Memento, curiosità sul film di Christopher Nolan

Scopriamo insieme alcune curiosità del film di Cristopher Nolan.

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Guy Pearce in Memento

Memento è il secondo lungometraggio di Christopher Nolan.

Un film-maker divisivo, idolatrato da eserciti da appassionati e ugualmente detratto dai puristi del cinema autoriale: basti pensare proprio a Memento. Film che inizialmente scatenò le perplessità del fratello Jonathan Nolan, autore del soggetto originale, nonché di Mark Vargo, candidato all’Oscar per Ghostbusters, che si rifiutò di firmarne la fotografia. I dubbi lasciarono presto spazio ad un’opera che è diventata un cult assoluto. Così nel 2001 Nolan si impose all’attenzione del grande pubblico e della critica, impostando gli stilemi di una produzione che ha attraversato i generi e le forme, e che alimenta discussioni e teorie anche a distanza di anni dall’uscita dei film.

Memento, The Prestige, Inception, Interstellar, Dunkirk. Cinque grandi blockbuster accomunati dalla riflessione che l’autore iniziò già con Following: i film di Nolan sono operazioni squisitamente post-moderne, che stravolgono il continuum narrativo tradizionale. Il tempo diventa il polo di una riflessione linguistica: sia da un punto di vista strutturale, nell’adozione di forme narrative non-lineari, sia da un punto di vista contenutistico, come nel caso di Interstellar. Tematiche che erano già mature e compiute in questo atipico e intricato thriller, del quale oggi torniamo a parlare per scoprirne qualche curiosità.

La vera malattia di Leonard Shelby

Come lo stesso protagonista spiega nel film, è l’amnesia ante-retrograda la patologia che impedisce la creazione di nuovi ricordi. Questa non è un’invenzione narrativa, ma un disturbo reale, che può essere causato da danni all’ippocampo o dall’utilizzo di benziodiazepine. Una patologia che attacca la memoria a lungo termine: non quella sedimentata, ma la sua capacità di mantenere nuove memorie. Nolan ha quindi scelto una sindrome riconosciuta dalla comunità medica, per accrescere il velo di realismo nella sua opera.

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Una mappa per orientarsi nell’intricata trama di Memento

Pier Paolo Pasolini, nel suo saggio Il cinema di poesia, teorizzò una stuttura fondamentale, la soggettiva libera indiretta. Condizione indispensabile per realizzarla è lo stato mentale alterato di un personaggio, che permette all’autore di sostituirsi a quest’ultimo per dispiegare le sue personalissime visioni. E questo in Memento è possibile proprio grazie alla reale malattia di Leonard. Permette a Nolan di inscenare la sua riflessione sul tempo non-lineare attraverso i problemi di memoria del protagonista, potendo costruire questa complessa esperienza in cui lo spettatore si fonde con il punto di vista di Leonard e la sua progressiva, e inconcludente, costruzione della verità.

Il ruolo del montaggio e la versione alternativa del film

Nel breve romanzo Memento Mori di Jonathan Nolan gli eventi seguono una scansione lineare. Quando Christopher si propose di sceneggiare il suo racconto creando l’articolata mappa temporale del film, come già detto, trovò la reazione titubante del fratello. Parte essenziale di questo processo è ovviamente affidata al montaggio, che muovendosi a ritroso su due binari paralleli dell’intreccio giunge al centro della fabula nella conclusione del film.

Per giustizia allo script originale del fratello o per continuare a provocare il suo pubblico, nella versione Home Video del film distribuita in Europa è inclusa una versione con un montaggio linearmente consequenziale delle sequenze del film. Un’operazione per certi versi simile a quella per cui quest’anno Gaspar Noé ha presentato l’In-Version Integrale dello sconvolgente Irréversible al Festival di Venezia, benché le due opere siano profondamente diverse.

Una sottile citazione a Fight Club

Nolan ha voluto omaggiare la pellicola di David Fincher con un celato rimando a questo cult immortale uscito l’anno precedente. Il numero di Maria Singer, protagonista femminile di Fight Club, è lo stesso che possiamo leggere sulla Polaroid che ritrae Teddy, l’obiettivo finale di Leonard: 555-0134. Puro citazionismo, che non vuole creare alcuna analogia, ma riesce a mettere in relazione due opere entrambe incentrate sull’ambiguità e sulla ricerca ossessiva dell’identificazione.

Come Memento è stato omaggiato dal rap italiano

Molti artisti della scena rap nostrana hanno omaggiato quest’opera, le cui intricate visioni hanno ispirato numerosi artisti tra rime e giochi di parole. La più recente è in Prisoner 709, il gioiello autobiografico di Caparezza: nel featuring con Max Gazzè Migliora la tua memoria con un click, il rapper apre così il brano:

“Ciao, se hai cliccato questo file
Di sicuro hai vuoti di memoria”
Lo scrissi perché non potevo accedere alla posta e pensai:
“Non ricordo le password, figuriamoci la storia”
Fra qualche anno dimenticherò chi sono
Cosa penso, che cosa mi piace, cosa detesto
Infatti eccoti qui come il tizio di Memento
Ok, ascolta sto pezzo e le rime dentro

Un’artista di certo non nuovo a citazioni cinematografiche. Come lui, Mondo Marcio nel 2012 citò la pellicola di Cristopher Nolan in Non dimenticare:

Non dimenticare, che niente si è spento
Non dimenticare, come Me-mento
Sono una testa dura chiamami Kojak
Ho una memoria fotografica, Kodak

E addirittura Emis Killa in ben due brani, Parole di ghiaccio e Bla, bla cita Memento. Tutto ciò dimostra la profonda impronta che questo film ha lasciato nell’immaginario collettivo.

Altri possibili Leonard Shelby

Se in molte produzioni cinematografiche il regista sa precisamente chi è l’attore perfetto per il ruolo che ha scritto, purtroppo spesso questo sodalizio artistico non si verifica. Per budget, per divergenze con tra gli autori, o per impegni degli attori stessi. In questo caso il favorito di Nolan era Alec Baldwin, e prima di giungere al protagonista di Memento, Nolan valutò diversi altri attori. Brad Pitt, Aaron Eckhart e Thomas Jane furono vicini al ruolo che alla fine fu conquistato da Guy Pearce.

La vita personale del regista in Memento

Nolan ha inserito due piccoli “camei” della sua vita. Il negozio di tatuaggi in cui Leonard si reca è l’Emma’s Tattoo Parlor, un omaggio alla moglie Emma Thomas, sua compagna e collaboratrice con la quale ha aperto anche una casa di produzione, la Syncopy Films. Ma c’è anche Nolan stesso nel film, o meglio, la sua macchina. La Honda Civic bianca che si vede accanto alla Jaguar nella scena del motel è proprio la sua automobile.

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