Community – 5 motivi per cui amare questa stravagante serie tv

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Community è una sitcom americana creata da Dan Harmon e trasmessa dal canale NBC dal 2009 al 2014 per un totale di 110 episodi, suddivisi nell’arco di 6 stagioni.

Le premesse di Community si basano sulla vera esperienza di vita di Dan Harmon che, nel tentativo di salvare la relazione con la sua fidanzata dell’epoca, si iscrisse presso il Glendale Community College a nord-est di Los Angeles, in modo tale da poter seguire le lezioni di spagnolo insieme a lei. Harmon rimase coinvolto in uno strambo gruppo di studio a cui rimase sorprendentemente legato, nonostante fosse formato da persone con le quali aveva pochissimo in comune.

Fino alla quarta stagione Community ha mantenuto livelli di sceneggiatura e di storyline davvero alti ma, successivamente, a causa dell’allontanamento di Dan Harmon (creatore della serie) e dell’abbandono di alcuni personaggi chiave, la serie ha subito un vero e proprio tracollo, che tuttavia non cancella tutto quello che di buono è stato fatto.

Dopo una lunga e stancante giornata di lavoro, quando non si ha la lucidità per seguire qualcosa di troppo complicato, fate un salto nel college più pazzo d’America, e vi ritornerà subito il buon umore.

Community è una piccola perla stravagante, divertente, piena di vita e molto originale. Di seguito vi indichiamo i 5 motivi per cui La Scimmia approva questa serie.

1. Episodi Speciali

Se c’è qualcosa che rende Community unica ed inimitabile, è sicuramente la grande quantità di episodi fuori dal comune che si trovano nell’arco di tutta la serie. Ci sono episodi girati interamente in 8 bit (come se fosse un vecchio videogioco), altri che vedono i protagonisti sotto forma di pupazzi in stile Muppets, e altri ancora sono realizzati come se fossero degli anime giapponesi o dei documentari.

Al termine di ogni stagione, però, c’è il momento più atteso di tutto l’anno: la battaglia di Paintball della scuola. Questi episodi sono dei piccoli capolavori di sregolatezza, dove il preside mette in palio una ghiotta ricompensa per il vincitore della gara. Il college si trasforma in un campo da gioco dai tratti post apocalittici dove non esistono legami, e dove solamente i più spietati possono ambire al mitico premio.

2. Ambientazione

Community è ambientato al Greendale Community College, un’università di “serie b”, con pochi fondi a disposizione, tanta disorganizzazione e corsi formativi dalla dubbia utilità. La maggior parte degli studenti è finita in questo divertente caos in seguito ad alcune scelte infelici commesse nel corso della loro vita; e ora sono alla ricerca di una seconda occasione. I gruppi di studio, l’ansia da esami, i libri, le bacheche, gli zaini, i party, i primi amori, la mensa, le amicizie fraterne, il ballo della scuola…

Questa serie tv vi farà immergere nella realtà dei college americani, e vi ricorderà (se non li state vivendo adesso) i fantastici e spensierati anni passati all’università.

3. Troy & Abed

Abed Nadir (Danny Pudi) è un ragazzo nerd e sociopatico di origini arabe, capace di dare un senso alla vita di tutti i giorni e alla sua esistenza, soltanto attraverso continui riferimenti a film e serie televisive. Troy Barnes (Donald Glover) è praticamente l’opposto; un ex promessa del football americano che, a causa di un brutto infortunio, dovette abbandonare il sogno di diventare un professionista.

Entrati in contatto al Greendale Community College, i due stringono subito amicizia, instaurando un legame che, con il passare del tempo, diventerà quasi ossessivo.

Troy e Abed si divertono un mondo inventando strette di mano segrete, guardando film a basso budget e giocando nell’imaginatorium; una stanza segreta all’interno del proprio appartamento, dove passano le ore immaginando grandi avventure nei panni del Doctor Who e del suo fedele assistente.

Un grandissimo e classico duo delle sitcom, figlio di un rapporto sincero e viscerale; in questi casi soltanto una donna può mettere in crisi un rapporto simile.

4. Sentirsi parte di un gruppo

Siete tutti meglio di quello che crediate di essere, solo che siete fatti in modo da non crederci se ve lo dite da voi stessi. Ora guardate la persona alla vostra sinistra. Voglio che sentiate per quella persona, la stessa empatia che avete nei confronti di squali, matite e Ben Affleck; voglio che diciate e quella persona…io ti perdono. Avete appena smesso di essere un gruppo di studio, e siete diventati qualcosa di inarrestabile: io vi dichiaro ufficialmente una comunità”.

Queste parole di Jeff Winger dipingono alla perfezione l’essenza di Community. Il clima spensierato e confortevole che aleggia attorno a questo ristretto gruppo di amici, permette allo spettatore di sviluppare una forte empatia nei confronti dei personaggi, iniziando a conoscerne le caratteristiche, le debolezze e i punti di forza. Una squadra inarrestabile ed esilarante, non si può chiedere molto di più.

Con il passare degli episodi, vi sentirete come parte integrante del gruppo.

5. Le Guest Stars

Nel corso delle varie stagioni, Community ha avuto il merito di ingaggiare delle Guest Stars di livello assoluto, disegnando per loro dei ruoli marginali ma indimenticabili. Affiancati all’esplosivo gruppo le puntate non possono far altro che decollare.

Tra i più rilevanti ci sono: Jonathan Banks (Mike Ehrmantraut di Breaking Bad), Giancarlo Esposito (Gus Fring di Breaking Bad), Jack Black, Nathan Fillion (protagonista di Castle), Josh Holloway (Sawyer di Lost), John Goodman, John Oliver e Owen Wilson.

 

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