Mortal Kombat: i 10 migliori capitoli della saga

Con l'arrivo del nuovo film dedicato alla saga, ci siamo cimentati in una classifica dei migliori giochi di Mortal Kombat

Scorpion in Mortal Kombat 11
Scorpion in Mortal Kombat 11
Condividi l'articolo

C’è stata grande attesa per la nuova pellicola dedicata a Mortal Kombat, in uscita di recente nel Belpaese, tanta da farci venire voglia di stilare una classifica dei 10 migliori capitoli della saga. Mortal Kombat, la serie di picchiaduro più famosa tra quelle nate in Occidente, ha ricevuto innumerevoli capitoli e spin-off da quell’8 Ottobre 1992 che vide il debutto dell’originale in sala giochi.

Non è certo semplice scegliere i 10 migliori Mortal Kombat, essendo un picchiaduro la fanbase si divide spesso tra chi predilige l’esperienza single player ed i giocatori più competitivi che si dedicano anima e corpo a vincere contro altri esseri umani. La nostra filosofia è stata quella di non tenere conto degli spin off (ad esempio Mortal Kombat Mythologies : Sub Zero) ma di concentrarci sugli episodi numerati e facenti parte della “main line”.

L’obiettivo è stato quello di cercare di stilare una classifica dei titoli più importanti, piuttosto che migliori, premiando ovvero quei titoli che hanno portato innovazioni chiave per lo sviluppo della saga.
Iniziamo quindi con la top 10.

10- Mortal Kombat vs DC (2008, Playstation 3, XBOX360)

“Ma come, avevate detto niente spin off?!” direte voi vedendo questo crossover alla decima posizione. Diciamo che pur essendoci due correnti di pensiero diametralmente opposte riguardo al fatto che MK vs DC sia canon o meno, il gioco è comunque un picchiaduro classico, laddove gli spin off di MK andavano in direzioni ben diverse rispetto alle radici della saga action/platform/shooter).

Chiarito il motivo per cui il gioco si trova in questa lista, cerchiamo di analizzare perché si trova all’ultima posizione. Il gioco in sé è un cross over nel quale i personaggi di MK si scontrano contro gli eroi e gli antagonisti della DC. Sulla carta c’erano tutti gli ingredienti per il successo, purtroppo qualcosa si è poi perso per strada. La realizzazione tecnica non era per niente malvagia (girava su Unreal Engine 3) ma si sentiva la mancanza del DNA di Mortal Kombat, gli scenari erano spogli e privi di mordente, le musiche abbastanza dimenticabili e le Fatalities (Heroic Brutalities per i personaggi DC) erano veramente poco ispirate.

Il roster era peraltro molto ristretto, grave difetto per un crossover, specialmente se paragonato ad altri esempi in ambito picchiaduro come Marvel Vs Capcom 2 o Capcom vs SNK 2. Mancavano inoltre personaggi molto importanti della saga, come Mileena e Johnny Cage, cosa che ha contribuito al poco successo del titolo. Il titolo è stato anche il penultimo ad uscire prima della bancarotta di Midway (l’ultimo fu il poco felice Wheelman), fatalità?

9- Mortal Kombat Deception (2004, Playstation 2, XBOX, Gamecube)

Uscito nel 2004, solo due anni dopo Deadly Alliance, è un sequel che puntava a stupire i giocatori. Difatti introduceva 9 nuovi personaggi al franchise e cercava di rinnovare il look dei combattenti classici. Era presente anche un nuovo boss, Onaga, che per la prima volta assumeva sembianze più bestiali e meno umane rispetto ai precedenti Shang Tsung, Shinnok e Quan Chi. Il gioco ripropone nuovamente la Krypt e la Konquest mode, introdotte in Deadly Alliance. Purtroppo in entrambi i casi le due modalità si sono rivelate essere più scarne rispetto a quelle presenti però nel Deadly Alliance. La Krypt comprendeva 400 koffins da aprire anziché 676 mentre il Konquest era molto più scialbo e meno giocabile rispetto a quello del capitolo precedente.

LEGGI ANCHE:  Mortal Kombat: il film sarà vietato ai minori e includerà le violentissime Fatality

Per la prima volta appaiono anche dei minigames all’interno del gioco, Chess Kombat e Puzzle Kombat. Chess Kombat è una reinterpretazione in chiave Mortal Kombat degli scacchi, il giocatore schiera le sue pedine (personaggi di Mortal Kombat), ognuna delle quali ha le sue abilità e la sua mobilità. Puzzle Kombat è invece molto simile a Super Puzzle Fighter II Turbo, ovvero un puzzle game con i personaggi di Mortal Kombat.

Ed Boon volle creare un picchiaduro imprevedibile con Deception, cosa che a nostro avviso è stata deleteria per certi aspetti. Difatti, se da una parte sono stati introdotti personaggi nuovi ed inseriti minigames dall’altra erano presenti meccaniche abbastanza assurde come le trappole disseminabili nell’arena che a volte potevano portare anche alla conclusione subitanea dell’incontro, cosa specialmente frustrante in versus. Menzione d’onore però alla presenza massiccia, per la prima volta per il franchise, della modalità online (sebbene purtroppo assente nella versione Gamecube).

