del tutto stravolta, per diventare un’analisi di approfondimento sui due colpevoli. Storia estremamente toccante e cruda al tempo stesso, risaltano splendidamente i dialoghi fra Capote e Perry Smith.

2. Amabili resti: la giovanissima Susie Salmon viene condotta in un rifugio sotterraneo e brutalmente uccisa dal proprio vicino di casa. Susie si trova così in un limbo tra il mondo terreno e il paradiso, ma non riesce a lasciare i propri cari: vuole proteggerli, così come vendicarsi su chi l’ha strappata dai suoi amabili resti. Il trio Peter Jackson, Fran Walsh e Philippa Boyens dopo Il signore degli anelli torna insieme a raccontare una storia di pura bellezza, senza una sola briciola di retorica.

3. Rabbit Hole: Rebecca e Howie sono all’apparenza felicemente sposati, ma la loro vita è stata sconvolta dalla morte dell’unico figlio, investito da una macchina all’età di soli quattro anni. I due affrontano il lutto con atteggiamenti opposti, e mentre lui lega con una donna conosciuta in una terapia di gruppo, lei si apre con il ragazzo che era alla guida in quel giorno fatale. Nicole Kidman e Aaron Eckhart danno corpo alla trasposizione cinematografica di una pièce che è valsa il premio Pulitzer a David Lindsay-Abaire; il risultato finale è un gioiello di rara delicatezza.

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