La toccante storia di Marco Giallini

Marco Giallini

Sette anni dopo la morte della moglie, Marco Giallini racconta la toccante storia della loro vita insieme.

E lo fa in un discorso che ha il sapore di una confessione fatta con il cuore in mano. Parole che vibrano di quell’indicibile sofferenza che si prova nel perdere la persona che si ama, che «se non provi non puoi capire». Un dolore universale, ma per il quale «ognuno ha il suo modo, il suo metodo molto personale, per uscirne». Tra le righe emerge l’amara consapevolezza di non esserne ancora uscito, di non aver mai elaborato il lutto; ma anche la speranza riposta nei figli, unica ragione per andare avanti, e negli amici e in tutti gli attori italiani che gli sono stati vicino. Nell’intervista rilasciata a Vanity Fair, Giallini inizia a ricordare dalle origini della loro storia.

«Avevo appena finito il militare e facevo il “bibitaro”, portavo le bibite con il camion. Con le ragazze non ero capace, però andavo in moto e questo piaceva. Loredana mi è stata dietro tre anni. Finché una sera, fuori dalla discoteca, le ho detto: “Allora mettiamoci insieme”. È durata 30 anni

Nel ricordare la moglie Loredana, che per lui «era tutto», Marco Giallini confessa anche la sua gelosia, per cui negli hanno avuto «litigate epocali», sempre finite a fare l’amore e a perdonarsi.

«Durante l’adolescenza, scoprii che lei, per la prima volta, era andata a ballare con un altro. Così presi la moto e corsi in quella discoteca. Me la ricordo ancora, c’era Jovanotti ragazzino alla consolle. Non fu una cosa molto molto romantica, ero irascibile a quei tempi: afferrai Loredana e me la portai via. Sì, e sono sempre rimasto un tipo molto geloso. Negli anni ci siamo fatti delle litigate epocali, io e Loredana. Diventavo matto perfino se la guardava un cameriere. Però era bello fare l’amore, dopo

Dal ricordo divertito della moglie che gli andava incontro per «prenderlo a cazzotti» a quello amaro di quel giorno estivo in cui se n’è andata, improvvisamente, «dalla mattina al pomeriggio», senza poterla neanche salutare. Infatti in una giornata dell’estate del 2011, poco prima di partire per il mare, Loredana si è spenta tra le sue braccia. La lotta per tenerla in vita non è servita, e dopo due giorni passati senza riprendere conoscenza, se n’è andata per sempre.

«Da un paio di giorni aveva un fortissimo mal di testa, ma vai a pensare…
Lei e i bambini stavano per partire per il mare, sarebbero rimasti in vacanza un paio di mesi. Invece, ha chiuso gli occhi e
mi si è accasciata fra le braccia mentre chiacchieravamo. Io le parlavo all’orecchio, ma mi sono accorto che parlavo da solo, e ho maledetto Dio.Ha vissuto altri due giorni, ma senza riprendere conoscenza. Se non lo provi non lo puoi capire

«Papà, perché non chiedi a Gesù di farla tornare?»

Da quel giorno Marco Giallini e i suoi figli, Rocco e Diego — all’epoca di 13 e 6 annni — non sono «mai andati al cimitero insieme». Anzi, lui al cimitero dice di esserci andato «due volte in tutto»: «Non è roba per me perché lei è ovunque, nei ricordi, nelle stanze, nei viaggi a Barcellona che non farò più.» Neanche i figli sono riusciti a superare il ricordo di quel giorno che ha cambiato inesorabilmente le loro vite. «Rocco non ne ha più parlato», Diego invece chiede al padre di farla tornare. Un dolore che li tiene attaccati e legati ancora di più, e che serve all’attore ad andare avanti.

«Loredana era tanta, in ogni senso. Bella davvero. E sapeva fare qualsiasi cosa: studiava, lavorava, cucinava.Rocco e Diego sono bravi in tutto, proprio come lei. Alle volte ci basta uno sguardo: loro vedono il mio dolore, e io il loro, e rimaniamo attaccati. »

Insieme al racconto della triste fine di una storia iniziata all’età di quattordici anni, Marco Giallini rivolge una parola di gratitudine a tute le persone che gli sono state vicine. «La sua morte ha unito le mie due vite: la gente semplice da un lato, dall’altra tutti gli attori italiani.»

Marco Giallini

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