1969 di Achille Lauro è una trappola per tutti quelli che credono di averlo capito

Achille Lauro
Achille Lauro

Achille Lauro è più furbo di quanto sembri: anche voi ci siete cascati?

Ci sono due errori nei quali si può incorrere ascoltando 1969 di Achille Lauro. Il primo, che potete commettere specie se siete over 40, sta nel premiarlo e valutarlo positivamente solo in virtù dell’onnipresenza delle tanto cercate “chitarre elettriche”, da sempre simbolo assoluto della qualità (a prescindere) in certi ambienti della critica e presso molti ascoltatori nostalgici degli anni d’oro del rock.

Il secondo errore invece è tipico di chi non ascolta mai niente di meno impegnativo di Captain Beefheart o Terry Riley, e si approccia ad Achille Lauro con l’intenzione, già in partenza, di demolirlo al solo scopo di lamentare la scarsa qualità della musica contemporanea e di dare una lezione su cosa la musica sia veramente (il che poi spesso, per questi soggetti, si riassume nella formula: tecnica + rumore + abbasso il sistema + auto-produzione preferibilmente lo-fi).

1969 di Achille Lauro va oltre entrambe queste concezioni. Non è questione di parlare di qualità (ci mancherebbe), ma neppure di liquidare in fretta questo disco come un exploit occasionale di uno dei tanti nomi dell’itpop e dintorni (che poi è la reazione voluta e cercata). La formula di Achille Lauro è intelligente perché prevede le reazioni su tutti questi fronti. Sa che i fanatici del rock, assetati di un po’ di chitarrine in questo panorama di synth odierno, lo acclameranno solo per la presenza di tali strumenti; sa che i critici da poltrona si sperticheranno in attacchi contro di lui, che non avranno poi altro effetto che di aumentare la sua popolarità social.

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Achille Lauro – Credits to Il Post

Strategie che approfittano dell’ingenuità nell’approccio critico dell’ascoltatore medio.

Il disco va ancora oltre. Ci sono le continue citazioni, accatastate a casaccio, quasi spasmodicamente, in un affastellarsi di nomi che solo apparentemente ha lo scopo di omaggiare, o di dare prova di cultura: un conto, infatti, è per esempio la canzone Cover di Caparezza (2014), nella quale il rapper cita con metodo le più celebri copertine della storia della musica. Tutt’altro è invece quello che avviene qui: seguendo uno schema che ricorda facilmente Rockstar di Sfera Ebbasta, Achille Lauro lavora sui cliché ancora non superati dal grande pubblico: la sigaretta, il vestito elegante, la Cadillac, gli anni ’60, la Rolls Royce, la droga, la droga, la droga (va ripetuto almeno tre volte), e naturalmente la chitarra elettrica.

E poi, assolutamente random: Jimi Hendrix, Marc Chagall, James Dean, David Lynch, e così via. Il cult (che tra l’altro non è più tale nel momento in cui tutti lo condividono) è, come in Ready Player One, l’unica vera moneta di scambio nella cultura dell’informazione. Sarebbe a dire: Achille Lauro esprime una conoscenza che non è sua, appresa a sprazzi su Internet, e mettendo infatti insieme nomi che non c’entrano nulla, con il solo scopo di creare un universo quanto più “fico” possibile. E naturalmente in molti, legati allo stesso tipo di “wiki-cultura” ci cascheranno in pieno: “Ah, ma che figo, Achille Lauro cita Jimi Hendrix!”

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Achille Lauro – Credits to La Repubblica

La citazione e la conoscenza occasionale del nome e dell’evento: la cultura odierna.

A completare il tutto, la mescolanza perfetta tra i generi: rock, trap e itpop si fondono in un miscuglio che accontenta tutti e nessuno. Non mancano i riferimenti (assolutamente innocui) alla vita di città, tipici dell’indie italiano, e le ormai immancabili storie d’amore finite male. C’è anche da rilevare che Achille Lauro, rispetto ad alcuni suoi colleghi vicini e lontani (come Sfera Ebbasta e Young Signorino) si pone in maniera molto più pulita, accettabile, meno “scomoda”. Un’altra sapiente messa in scena.

1969 è una trappola, una rete preposta a catturare specie diverse di prede, ossia ascoltatori, gettando di volta in volta le esche più adatte. Achille Lauro è “rock”, “ribelle”, “colto”, “trasgressivo”, “emozionante”, “cool”, “semplice”, “profondo”, “poetico”, “provocatore”. Achille Lauro è tutto ciò che voi volete che lui sia. E, capito questo, se deciderete di cascare comunque nella sua rete, la colpa sarà solo vostra.

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Achille Lauro – 1969 / Anno di pubblicazione: 1969 / Genere: Pop, Rock