Boris 4: La Recensione della serie di Disney Plus

Ecco la nostra recensione della quarta, attesissima stagione di Boris. Il ritorno di Renè Ferretti e soci non delude

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Finalmente ci siamo. A distanza di 12 anni dalla terza, leggendaria stagione, Boris è tornato. La fuori serie italiana copn Francesco Pannofino protagonisti nei panni del vulcanico regista Renè Ferretti è senza dubbio uno dei prodotti più amati e divertenti che la nostra televisione abbia mai sfornato. Il pericolo, dopo tutto questo tempo era sicuramente quella di fare un passo falso, vista anche l’assenza di Mattia Torre, uno dei grandi sceneggiatori dello show che purtroppo ha lasciato questo mondo il 19 luglio 2019. Tuttavia fin dai primi minuti è evidente che tutte le nostre paure non avevano fondamento. Infatti Renè è scatenato come sempre e Boris non ha deluso neanche un po’.

Boris 4: Il Trailer

Boris 4: il Cast

  • Luca Amorosino
  • Giulia Anchisi
  • Valerio Aprea
  • Massimiliano Bruno
  • Ninni Bruschetta
  • Raffaele Buranelli
  • Aurora Calabresi
  • Paolo Calabresi
  • Astrid Casali
  • Antonio Catania
  • Eugenia Costantini
  • Carolina Crescentini
  • Cecilia Dazzi
  • Massimo De Lorenzo
  • Giordano De Plano
  • Alberto Di Stasio
  • Caterina Guzzanti
  • Corrado Guzzanti
  • Angelica Leo
  • Andrea Lintozzi
  • Emma Lo Bianco
  • Jerri Mastrodomenico
  • Francesco Pannofino
  • Lucio Patanè
  • Cristina Pellegrino
  • Maurizio Pepe
  • Edoardo Pesce
  • Giuseppe Piromalli
  • Alessio Praticò
  • Karin Proia
  • Andrea Purgatori
  • Carlo De Ruggieri
  • Andrea Sartoretti
  • Pietro Sermonti
  • Alessandro Tiberi
  • Giorgio Tirabassi
  • Nina Torresi

Boris 4: la Trama

Di seguito la sinossi ufficiale della quarta stagione di Boris

Sono passati dieci anni e tutto è cambiato. La morente tv generalista – con i suoi medici buoni e le paternali contro la droga – è ancora più morente e perfino René e i suoi amici ora lavorano per una Piattaforma globale. La serie che René deve girare stavolta è Vita di Gesù, da un’idea di Stanis La Rochelle. Che non solo vestirà i panni del protagonista, notoriamente morto a 33 anni quando lui ne ha 50, ma anche quelli di produttore, con la sua SNIP (So Not Italian Production).

Stanis l’ha fondata con Corinna, che da qualche anno è anche sua moglie. La scrittura di Vita di Gesù è stata affidata ai soliti tre sceneggiatori. Coproduttore e organizzatore è Lopez, che, in pensione dalla Rete, si è reinventato produttore con la sua QQQ (Qualità, Qualità, Qualità). L’occasione da non lasciarsi sfuggire è che la Piattaforma europea più importante sta seriamente prendendo in considerazione il progetto ma, prima del via libera definitivo, serve l’approvazione delle sceneggiature (il “lock”) da parte dell’Algoritmo.

Tutto sembra procedere bene ma cosa comporterà lavorare sotto questo nuovo padrone? René saprà approfittare della nuova occasione per girare una serie finalmente di qualità ma soprattutto i nostri sapranno adattarsi al mondo che è cambiato così rapidamente?

Boris 4: La Recensione Senza Spoiler

Quando è nato Boris aveva come scopo quello di deridere in modo sfacciato e divertente il mondo della televisione italiana. Il dubbio dunque, dopo l’annuncio della quarta stagione dopo oltre 10 anni, era quello relativo all’evoluzione che lo show avrebbe fatto in un mondo dominato dallo streaming. Tuttavia ogni ansia dei fan sparisce dopo i primi 5 minuti. Boris è sempre Boris con la sua ironica graffiante e la sua satira spietata. Solo che si è evoluto insieme all’Italia.

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Ora infatti la sgangherata troupè di Renè Ferretti non deve convincere un produttore, ma il freddo algoritmo che sta alla base di tutti i prodotti che vediamo sulle nostre piattaforme streaming preferite. Anche questo raffigurato come un’entità (quasi) umana senza viso, come il fu Dottor Cane. I tempi passano, ma il mondo è sempre lo stesso. E Boris è qui a ricordarcelo.

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Il grandissimo merito di questa serie è quello di non essere sceso a compromessi in nessun ambito. Ogni elemento dell’intrattenimento è stato preso di mira, messo alla berlina e deriso. Basti pensare al modo geniale col quale è stato trattato il rapporto con i produttori della serie che Renè deve girare. Affinchè trovi la sua approvazione dalla “piattaforma”, lo show deve infatti rispettare determinati canoni senza i quali non potrebbe mai nascere. Ed ecco dunque che due degli apostoli di Gesù cambiano etnia, si va a caccia di un componente della troupe omosessuale, si crea una storia d’amicizia tormentata tra i giovani Gesù e Giuda e si realizza un discorso progressista tra le donne della serie. Quindi si, abbiamo Maria Maddalena e la Madonna che discutono sul ruolo della donna nella società palestinese dell’anno 0. Tutto così sfacciato e delirante che solo Boris avrebbe potuto realizzarlo.

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Avete presente tutti i problemi che spesso vengono evidenziate in molte delle serie moderne? Ecco, anche gli autori di Boris li hanno notati e li hanno esposti a tutti. Senza fronzoli, in modo spietato. Non c’è nulla di edulcorato o sottinteso. La serie è caustica esattamente come la ricordavate e non avrete mai neanche un attimo l’impressione che lo show sia ambientato nel 2022. Il maggior pregio è quello di non soffrire, neanche per una scena, dei problemi che deride. E questo è senza dubbio l’elemento che alla vigilia appariva più difficile e spigoloso. Ma gli autori sono stati così bravi da non farsi mai compromettere. Sono andati avanti per la loro strada e lo hanno fatto benissimo

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Potremmo parlare inoltre di tutti gli altri elementi che hanno reso Boris la serie leggendaria che è. Personaggi iconici, battute destinate a diventare parte della cultura popolare e momenti così deliranti e divertenti nei quali bisogna interrompere la visione per ridere. Tuttavia questi sono tutti elementi che qualsiasi fan di Boris conosce bene e che sono presenti in questa quarta stagione ed è quasi superfluo ribadirli. Tutto quello che avete amato lo ritroverete, senza nessuna eccezione.

Davvero tenero, infine, il toccante omaggio fatto a Roberta Fiorentini, la simpaticissima Itala, che purtroppo ha lasciato questo mondo il 23 ottobre 2019. Il primo episodio si apre infatti con il saluto a uno dei personaggi più iconici della serie al quale i fan di vecchia data non potranno che commuoversi. Davvero di gusto metterlo all’inizio, prima di iniziare a ridere. Perchè Italia meritava un attimo, anche solo uno, di commozione. E c’è stato.

Sicuramente lei e il compianto Mattia Torre saranno lì su a ridere insieme a noi.

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