Zero Zero Zero, come nasce la serie più ambiziosa mai girata in Italia

Dal 14 Febbraio su Sky è disponibile la serie più attesa del 2020, Zero Zero Zero di Stefano Sollima. Ecco come Sollima e gli sceneggiatori hanno lavorato all'adattamento del romanzo di Roberto Saviano, per un approccio documentaristico che non rinuncia allo spettacolo.

Zero Zero Zero

Le prime due puntate dell’attesissima nuova serie di Stefano Sollima, Zero Zero Zero, sono arrivate su Sky Atlantic questo venerdì 14 Febbraio. Dopo avervi introdotto ai personaggi principali di questo grande racconto corale, vogliamo approfondire il processo di scrittura che prelude questa serie-evento.

Zero Zero Zero è per molti versi un progetto senza precedenti. Gli 8 episodi della serie sono stati girati in 6 lingue, attraverso 3 continenti, tra Stati Uniti Europa e Africa. Stefano Sollima è l’head-writer e il creatore della serie, mentre divide la regia dei singoli episodi con Janus Metz e Pablo Trapero, 2 tra i più apprezzati fiilmaker del panorama contemporaneo.

Questa grande produzione dal respiro internazionale – che ha coinvolto Sky, Cattleya e BartlebyFilm – presume un lungo e complesso processo di scrittura.

Stefano Sollima
Sollima presenta la serie in anteprima mondiale a Venezia 76. Credits: Biennale di Venezia – foto ASAC

Tra i grandi punti di forza della serie tratta dal romanzo d’inchiesta di Roberto Saviano, infatti, c’è un approccio decisamente innovativo. Un bestseller che aveva già conquistato centinaia di migliaia di lettori nel mondo, e che vede ampliato il suo immaginario in una serie che illustra nuovi personaggi e nuovi scenari.

Dal romanzo alla serie: Zero Zero Zero di Stefano Sollima

Obiettivo di Stefano Sollima e gli headwriters Leonardo Fasoli e Mauricio Katz, era tradurre il linguaggio del giornalismo d’inchiesta nella dimensione della serialità televisiva. Il soggetto e la sceneggiatura di Zero Zero Zero, infatti, non si limita a prelevare le idee e i personaggi raccontati da Roberto Saviano.

L’approccio di Saviano al romanzo d’inchiesta è fortemente narrativo. In particolare, in questo caso la premessa è rappresentare la coca in chiave decisamente realista e prosaica, come il prodotto più richiesto e venduto al mondo. Seguire “la cocaina e il suo viaggio” significa descrivere gli ingaggi tentacolari di un traffico internazionale, dove le organizzazioni criminali si incontrano, alimentando il business più reddittizio del pianeta.

L’idea di Saviano, la forza d’urto del romanzo è proprio descrivere quel viaggio nella sua realtà quotidiana, seguire una filiera crimale che spazia dai Narcos e i sinori del narcotraffico per giungere al piccolo spacciatore, senza trascurare il ruolo di agenti corrotti, insospettabili imprese navali, e naturalmente gli interessi della nostra criminalità organizzata.

Una volta scelto di sviluppare questa struttura secondo le regole della serialità televisiva, Stefano Sollima ha iniziato il lavoro sul soggetto, in collaborazione con Stefano Bises e Leonardo Fasoli.

L’incontro tra Sollima e Leonardo Fasoli, in termini di sceneggiatura, ha già prodotto risultati esplosivi. Insieme hanno riscritto la storia della serilità italiana con l’universo Gomorra. E ora, segnano un nuovo passaggio epocale, firmando una serie capace di mutare l’inchiesta in spettacolo, senza perdere aderenza al reale, né tradire la verità del dato.

Da Romanzo criminale a Zero Zero Zero: la serialità secondo Stefano Sollima

Nel 2009 Romanzo criminale si presenta al pubblico italiano come quello che è già un evento storico. Si tratta della prima serie prodotta secondo standard internazionali, capace di combinare dialoghi folgoranti, la struttura del multilevel drama, un cast di attori incredibili, dai protagonisti alla più piccola comparsa, e su tutto la regia di un Crime finalmente moderno.