8- Ultimate Mortal Kombat 3 (1995 Arcade, Megadrive, Super NES, Saturn, Game Boy Advance, Nintendo DS, Playstation 2, PC)

Il terzo capitolo di Mortal Kombat fu un titolo molto particolare. Il gioco uscì dopo una pietra miliare del calibro di Mortal Kombat II, cosa che lo penalizzò non poco. Il team volle sicuramente provare a “rivoluzionare” la saga senza che ce ne fosse realmente bisogno (cosa che peraltro va spesso a braccetto coi terzi capitoli numerati di molte saghe picchiaduristiche, vedi Garou Densetsu 3 o Street Fighter III). La sua versione “liscia” uscì lasciando l’amaro in bocca a tanti fan della saga. Mancavano personaggi iconici come Scorpion, Reptile e Kitana, Sub-Zero stesso fu ridisegnato facendo perdere gran parte del fascino “misterioso” che aveva avuto il Ninja fino a quel momento.

Fu aggiunto il tasto per la corsa ed il counter per le combo oltre agli scenari distruttibili (in alcuni casi si potevano distruggere il soffitto o il pavimento spostando quindi il combattimento in scenari completamente diversi). Fecero il debutto in questo capitolo le Animality e le Mercy (ovvero la possibilità di far tornare l’avversario in vita e possibilmente batterlo nuovamente). Fortunatamente poco dopo l’uscita liscia uscì una versione riveduta e corretta, chiamata Ultimate Mortal Kombat 3, che aiutò il gioco a tornare sulla retta via.

LEGGI ANCHE:  Mortal Kombat: ecco il primo Trailer del nuovo film [GUARDA]

Furono aggiunti nuovamente Scorpion, Reptile, Jade, Kitana e Mileena e tra i segreti fu reintrodotta la versione classica (quella con la maschera da Ninja) di Sub-Zero. Curiosità è la presenza di un ulteriore nuovo personaggio, un Ninja vestito di rosso chiamato ERMAC, versione contratta di “Error Macro”. Il ninja ha infatti origine dal nome dell’errore (abbreviato sui cabinati di MK1 come ERMACS) che portò i giocatori a fantasticare circa la presenza di un ulteriore personaggio segreto in MK1 dopo Reptile.

7- Mortal Kombat 4 (1997 Arcade, Playstation, Nintendo64, Game Boy Color, PC)

Il primo capitolo 3D della serie, Mortal Kombat 4 venne spesso criticato per essere 3D solamente esteticamente, il gameplay difatti rimaneva 2D esattamente come quello dei primi tre titoli della Saga. Un’altra critica che veniva mossa al quarto capitolo era di essere troppo “tradizionalista” e poco innovativo. Niente di più sbagliato, il gioco usciva subito dopo il travagliato Mortal Kombat 3, il primo obiettivo di Midway era quello di far sentire a casa i giocatori seppur introducendo i primi modelli 3D , un nuovo antagonista e le armi.

Difatti in questo capitolo i personaggi hanno ognuno un’arma utilizzabile, l’arma poteva essere anche persa e l’avversario aveva la possibilità di raccoglierla ed utilizzarla a sua volta. Sempre utilizzando la meccanica delle armi, negli stagi erano presenti oggetti da poter raccogliere e lanciare contro l’avversario. Gli sviluppatori, cercarono di ritrovare la magia e l’atmosfera dei primi due Mortal Kombat, furono per questo rimossi molti degli elementi ritenuti troppo “comici” da Midway, cercando di spingere l’acceleratore più sul gore puro. Ad esempio non ci sono più le Babalities, le Mercy e le Animalities (quest’ultime anche a causa di limiti hardware), ogni personaggio ha invece due Fatality, oltre alle Stage Fatalities.

Il ritorno alle origini è chiaro anche nel gameplay, se il terzo capitolo era molto incentrato sulle combo lunghe e dannose (spesso troppo) MK4 limita invece le combo tramite un sistema interno all’engine grazie al quale dopo un tot di danni le combo non possono essere proseguite dal giocatore, riportando il gioco più sullo scontro a base di colpi singoli presente nei primi due titoli della saga. Riteniamo molto importante Mortal Kombat 4 proprio perché era una presa di coscienza (al tempo non scontata) da parte degli sviluppatori che dimostravano di aver compreso l’importanza delle origini del brand senza tralasciare l’avanzamento della saga dal punto di vista tecnologico.

Probabilmente se fossero andati avanti con questa filosofia, il seguente trittico Deadly Alliance, Deception ed Armageddon sarebbe stato sicuramente accolto meglio dai giocatori e forse Mortal Kombat non sarebbe sparito dai radar dei giocatori come accadde in quegli anni.