L’allegra canzone dei Beatles che in realtà parla di un serial killer

serial killer
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Maxwell’s Silver Hammer è una bella canzone, allegra e ballabile: ma il protagonista è un serial killer

Maxwell’s Silver Hammer è una canzone scritta da Paul McCartney, interpretata assieme a lui dai Beatles (senza Lennon), e inserita come terza traccia nel celebre album Abbey Road, dopo Something e prima di Oh! Darling. La canzone venne scritta da McCartney già alla fine del 1968, ed egli faticò parecchio a convincere i colleghi ad inserirla in quello che avrebbe dovuto essere il loro ultimo album: prova che le cose, tra i quattro, già andavano parecchio male.

Nel pezzo, Paul McCartney si inventa di associare uno dei suoi tipici pezzi scanzonati e allegri, alla Ob-La-Di Ob-La-Da, alla la figura di un serial killer. Il protagonista, chiamato Maxwell Edison, è uno studente di medicina che uccide le persone, chissà perché, con un martello d’argento, battendolo sulla loro testa per due volte. I colpi mortali, nella canzone, vengono sottolineati dalla cadenza dell’onomatopea “bang, bang”, accompagnati dal suoni di un’incudine, “suonata” sembra da Ringo.

Electric Light Orchestra – Mr. Blue Sky, 1977

“Bang, bang, Maxwell’s silver hammer came down upon her head”

Nella canzone Maxwell uccide tre persone: una ragazza con la quale esce al cinema; un’insegnante che lo vuole rimproverare per il suo comportamento esuberante in classe; e, dulcis in fundo, il giudice stesso che lo sta per condannare. Questo mentre, paradossalmente (ma non troppo) alcune persone protestano che “Maxwell must go free”: immagine di come, già all’epoca, un serial killer potesse diventare una celebrità, amata nonostante i propri delitti e solo in virtù della propria fama.

Non si sa bene dove Macca abbia preso ispirazione per questo personaggio, ma chi ha visto Mindhunter sa che all’epoca giravano parecchi individui dediti ad omicidi seriali, che attuavano con i metodi e i motivi più bizzarri. Inoltre, di poco successivi alla registrazione della canzone furono gli omicidi della famiglia Manson, proprio nell’estate del 1969. Ancora una volta, sembra che i Beatles abbiano offerto quasi involontariamente uno spaccato semplice e diretto del loro tempo,

Soft Machine – Pataphysical Introduction, Pt. I

“Bang, bang, Maxwell’s silver hammer, made sure that she was dead”

Per quanto la canzone non sia oggi particolarmente apprezzata, come molti altri pezzi dei Fab Four ha comunque lasciato il segno. Una citazione dei colpi di incudine si può trovare nella canzone Mr. Blue Sky degli Electric Light Orchestra (1977); Jeff Lynne, il leader degli ELO, avrebbe poi collaborato con i Beatles, negli anni ’90, per l’Anthology. Inoltre, nel celebre musical Across the Universe, del 2007, diretto da Julie Taymor e basata sulle canzoni del quartetto, uno dei personaggi protagonisti si chiama proprio Maxwell.

Un’ultima curiosità: nella canzone Macca fa riferimento alla “patafisica”, termine ideato dall’autore francese Alfred Jarry per descrivere “una scienza che esamina fenomeni al di là della metafisica“. L’ispirazione dovette venirgli anche da una contemporanea canzone dei Soft Machine, Pataphysical Introduction, scritta da Robert Wyatt, batterista del gruppo. Egli era allora membro di una Società Patafisica, con sede a Parigi. Inoltre Macca si trovava agli stessi studi di registrazione in cui lavoravano i Soft Machine, per revisionare del materiale proprio. Che la patafisica sia utile per spiegare le azioni di Maxwell?

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