Ted Bundy – Fascino criminale: la recensione del film con Zac Efron

"L'America è stata la patria del 77% dei serial killer documentati nel mondo. Eppure, un serial killer in particolare ha colpito più di tutti la psiche collettiva americana: Theodore Robert Bundy."

Ted Bundy - Fascino criminale

A trent’anni dalla morte di Ted Bundy, giustiziato sulla sedia elettrica il 24 Gennaio del 1989, una docu-serie e un film ripercorrono le gesta di uno tra i più feroci assassini nella storia americana. Un narcisista di incredibile carisma, capace di conquistare l’opinione pubblica, e perfino i suoi stessi giudici, fino a diventare un clamoroso caso mediatico. Vi abbiamo già parlato di Conversazioni con un serial killer – Il caso Ted Bundy: sorprendente esempio di cinema del reale, ancora disponibile sulla piattaforma Netflix. Ma il regista Joe Berlinger ha scelto di indagare il mistero Ted Bundy anche attraverso un film di fiction, che sceglie un punto di vista del tutto diverso. Ovvero: quello della storica fidanzata di Bundy, Elizabeth, che lo crederà ostinatamente innocente fino all’ultimo.

Ted Bundy - Fascino criminale

Erano molti i punti di vista possibili per tornare a raccontare la storia di Ted Bundy: un uomo ossessionato dalla celebrità e dal successo, che negli anni della prigionia ha rilasciato un impressionante numero di interviste. Joe Berlinger e lo sceneggiatore Michael Werwie scelgono il più inquietane e romantico. Come poteva un compagno amorevole, rimasto per anni al fianco di una ragazza madre, essere insieme l’assassino più abietto, esperto in rapimento, mutilazione e stupro? Ted Bundy – Fascino criminale non troverà la chiave per questo mistero, destinato a restare per sempre insoluto. Ma in compenso, riscrive la storia in chiave hollywoodiana, riunendo per l’occasione un cast d’eccellenza.

Direttamente dall’universo Disney e High School Musical arriva Zac Efron : perfetto interprete per un mostro suadente, circondato da fan adoranti. Kaja Scodelario, meglio nota come Effy di Skins, è Carol Ann: la donna che riuscirà a sposarlo, e concepire sua figlia nel braccio della morte. Ma i personaggi più interessanti rappresentano la nemesi di Ted Bundy. Anzitutto, Larry Simpson: il pubblico ministero che riesce finalmente ad incastrarlo, interpretato da Jim Parsons, che affronta il suo primo, grande ruolo fuori dall’aura di Sheldon Cooper e The Big Bang Theory. E poi il giudice Cowart, che riesce a tenere le fila di un processo mediatico, che si svolge interamente sotto l’occhio delle telecamere: il solito, immenso John Malkovich. E non dimentichiamo James Hetfield: il frontman dei Metallica è protagonista di un cameo breve ma intenso, nei panni del poliziotto che consegna finalmente Ted Bundy alla giustizia.

Ted Bundy - Fascino criminale

Ted Bundy – Fascino criminale inizia proprio dall’incontro fra Ted (Zac Efron) ed Elisabeth (Lily Collins). Alla fine degli anni ’70, l’unica ragazza riuscita a sfuggire alla furia del killer, riconosce il suo rapitore in Ted Bundy: affascinante studente di legge dello Utah, che si proclamerà innocente fino a poche ore dall’esecuzione. Per ben due volte Bundy riesce a evadere dal carcere. E nel corso dell’ultima, rocambolesca fuga, cinque studentesse dell’università della Florida resteranno vittime della sua furia. La definizione “serial killer”, per altro non era stata inventata. E’ con il processo Bundy, seguito con attenzione morbosa dai media, che l’America sembra scoprire il suo incubo più oscuro.

Purtroppo, a fronte di un cast decisamente convincente, il film di Joe Beringer non sembra aggiungere nulla alla riflessione sul caso Ted Bundy. Tanto la docu-serie prodotta per Netflix era coraggiosa e cruda, presentando un esempio mirabile di montaggio espressivo, tanto la confezione di Ted Bundy – Fascino criminale è convenzionale, prevedibile e perfino insipida. Neanche il dolore e l’ossessione di Elisabeth, che dovrebbe essere al centro del film, risulta oggetto di particolare approfondimento. La sceneggiatura sembra piuttosto scadere nei toni di una soap-opera, interpretata da eccellenti attori, ma minata da una sceneggiatura oltremodo mediocre. E quando il film vira dalla forma thriller al legal drama, perde del tutto tensione e mordente.

Se avete curiosità di conoscere quest’incredibile storia, molto meglio rivolgersi alla realtà, ben rappresentata da Conversazioni con un killer- Il caso Bundy. Una docu-serie che, al contrario, affronta i recessi più oscuri non solo dell’uomo, ma dello stesso sogno americano, tanto seduttivo quanto violento.