Halloween: perché si chiama così e perché è una festa che deve “far paura”?

Halloween
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Ogni 31 ottobre tutti noi festeggiamo Halloween, ma quanti di voi sanno perché si chiama così e perché dev’essere una ricorrenza tanto “spaventosa”?

All Hallows Eve

Avete presente quando si dice che Halloween non è una festa religiosa, e che l’hanno “inventata gli americani”? Ebbene, sono entrambe cose non vere. Infatti si lega intrinsecamente alla celebrazione della festa di Ognissanti, che come sappiamo cade il giorno dopo, il primo novembre (mentre il giorno di Halloween è ovviamente il 31 ottobre).

Secoli addietro la celebrazione di questa ricorrenza religiosa si festeggiava già dalla sera prima. Perciò si parlava di “All Hallows Eve”, cioè appunto “vigilia di tutti i santi”. Perciò il termine Halloween viene dall’inglese arcaico ed è una semplice contrazione di questa espressione: “All Hallows Eve – Halloween”.

Le origini

La festa viene celebrata in molte forme nell’Europa cristiana da secoli, e nel tempo ha attraversato vari significati. In Italia, per esempio, nell’800 si usava lasciare cibo sul tavolo durante la notte per le anime dei cari estinti. E i popoli germanici e celtici già nel medioevo usavano celebrare i propri morti in un’unica grande festa in occasione dell’arrivo dell’autunno, periodo dell’anno visto come simbolo di morte anche in natura.

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La festa di Halloween per come la conosciamo oggi è stata portata negli Stati Uniti nel corso dell’800 principalmente da immigrati scozzesi e irlandesi, in quanto già tradizione secolare. Lì si è gradualmente diffusa, assumendo i tratti più “pop” per cui è nota oggi, con costumi, maschere e messe in scena legate all’immaginario dell’orrore.

I bambini si preparano a fare dolcetto o scherzetto in E.T., 1982

La festa del terrore?

Perché la festa di Halloween è legata all’idea della paura, del macabro e della morte? Oltre alla vicinanza di Ognissanti e del Giorno dei Morti (2 novembre, poco osservato oltreoceano), c’entra l’antica credenza legata alle anime dei defunti, ancora non giunte nell’aldilà, di ritorno per vendicare torti subiti o aggiustare affari in sospeso.

Da qui l’adozione delle famose zucche intagliate (jack o’lantern), nate dalle tradizioni celtiche di intaglio degli ortaggi, come guardiani per spaventare i demoni. Più in generale, negli anni le mascherate hanno assunto le proporzioni di grandi esorcismi, una sorta di sfogo collettivo nei confronti della paura della morte, dell’aldilà e dei mostri: si tratta di combattere il fuoco con il fuoco, insomma.

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Halloween oggi

Halloween per come la conosciamo oggi si è sviluppata come festa nel corso del ‘900, e soprattutto negli Stati Uniti. Tra gli anni ’30 e gli anni ’50 sono nate le tradizioni di dolcetto o scherzetto (trick or treat) e le case stregate nei parchi divertimento, di pari passo con la diffusione dell’immaginario gotico reso popolare anche al cinema con i film di Dracula, Frankenstein e così via.

In queste forme Halloween si è diffuso in tutto il mondo, e oggi almeno qui in Italia lo celebriamo come gli americani. Ai bambini spetta girare per le case o mascherarsi, mentre gli adulti preferiscono partecipare a feste a tema con costumi più seri o elaborati, oppure tradizionalmente recuperare qualche bel film horror.

E voi, cosa farete oggi? Buon Halloween! Continuate a seguirci sempre su LaScimmiaPensa