In Sordina: Film- Punch-Drunk Love di P.T.Anderson

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Punch-Drunk Love, tradotto in italiano con il titolo, assolutamente meno accattivante, Ubriaco d’amore, è un film del 2002 diretto da Paul Thomas Anderson con protagonista Adam Sandler. Quando il regista disse ai giornalisti che, dopo Magnolia, avrebbe girato una commedia con Sandler, tutti scoppiarono a ridere. Al 55esimo Festival di Cannes, Anderson vinse il premio come miglior regia proprio per questo film, a dimostrazione che, a volte, se ci si ritrova dinanzi ad un talento meglio non esagerare con critiche anticipate, altrimenti si rischia di fare brutte figure.

Abbiamo scelto questo titolo per la nuova puntata della nostra rubrica In Sordina:Film perché indubbiamente Anderson è un maestro del cinema e merita che anche i suoi film passati un po’ sottotraccia abbiano la considerazione che meritano. La grandezza di Magnolia, de Il Petroliere, di The Master e Vizio di forma non deve assolutamente oscurare questa piccola perla che rappresenta la terza prova importante del regista dietro ad una macchina da presa.

Barry Egan, interpretato magistralmente da Adam Sandler, è un uomo apparentemente normale, con una ditta tutta sua di articoli per bagno, gran lavoratore, single ma piacente e con alle spalle una famiglia numerosa. Apparentemente appunto. In realtà a Barry l’unica cosa che va bene è il lavoro, per il resto soffre di disturbi della personalità che gli chiudono le porte di una vita piena e soddisfacente. Il carattere estremamente passivo derivatogli dal fatto che ha sette sorelle, che pur volendogli bene hanno un po’ condizionato la sua infanzia, è alternato da scatti d’ira incontrollabili che lo portano ad atti di estrema violenza contro, principalmente, oggetti. La situazione psichica di Barry lo porta ad avere atteggiamenti compulsivi-ossessivi estremamente dannosi, come ad esempio il mettersi sempre lo stesso completo blu pur non avendo mai messo un completo in tutta la vita, segno che si vuol cambiare ma poi si rientra in una nuova ossessione. Tali atteggiamenti vengono subito presentati con due situazioni principali, ove la prima è il ritrovamento di un piccolo pianoforte dinanzi alla sua ditta dopo aver assistito ad un misterioso e incredibile incidente di un camioncino; mentre l’altra è la scoperta di una falla all’interno di una promozione di una ditta alimentare che promette in regalo, con un acquisto di un tot dei suoi prodotti, tante miglia di volo da sfruttare a proprio piacimento. Entrambe le scoperte diventano un’ossessione malata e controproducente, infatti il pianoforte diventa un oggetto a cui Barry fa ricorso tantissime volte per esorcizzare le sue inquietudini, diventando un oggetto totem; mentre la scoperta della falla nella promozione, che consiste nel poter accumulare le miglia di volo spendendo pochissimo in budini al cioccolato, diverrà una malattia tale da ricoprire il suo ufficio di scatole di budino. Le ossessioni vengono condite da un profondo senso di solitudine che schiaccia Barry nel suo piccolo angolino buio, da notare che il nostro ha una famiglia davvero numerosa come detto prima e che quindi ci fa concludere che Barry è schiavizzato dalla sua situazione psichica pur avendo appigli a cui aggrapparsi per uscirne. Pertanto, concetto fondamentale del film è l’autodistruzione, causata dalla mancata accettazione di alcuni aspetti della vita.

Il tutto inizia a deteriorarsi quando, dopo una festa in famiglia risoltasi in uno sfogo di rabbia e pianto, decide, una volta tornato a casa, di chiamare una chat erotica per mitigare il suo senso di solitudine. Purtroppo per lui la chat si rivelerà uno strumento per ricattare i clienti che lo porterà a confrontarsi con una minaccia che per la prima volta gli impone un’ossessione calata dall’alto e dall’esterno. I suoi malesseri e i ricatti dei criminali lo faranno cadere in un vortice che metterà a dura prova la sua salute mentale. Ovviamente, alla domanda: come può un uomo uscire dalle sue paludi? La risposta è sempre e sarà una sola, ovvero trovando un amore che gli dia la forza di affrontare se stesso. L’amore in questo caso è rappresentato da una donna, collega di una delle sorelle, che prova un vivo e genuino interesse per Barry. Attenzione al ruolo dell’amata, perché il suo ingresso cambia completamente il ritmo del film, facendo sembrare Punch-Drunk Love un film diviso in due parti che si ricongiungeranno solo verso la fine, equilibrandolo e facendone un’opera unitaria.

Punch-Drunk Love è un film disturbante ed estremamente fisico, nel senso che lo spettatore prova un vero e proprio coinvolgimento sensoriale guardandolo, a partire dai campi lunghi che accentuano la solitudine di Barry. Il viaggio attraverso l’ansia, la rabbia, l’asocialità è svolto fianco a fianco al protagonista, ed è in questo fattore la vera grandezza del film. Ad esempio l’uso delle musiche è perfetto, esse sono poste in modo da aiutare l’immedesimazione con il protagonista, e allora si avranno suoni disturbanti ed improvvisi, che ci spaventano, quando Barry vive le proprie ansie e paure. Avremo suoni forti e violenti quando, insieme a lui, dovremo provare rabbia e frustrazione. Inoltre, c’è un uso dei colori atto a rafforzare l’espediente musicale, ad esempio all’improvviso, spesso, ci sono colori estremamente sgargianti che occupano l’intera scena e fanno cadere in uno stato di confusione, che insieme alle sensazioni spiegate prima, fanno sentire efficacemente lo stato d’animo del protagonista. Ripetiamo che è proprio questa la prima qualità del film, ovvero far partecipare lo spettatore fisicamente alla storia. Anzi più che partecipare, potremmo dire precipitare, perché si ha la sensazione di un vortice che tira giù o di una casa degli specchi che confonde, e ciò trova il suo apice nella apparente eterna corsa attraverso i corridoi di un palazzo per trovarne l’uscita.

A conferma di ciò, come detto sopra, il film cambia completamente approccio quando l’amore entra nella vita di Barry, le musiche e i colori sono improntati a rilassare e a ritrovare la calma, tutto racchiuso nella frase: “c’è l’amore nella mia vita e questo mi da una forza incredibile”.

Pertanto, il film è un mix di generi che spaziano dalla commedia sentimentale all’azione, e trovando la sua grandezza in una posata drammaticità, risultando molto piacevole da guardare. Un compendio della personalità umana presentata in tutte le sue sfaccettature. Ciò è valorizzato dalle prove attoriali di Adam Sandler (candidato al Golden Globe per questo ruolo), che si scrolla di dosso il ruolo di comico egregiamente, e di Emily Watson (candidata due volte all’Oscar) nel ruolo della donna amata. Infine, riuscitissima la piccola parte del compianto Philip Seymour Hoffman, che con una frase riassume la filosofia di questa bella e intelligente pellicola:

“I remissivi sembrano deboli, ma infine sono quelli che fanno i gradassi ad esserlo”

Recuperate Punch-Drunk Love e amatelo.

Se volete vedere invece il film della scorsa puntata potete cliccare qui

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