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Kasabian – Recensione For Crying Out Loud

I Kasabian ci sono riusciti di nuovo

Posto che i Kasabian sono ancora una volta i vincitori del premio per la peggior copertina dell’anno, il loro ultimo album, For Crying Out Loud, è per il resto meritevole e ben riuscito. Con questo disco il quartetto inglese inanella il quarto buon lavoro consecutivo, in una catena di LP tutti ottimi, nessuno immortale.

Viene mantenuta la promessa di scartare, in questo disco, gran parte degli svarioni elettronici dei precedenti (soprattutto di 48:13), per concentrarsi su un suono più rock e chitarristico. Lo provano canzoni come Twentyfourseven, Ill Ray (The King) e You’re in Love with a Psycho, le migliori del disco.

Il resto non è da meno. Si passa da Good Fight, che ricorda i Blur nel 1995, a Sixteen Blocks, che riprende le atmosfere di West Ryder Pauper Lunatic Asylum, per arrivare a Bless This Acid House, che richiama i Libertines.

Un’ulteriore eclettismo è provato dalla Beatlesiana Put Your Life on It, e dalla ballad acustica All Through the Night. Episodio particolare è quello di Are You Looking for Action?, una lunga (otto minuti) cavalcata acid house che nei refrain diventa quasi un pezzo disco/funk dei Jamiroquai.

In sostanza, i Kasabian continuano da quasi dieci anni ad utilizzare la medesima formula, e finora con buoni risultati. Le canzoni sono euforiche, energiche, da “party” direbbe qualcuno, cosa che distanzia i quattro dai vari colleghi indie che sono emersi attorno a loro (Arctic Monkeys, Franz Ferdinand, Kaiser Chiefs).

I Kasabian paiono suonare in una bolla fuori dal tempo, il cui perno è il sicuro songwriting di Serge Pizzorno, come al solito autore unico di tutte le tracce.

Beninteso, se da una parte non si parla di immobilismo stilistico (per ora) non si può neanche parlare di un’evoluzione. La formula per ora funziona, ma col passare degli anni rischia di diventare ripetitiva, e nel prossimo decennio i Kasabian potrebbero diventare delle parodie di sè stessi.

Dobbiamo augurarci una svolta nella loro musica, o dobbiamo continuare ad ascoltarceli così, fino a quando non avranno più idee? Per fortuna non dobbiamo rispondere adesso. Nel frattempo godiamoci un altro disco riuscito dei Kasabian.

 

Anno di pubblicazione: 2017
Genere: Indie Rock

Andrea Campana
Nato a Palmanova il 26 ottobre 1989, vivo ad Aquileia. Sono autore, scrittore, critico musicale e social media manager. Laureato al DAMS di Gorizia e conseguita laurea magistrale in Discipline della musica, dello spettacolo e del cinema/Film and audiovisual studies. Scrivo di musica, cultura, arte, spettacolo e cinema. Ho pubblicato su Cinergie, Digressioni, Radio Càos.

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