Sylvester Stallone critica i film d’azione moderni

Parlando con The Hollywood Reporter, Sylvester Stallone ha criticato i moderni film d'azione, troppo pieni di supereroi e CGI

Rambo, sylvester stallone
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Sylvester Stallone è l’attore action per antonomasia. Nella sua ormai lunghissima carriera ha interpretato alcuni tra i personaggi più iconici della storia appartenenti a questo particolare genere. Da Rambo a Rocky passando per moltissime altre icone come Dredd e similari. Quando dunque, parlando con The Hollywood Reporter, fornisce la sua interpretazione sul moderno cinema action, è abbastanza ovvio che la sua opinione abbia un peso importante. Quando gli viene chiesto se secondo lui sia frustrante che la modernità del genere sia contraddistinta da una moltitudine di Supereroi e uso strabordante di CGI, il grande attore risponde:

Sì. [I grandi film d’azione sono] come un orologio vintage. Inizialmente valgono 35 dollari, e ora 35.000. Come mai? Perché sono fatti a mano. Non erano esagerati. Non erano soprannaturali. Erano qualcosa che un essere umano unico poteva realizzare. Ecco perché penso che First Blood [Rambo 1] sia uno dei primi film d’azione. Mi sono affidato alla recitazione del corpo per raccontare la storia. Il personaggio non parla mai, ma sai esattamente cosa sta succedendo agli altri personaggi. Sono quasi come i narratori della sua tragedia greca. Non smette mai di muoversi, ed è quello che chiamo un “film d’azione”. Non c’è CGI. Il pubblico dice: È davvero speciale.

Parlando sempre del primo leggendario capitolo di Rambo, Sylvester Stallone ha anche parlato del celebre e toccante monologo del protagonista.

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Quella scena è stata dura da superare i produttori. Non lo volevano. Avrei dovuto sparare e morire. E io dico: “Ci sono molti veterani che guarderanno a questo e diranno: ‘Quindi la mia unica speranza è uccidermi?’ Non posso farlo”. Ho fatto 20 interviste con i veterani e l’ho fatto in quel momento, tutto flusso di coscienza, con tutto che si riversa fuori. Voglio che le persone portino via un senso di speranza quando lasciano il cinema. Non voglio che i miei eroi muoiano.

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