La Cosa – Recensione

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La cosa è un film del maestro dell’horror John Carpenter, un pilastro e un cult della fantascienza dell’orrore remake de La cosa da un altro mondo pellicola di Christian Nyby basata sull’omonimo racconto di John W. Campbell.

Quando la pellicola uscì nel 1982, fu un clamoroso insucesso, accolta negativamente dalla critica, incapace di cogliere il significato artistico e morale dell’opera. Proprio in quell’anno critica e pubblico apprezzarono e lodarono una pellicola di fantascienza radicalmente diversa, destinata diventare un classico; E.T. l’extra-terrestre di Steven Spielberg, opera di fantascienza in netto contrasto con la creatura carpenteriana.

Nonostante ciò, negli anni La cosa ha ottenuto grande notorietà; la pellicola difatti è il primo capitolo della Trilogia dell’Apocalisse, proseguita in seguito con Il signore del male (1987) e terminata con il formidabile Il seme della follia (1994). Le tre opere non sono legate a livello di trama, ma sono interconnesse dallo stesso pessimismo nello sviscerare la tendenza all’autodistruzione del genere umano. Ancora oggi l’opera di Carpenter è fonte di ispirazione per cineasti del calibro di Quentin Tarantino, che con il suo The Hateful Eight ne riprende le ambientazioni e le atmosfere.

Antartide, fra le lande congelate, un Husky Siberiano è in fuga.

Viene bersagliato senza sosta da rapidi colpi sparati da un elicottero che lo sta braccando. Il cane riesce a raggiungere la base di ricerca statunitense U.S. Outpost#31, dove gli uomini della base assistono sconvolti alla scena. Si conclude infatti con l’esplosione dell’elicottero, colpito per sbaglio da un ordigno che il cacciatore intendeva lanciare contro la preda. Uno dei norvegesi si salva allontanandosi in tempo dal mezzo e cerca immediatamente di uccidere a fucilate il cane, colpendo per sbaglio uno dei componenti del team americano; ne nasce un conflitto a fuoco, e il norvegese viene ucciso.

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Guidati dal pilota della base McGrady (Kurt Russell) una parte della squadra statunitense va in cerca di spiegazioni.

Raggiunta la base norvegese qualche chilometro più lontana, la trovano totalmente distrutta. Tra le rovine della base scopriranno agghiaccianti verità:un immenso blocco di ghiaccio che lascia intuire che qualcosa fosse ibernato al suo interno; ed ora è uscito. In aggiunta fuori dalla base  scoprono il corpo carbonizzato  di una deforme creautura a due teste  e decidono di portarlo alla base. Il biologo Blair ne esegue un’autopsia, rivelando che possiede degli organi interni normali.

Dopo alcune ricerche e la mostruosa trasformazione dell’Husky sopravissuto, il team americano scoprirà che la causa di tutto è una creatura aliena precipitata sulla Terra; dotata di un incredibile abilità: assumere le sembianze degli esseri con i quali viene a contatto, mutando continuamente aspetto. Per gli uomini della base inzia l’incubo. Chi di loro è ancora umano? Chi è stato trasformato? Riusciranno a fermare la Cosa?

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Gli effetti speciali, nonostante oggi possano apparire grotteschi, sono frutto dell’interminabile lavoro della squadra di tecnici sotto la supervisione di Rob Bottin. Il truccatore, Bob, sperimentò per tutta la durata della produzione ogni sorta di tecnica e di materiale per cercare di superare i limiti imposti dalla tecnologia dell’epoca. Realizzarono ogni effetto della creatura, sotto forma di statue modellate a mano (per i cadaveri visti nella base norvegese) e animatronic. La realizzazione della colonna sonora è opera del maestro Ennio Morricone, le sue note accompagnano fin dai primi momenti lo spettatore fra le lande desolate dell’antartide e la inquietante atmosfera della pellicola.

In questa pellicola Carpenter racchiude la magistrale coniugazione della componente horror e fantascientifica delle sue pellicole, con una profonda e tagliente critica sociale e politica.

Privi di un sistema di regole sociali e lavorative e sotto la crescente pressione di una minaccia invisibile che li annienterà uno dopo l’altro, i componenti della base rivelano le loro pulsioni più rozze e primitive. Logica e razionalità vengono messe da parte in un clima di totale sfiducia nel prossimo e nella cooperazione; ogni membro della base si abbandonerà alla paranoia e alla paura della contaminazione.

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La pellicola è un totale rovesciamento dell’opera originale del ’51, una rilettura più fedele del racconto di Campbell piuttosto che un remake; nel film di Niby infatti il piccolo gruppo di uomini attaccati dalla creatura, trova la sua forza nell’unione, una ritrovata unità, elemento vincente contro le avversità; Carpenter al contrario fornisce un’immagine più frantumata, in cui domina la paranoia e l’ossessione e paura della contaminazione e dell’isolamento.

La Cosa è  una delle  migliori opera di Carpenter, un’opera che ancora oggi sa essere attuale. Un film che grazie ad inquietanti atmosfere è capace di intrattenere e ammaliare lo spettatore. Tramite la paranoia e l’orrore Carpenter riesce a rappresentare e far riflettere sulla sua idea di società divisa, in cui domina la disgregazione dell’umanità e la diffidenza verso il prossimo.

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