I mortali: Colapesce e Dimartino, il cantautorato italiano esiste ancora

Esce I Mortali, nuovo album del duo di cantautori Colapesce e Dimartino.

Colapesce e Dimartino
Copertina dell'album I Mortali
Condividi l'articolo

Esce il sorprendente nuovo album del duo siciliano composto dai cantautori Colapesce e Dimartino.

Le collaborazioni tra cantautori per la realizzazione di interi album sono oggi sempre più rare nella musica italiana. Per questo motivo, la pubblicazione da parte di Colapesce e Dimartino dell’album di inediti intitolato I mortali è una ventata d’aria fresca per la musica d’autore nostrana.

L’anticipazione del lancio con la pubblicazione del singolo Luna araba, che ha visto l’ulteriore collaborazione della celebre cantautrice siciliana Carmen Consoli, aveva fatto ben sperare gli appassionati di musica italiana. E le aspettative non sono state deluse. Le dieci tracce contenute nell’album I mortali non hanno fatto altro che confermare il livello raggiunto dalla qualità della musica scritta e registrata dai due cantautori.

Lo stile delicato e confidenziale di Colapesce si fonde perfettamente con l’energia e l’ironia di Dimartino, dando vita a un album fresco dalle tonalità indie-pop, un mix equilibrato di allegria, dolcezza e sana malinconia.

La mortalità, i ricordi, la Sicilia, l’amore e la fine del mondo oscillano tra nostalgia e leggerezza.

L’album si apre con l’ironia de Il prossimo semestre con il suo omaggio alla precarietà dei professionisti della musica. Al centro la solitudine di un cantautore a caccia di melodie orecchiabili e immagini ad effetto che possano conquistare gli editori, il mercato e andare incontro ai trend e i gusti dei giovanissimi. Una simpatica conversazione tra i due cantautori con delle assurde (ma tristemente realistiche) linee guida per scrivere una hit di successo, con l’ambizione di comporre una canzone d’amore e di “sembrare impegnato senza esserlo”.

Segue il brano intitolato Rosa e Olindo, già pubblicato a marzo come anticipazione extra per intrattenere il pubblico nel difficile periodo di lockdown. Probabilmente la traccia più efficace dell’intero album. Il ritornello è intenso e coinvolgente, con le voci di Colapesce e Dimartino che si fondo alla perfezione. Il pezzo mostra un forte contrasto tra la dolcezza della melodia e l’amarezza di un inconsueto racconto d’amore moderno al quale fa da sfondo una cornice fatta di carcere e cronaca nera. Non si tratta ovviamente di un elogio alla nota coppia criminale della strage di Erba del 2006. Piuttosto siamo in presenza di un brano simbolico capace di raccontare l’amore anche nelle situazioni più difficili. Come hanno dichiarato gli autori stessi “l’amore che persiste anche alle atrocità”.

Il singolo Luna araba, con la partecipazione di Carmen Consoli, è un altro dei punti di forza del lavoro dei due cantautori siciliani. Si tratta di una canzone orecchiabile, dal ritmo veloce, nella quale è evidente, soprattutto nelle note del ritornello, l’influenza dello stile della “cantantessa” sicula per eccellenza.

LEGGI ANCHE:  Musica Leggerissima di Colapesce e Dimartino: Spiegazione del testo

“Paese che vai, stronzi che trovi. Non si può fare il conto, sono a milioni”

Il disco prosegue con Cicale. In questo brano i due cantautori si paragonano alle cicale, che cantano sotto il rumore del mondo. Un mondo di stronzi, capaci di sopravvivere a tutto e di imporsi sugli altri, indifferentemente dalla parte del globo in cui ci si trova. Fischiettando si apre Parole d’acqua, una canzone dalla melodia allegra che si caratterizza per lo stile descrittivo da cantastorie, tipico della discografia di Colapesce. Ecco dunque un altro brano efficace, le cui sonorità entrano nella testa dell’ascoltatore fin dal primo ascolto.

Inizia con una semplice linea di basso guida le voci dei due cantautori in Raramente. L’amore e la marea, l’ottimismo e il pessimismo, la fiducia e la reciproca necessità, i sentimenti si raccontano in un flusso fatto di bellissime immagini.

Un altro dei singoli di Colapesce e Dimartino che hanno anticipato l’uscita de I Mortali è L’ultimo giorno.

Leggerezza e ritmo sono le parole d’ordine di questo brano dal sound radiofonico. Una canzone dolce e malinconica che ci racconta l’allontanamento e la fine del mondo con romanticismo e spontaneità. “Che fine del mondo sarebbe senza di te?”, un ritornello semplice ed efficace.

LEGGI ANCHE:  Carmen Consoli – Volevo Fare la Rockstar | RECENSIONE

La Noia mortale arriva nel brano successivo, tra la banalità e la noia delle parole d’amore. Un mondo veloce in cui si fa di tutto per salvare la pelle. Segue il singolo Adolescenza nera, prodotto da Mace, che racconta con un pizzico di nostalgia il tormento e le “perfette imperfezioni” di un’età complessa e significativa.

Chiude questo opera di cantautorato siciliano un brano d’amore per la propria terra. In Majorana Colapesce e Dimartino raccontano la Sicilia attraverso una serie di splendide immagini. L’estate, la giovinezza, Agrigento e l’istituto Majorana, il fumo, gli amici, le ragazze e gli addii. I due cantautori si dimostrano abili nel dipingere il mondo con i loro versi. Lasciando all’ascoltatore una splendida sensazione che porta a viaggiare ed esplorare ricordi e terre bellissime cullati dalle loro note. Il cantautorato italiano è vivo.

Continuate a seguirci sulla nostra pagina Facebook ufficiale, La Scimmia sente, la Scimmia fa.

Leggi anche:
L’arte non deve scendere a compromessi – Intervista a Colapesce