Resident Evil – Welcome to Racoon City: Recensione del reboot

Al cinema dal 25 Novembre Resident Evil - Welcome to Racoon City: l'inizio di una nuova era per la saga cinematografica legata al videogioco targato Capcom.

resident evil - welcome to racoon city
Condividi l'articolo

Tra le novità al cinema questo 25 Novembre arriva anche Resident Evil – Welcome to Racoon City: settimo film ispirato alla saga videoludica targata Capcom, ma anche un reboot che azzera ogni legame con il franchise cinematografico creato da Paul W.S. Anderson con Milla Jovovich, segnando l’inizio di una nuova era.

Johannes Roberts ha scritto e diretto il reboot partendo dalla struttura narrativa dei primi due capitoli del videogioco, Resident Evil (1996) e Resident Evil 2 (1998), recuperando tutti quegli elementi ormai lontanissimi da una saga che aveva iniziato presto a vivere di vita propria, seguendo linee narrative del tutto estranee al gioco.

L’idea centrale di Welcome to Racoon City è tornare allo spirito originario di Resident Evil non solo in termini narrativi e concettuali, ma anche strettamente audiovisivi. Fotografia, ambientazioni, dettagli, stacchi di inquadratura e montaggio: Johannes Roberts procede così ad una autentica restaurazione del mito.

Il risultato è uno Zombie movie dal sapore smaccatamente vintage, dominato da suadente una colonna sonora, costruita praticamente come il compendio delle migliori hit anni ’90. Ma basteranno questi buoni ingredienti per produrre un risultato effettivamente gustoso?

Resident Evil – Welcome to Racoon City: La trama

Claire Redfield (Kaya Scodelario), fuggita ormai da molti anni da Racoon City, decide di tornare in città per un ultimo disperato tentativo di convincere suo fratello Chris (Robbie Amell) delle attività criminali della Umbrella Corporation e del Dott. Birkin (Neal McDonough), direttore dell’orfanotrofio dove sono cresciuti.

LEGGI ANCHE:  Devil May Cry: il legame con Resident Evil che (forse) non sapete

La potentissima casa farmaceutica nota come Umbrella Corporation ha prima fondato la cittadina industriale di Racoon City, poi deciso di interrompere le attività. Ora non resta che una città fantasma, popolata di pochi abitanti, per altro oggetto di strane trasformazioni fisiche.

Mentre il virus sembra innescare una vera e propria apocalisse e i confini della città vengono chiusi, il gruppo dei sopravvissuti deve iniziare a collaborare, nella speranza di restare in vita.

Resident Evil – Welcome to Racoon City: Recensione [No Spoiler]

resident evil - welcome to racoon city

Se lo scopo di Johannes Roberts era realizzare un film finalmente più fedele alla saga videoludica, l’obiettivo non può dirsi che raggiunto. Se Paul W.S. Anderson aveva infatti trasfigurato gli spunti narrativi in funzione dell’Action più muscolare e adrenalinico, con il reboot torniamo decisamente nel territorio dell’Horror.

Il riferimento dichiarato è il cinema di John Carpenter, ma il regista sembra ispirarsi alle atmosfere dark, il trucco prostetico e gli effetti speciali analogici dei migliori Zombie movie degli anni ’80 e ’90, attentamente rivisti nell’ottica del più moderno jumpscare.

L’accento poi torna su un elemento originario del gioco, ma anche un grande must tra le tensioni del nuovo millennio: le attività illecite di una spietata casa farmaceutica, pronta a sperimentare segretamente virus letali, sacrificare un gran numero di vite umane nel solo nome del profitto.

LEGGI ANCHE:  Resident Evil diventa una serie Netflix, tutto quello che sappiamo

Una felice coincidenza, o forse una scelta furbesca riproporre la Umbrella Corporation, che certo esisteva già alle origini di Resident Evil, in tempi di pandemia, ora che l’umanità intera si trova effettivamente alle prese con un virus che, a distanza di quasi due anni, non sembra smettere di mutare.

La sensazione è che Resident Evil – Welcome to Raccon City abbia tutti gli elementi per intrattenere, divertire, ma si accontenti di una buona ricetta, ben cucinata, che punta tutto sui vintage feels ma preferisce non osare. E così, finisce purtroppo per non sorprendere.

A giudicare dalla scene post-credits, ci troviamo comunque all’alba di una nuova era. Il prossimo capitolo riserverà qualche vera emozione e una formula meno standard, al netto di un’ottima colonna sonora e qualche passaggio effettivamente truculento? Aspetteremo fiduciosi.

Resident Evil – Welcome to Racoon City: Il cast

  • Kaya Scodelario: Claire Redfield
  • Hannah John-Kamen: Jill Valentine
  • Robbie Amell: Chris Redfield
  • Tom Hopper: Albert Wesker
  • Avan Jogia: Leon S. Kennedy
  • Donal Logue: Brian Irons
  • Neal McDonough: William Birkin

Resident Evil – Welcome to Racoon City: Trailer ufficiale italiano