Chernobyl, una perla rara dell’HBO

Vi parliamo oggi della miniserie che è già diventata un cult: Chernobyl. Prodotta dall'HBO, lo show sta riscuotendo molto successo, ecco la nostra opinione

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Chernobyl è una miniserie prodotta dall’HBO e composta da 5 episodi che racconta il terribile disastro nucleare avvenuto il 26 aprile 1986 alla centrale nucleare di Chernobyl, nell’Ucraina Sovietica.
Mosca, 26 aprile 1988. Il pilota inizia con un suicidio. Un uomo sta registrando una cassetta nel suo appartamento; in realtà le cassette sono più d’una e verranno nascoste. Subito dopo l’uomo si impicca. Ci spostiamo a Prypiat, in Ucraina. E’ sera e tutti gli abitanti stanno riposando. Siamo in un altro appartamento, quello di una giovane coppia. Dalla finestra i due guardano spaventati un fascio di luce che proviene dalla centrale nucleare. Immediatamente veniamo trasportati all’interno della centrale, un incendio è scoppiato vicino al reattore. Gli operai discutono animatamente, un uomo sostiene che non sia un semplice incendio, ma che il nocciolo sia esploso. Nessuno vuole credergli, la situazione proposta non è possibile. Il nocciolo non può essere esploso. Vengono inviati sul posto rapidamente i vigili del fuoco, uno di loro è proprio il ragazzo della giovane coppia. L’orologio segna l’una e venticinque minuti e dentro la centrale regna il caos.

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Chernobyl è una miniserie che tutti dovrebbero guardare. I perché sono numerosi, il punto però è che in questo caso non si parla di intrattenimento, ma della storia dell’umanità. Un evento tragico come questo incidente ha cambiato la vita di innumerevoli persone e Chernobyl, senza voler strafare o pompare l’accaduto, con semplicità e rigore illustra i fatti egregiamente. In soli cinque episodi assistiamo ad una storia tanto tragica quanto incredibile. Ogni episodio riporta un lasso di tempo che è trascorso dalla notte del 26 aprile 1986 e che ha generato diversi problemi e conseguenze fatali. Ogni episodio presenta un problema di natura meccanica o fisica, che si deve risolvere nel minor tempo possibile per poter prevenire danni ulteriormente devastanti. I personaggi che seguiamo diventano quindi i tecnici presenti nella centrale, un fisico mandato sul posto insieme ad un politico e tutto il personale militare.


Lo show non è per stomaci deboli. I danni riportati dalle radiazioni, soprattutto dal personale presente e dai vigili del fuoco ci vengono mostrati senza censure. Come un corpo venga devastato dalle radiazioni, come rapidamente smetta di esistere. A causa di un errore, anche senza sapere di quale natura e per quale motivo, in molti hanno sofferto, in molti hanno perso la vita. E chi bisogna incolpare? Chernobyl non punta il dito con la narrazione, ma lascia che siano i fatti a farlo. Con una cura per gli eventi e per i dettagli quasi maniacale pian piano svolge la matassa, sino ad arrivare al quinto episodio, dove ormai il quadro è completo. Tutto è stato studiato: la successione degli eventi, i vari personaggi, gli errori, le misure di contenimento, la negligenza, l’ottusità dei politici. Abbiamo davanti un lavoro enorme. Con grande sorpresa, anche se non si è un fisico nucleare, gli episodi spiegano le problematiche con una chiarezza tale da comprendere ogni aspetto scientifico.

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Analizzando l’aspetto tecnico della serie, Chernobyl non abbassa il tiro. La regia è lenta e solenne, a voler sottolineare la gravità del disastro. Non mancano ampie riprese dall’alto, per mostrare la grande desolazione in seguito all’evacuazione di 300.000 persone. Le musiche arrivano prorompenti, impossibili da non notare e spesso non si tratta di vere e proprie musiche, ma piuttosto suoni provenienti da elementi della centrale, allarmi che trillano costatemente andando a generare il panico. Un ottimo lavoro quindi per il regista Johan Renck, alcuni dei suoi lavori precedenti comprendono la regia di The Walking Dead, Vikings e soprattutto Breaking Bad. Tra gli attori presenti nel cast sono degni di nota sicuramente Stellan Skarsgard nel ruolo di Boris Shcherbina, un uomo che si ritrova in una situazione tanto unica quanto grave, freddo e scostante. Poi abbiamo Emily Watson nel ruolo della fisica Ulana Khommyuk, una scienziata che si unisce alle operazioni di salvataggio post-incidente e soprattutto alle indagini svolte per comprendere realmente cosa sia accaduto quella fatidica notte. Per ultimo, ma non per importanza, quello che si potrebbe chiamare il protagonista di Chernobyl: Jared Harris che interpreta Valery Legaslov, lo scienziato più centrale in questa vicenda, dati i suoi sforzi enormi per far emergere la verità contro un governo intero. L’interpretazione di Harris è ben calibrata, l’attore riesce a donare uno spessore al personaggio imposssibile da ignorare, inoltre sono presenti monologhi eccellenti che emozionano, ottenuti grazie alla recitazione ma anche ad un eccellente lavoro di scrittura. E passiamo così ha chi ideato questo gioiello di miniserie, e cioè Craig Mazin. Guardando i suoi lavori precedenti si rimane sicuramente stupiti, figurano Scary Movie 3 e Una notte da leoni, comunque questo non sminuisce assolutamente il suo lavoro anzi diviene una vera e propria sorpresa.

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Infine veniamo alla conclusione di questi 5 episodi. Come terminare un racconto di questo tipo? L’episodio finale è letteralmente un pugno nello stomaco. Ma non diremo altro per non “sciuparlo” a chi ancora non ha guardato questo piccolo capolavoro. Ci si emoziona ma con l’amaro in bocca, pensando e riflettendo su quante vite si siano spente, su quanti errori si siano commessi. Se non si fosse capito, lo ripetiamo nuovamente Chernobyl è una miniserie che non si può ignorare, che non si deve ignorare sotto tutti i punti di vista.

“Ogni bugia che pronunciamo comporta un debito verso la verità. Presto o tardi, quel debito sarà ripagato”

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