La versatilità di Christian Bale: 5 interpretazioni “di peso”

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Christian Bale, attore britannico tra i più talentuosi della sua generazione e neo 43enne, è considerato e ammirato soprattutto per la sua grande “malleabilità artistica”, la quale gli ha permesso nel tempo di assumere forme e pesi diversi, a seconda dei film e dei personaggi da impersonare. Dotato di grandi doti espressive, ha già vinto un Oscar ed è uno degli attori più ricercati dell’industria cinematografica.

Eccovi 5 sue interpretazioni da incorniciare, in ordine decrescente di peso assunto per la performance:

  1. American Hustle – 94 kg 

American Hustle è il punto più alto in eccesso del trasformismo fisico di Bale, in termine di kg. La pellicola è infatti quella che gli ha comportato un aumento di peso spropositato, fino a raggiungere la bellezza di 94 chili. Nel film, per meglio rappresentare il truffatore Irving Rosenfeld, che nella trama viene contattato dall’FBI per un’operazione anticorruzione nei confronti di alcuni politici statunitensi, ha aumentato il suo peso in modo spropositato, mettendo in mostra un pancione inatteso da uno come lui. Seppur non sia il film che lo valorizza maggiormente, American Hustle rimane comunque il film che lo ha visto ingrassare di più.

2. Batman Begins 86 kg

Uno dei film in cui lo abbiamo amato di più. Viene scelto dal regista Christopher Nolan “per il suo perfetto equilibrio tra luce e oscurità” e si sottopone a un duro allenamento fisico che ne aumenta la massa muscolare, mettendo su 86 chili di muscoli per entrare perfettamente nella parte di Bruce Wayne/Batman; sarà la sua corporatura standard anche per gli altri 2 film della saga, chilo più chilo meno. La cosa risulta molto sorprendente, e questo perché accade subito dopo L’uomo senza sonno, altro film in cui ha portato all’estremo le sue condizioni fisiche, e di cui parlerò tra poco. Nei panni del cavaliere oscuro ha recitato una parte magnifica, entrando di diritto a far parte della schiera dei migliori attori che hanno interpretato il supereroe mascherato, se non il migliore.

 

3. American Psycho – 80 kg

Il serial killer Patrick Bateman, partorito dalla mente malata dello scrittore Bret Easton Ellis e trasposto al cinema dalla regista Mary Harron, è il personaggio che lo ha reso celebre a livello mondiale. Qui ha raggiunto un peso asciutto, elastico e perfettamente tirato a lucido (un po’ come i suoi capelli nel film, d’altronde), che gli ha permesso di assumere le sembianza del giovane, ricco e rampante yuppie che lavora a Wall Street ed è l’incarnazione dell’avidità, della superficialità, oltre a essere egocentrico e insensibile. Ma ha anche dei difetti: di notte, infatti, è uno psicopatico omicida che uccide prostitute, senzatetto e chiunque gli capiti sotto mano, nonché colleghi di lavoro. Grande interpretazione, anche questa, per l’attore britannico.

 

4. The Fighter – 66 kg 

I chili iniziano seriamente a calare. In questo film recita la parte di Dicky Eklund, ex pugile caduto nella morsa della tossicodipendenza che si trova ancora una volta sul ring, stavolta per allenare il fratellastro Micky Ward; quest’ultimo vuol raggiungere il successo nel pugilato, cosa che era quasi successa a Dicky, arrivato in carriera persino a sfidare, perdendo ai punti, l’allora campione del mondo Sugar Ray Leonard. La sua condizione sociale gli comporta non pochi problemi durante il corso della storia, causando disagi al fratello e alla famiglia, ma riuscendo alla fine a riscattarsi agli occhi del mondo. Il film regala a Bale il suo primo Oscar, quello relativo al migliore attore non protagonista, e lo esalta ad attore di prestigio anche in ruoli drammatici e impegnati.

 

5. L’uomo senza sonno55 kg

Siamo partiti dalla parte estrema in eccesso, questa è sicuramente la parte estrema in difetto: Bale spinge fino al limite il suo corpo, limandolo al massimo fino a sembrare scheletrico, e raggiungendo i 55 kg di peso. La sua trasformazione, necessaria per meglio figurare la parte dell’operaio insonne Trevor Reznik, incapace di dormire da più di un anno per un motivo imprecisato all’inizio del film, lo rende noto al pubblico ed evidenzia ancor di più le sue doti di caratterista. Il film – kafkiano e cupo come i colori di cui è costituito – è la discesa interiore all’inferno del protagonista, il quale si trova suo malgrado al centro di una specie di complotto contro di lui, architettato da un uomo calvo che il protagonista incontra in un bar. Ma l’apparenza inganna, a volte. Un film subdolo che tiene incollati allo schermo frame dopo frame, con un finale inaspettato e azzeccatissimo.

Insomma, si tratta di un attore che oltre a essere talentuoso di per sé, ha la capacità di entrare nella parte in modo profondo e accurato, rivelandosi estremamente eclettico e versatile. Senza mai porsi dei limiti.

 

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