Sarà un successo senza precedenti. Un dato inequivocabile basta a dimostrare la pervasività del progetto: dopo oltre 10 anni, le stagioni di Romanzo criminale restano costantemente in programmazione sui canali Sky. Conquistano un pubblico sempre nuovo, senza contare i fan che nel corso degli anni continuano a vedere e rivedere la serie, ormai oggetto di culto.

La visione di Stefano Sollima, il suo approccio al personaggio e soprattutto la modernità del suo linguaggio audiovisive, sono gli elementi che hanno determinato il successo di Romanzo criminale. La notorietà internazionale di Stefano Sollima – che con Soldado conquista major e box office, firmando il suo primo successo americano -deriva proprio da quel linguaggio estremamente personale, capace di combinare l’essenza del cinema italiano degli anni ’70 con una profonda consapevolezza dell’estetica e le tecnologie contemporanee.

Con Gomorra – La Serie Sollima ha lasciato il tracciato di Romanzo criminale, senza replicare uno schema vincente. Piuttosto, ha costruito un nuovo linguaggio narrativo, funzionale ai personaggi e il microcosmo rappresentato da Gomorra.

Per Zero Zero Zero, Stefano Sollima cambia ancora pelle, imposta una regia funzionale ai nuovi scenari della serie: la realtà violenta del Messico, le distese desolate del deserto, i convogli navali in viaggio lungo l’oceano, per arrivare alle coste calabresi dominate dalla Ndrangheta.

Come abbiamo già sottolineato, tra i molti particolari che rendono unico questo nuovo progetto, c’è anche la rappresentazione della ‘Ndrangheta e i suoi rituali. Un ritratto profondamente verista, che per la prima volta illustra le dinamiche di una cosca mafiosa tradizionalmente ignorata dal cinema.

Quei rituali sono lontanissimi dalla Camorra e anche da Cosa Nostra, le organizzazioni criminali che sembrano presentare spontaneamente un’estetica cinematografica. Stefano Sollima, Leonardo Fasoli e il team degli sceneggiatori riesce invece a restituire il fascino sinistro dell’Aspromonte, dove il boss Don Minu La Piana si nasconde da anni in stato di latitanza. E il risultato ha tutta la forza di un racconto generazionale, incentrato sullo scontro tra un anziano patriarca e i giovani che interpretano una nuova mentalità criminale.

Oltre a Stefano Sollima e Leonardo Fasoli, il team degli sceneggiatori comprende anche Maddalena Ravagli, che era già tra gli headwriters della serie Gomorra. Tra gli autori di Zero Zero Zero troveremo anche Mauricio Katz, nome forse poco noto al pubblico italiano, ma che ha già firmato opere dirompenti, come la serie Netflix Maniac, oppure The Savage Detectives, prima produzione HBO in lingua spagnola.

In una lunga intervista per Sky Atlantic, Stefano Sollima ha parlato a lungo del lavoro di scrittura e della produzione di Zero Zero Zero. Come spesso in passato, è tornato sull’importanza della Storia del cinema italiano per ogni sua nuova esperienza.

E in particolare, il regista ha evocato una tra le più grandi stagioni nella nostra storia cinematografica. Parliamo degli anni ’60 e ’70, quando generi come Spaghetti Western e Poliziottesco all’italiana ispiravano Hollywood, e un approccio radicalmente nuovo alla cinematografia di genere. Gli autori e le maestranze di quell’epoca continuano a influenzare nuove generazioni di cineasti. E se Quentin Tarantino è l’esempio più eclatante, anche Stefano Sollima è uno dei più grandi interpreti di questo approccio al cinema, che guarda insieme al passato e al futuro.

Nell’intervista Sky, Sollima ha sottolineato anche un dato, su cui dovremmo tutti soffermarci a riflettere. Il Western o il Poliziottesco all’italiana erano generi popolari, capaci di conquistare il grande pubblico. Eppure, anche se si inserivano nella categoria dell’intrattenimento puro, raccontavano la società e le grandi tensioni dell’epoca.

Lo stesso approccio caratterizza oggi Zero Zero Zero, la più interessante novità d’inizio 2020. Per tutte le informazioni sulla serie e sulle grandi novità Sky, vi consigliamo di consultare il sito ufficiale!

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