Keith Richards: “Ho smesso con l’alcol… più o meno!”

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La svolta salutista di Keith Richards, storico chitarrista dei Rolling Stones, che dice addio agli eccessi all’alba del nuovo tour.

L’ultima tappa del loro No Filter Tour prende il via il 20 aprile all’Hard Rock Stadium di Miami. Tra questo e lo spettacolo finale a Chicago il 25 giugno, toccheranno 14 città. L’America è davvero il nostro primo terreno di caccia,” dice Richards a Rolling Stone , ricordando come il gruppo abbia girato per la prima volta gli Stati Uniti su una station wagon nel 1964. “Onestamente, non posso credere di essere stato in giro così a lungo . Ho visto crescere questo paese. “

Per Richards, questo tour sarà diverso per una ragione più personale: ha smesso di bere, o almeno non lo farà in modo smodato come sempre.

“È passato circa un anno. Ho staccato la spina. Mi sono stufato”

Ammette di godere ancora del piacere di un bicchiere di vino ogni tanto, e, perchè no, di una birra, ma è indubbiamente un passo importante per un “ragazzotto” alla soglia dei 75 anni come lui, la cui sregolatezza è una parte fondamentale della sua leggenda.

Era ora di smettere“, dice Richards. Proprio come tutte le altre cose. Ma non noto davvero alcuna differenza, tranne che per il fatto che non bevo. L’ho fatto. Non lo volevo più.

Roonie Wood, suo storico collega, è sobrio ormai da quasi 9 anni, e non poteva essere più contento della notizia. In più dice di aver notato grandi cambiamenti nel suo amico. È un piacere lavorare con lui adesso“, dice Wood. È molto più dolce. È aperto a più idee. Mentre prima avevo paura di proporre qualcosa di diverso perché mi aspettavo rispondesse con un: “Cos’è questa cagata?!”, adesso mi dice: “Ok, è buona, amico mio“.

Lo stesso Richards sostiene quanto sia interessante (e strano) per lui suonare da sobrio. Afferma di sentirsi più consapevole delle lacune, di certi spazi e particolari melodici.

Se una decisione tanto “drastica” è dipesa dagli eventi recenti più significativi che lo hanno interessato non lo sappiamo. Che sia stata la nascita dei suoi due gemelli nel 2016, ad averlo spinto a migliorare? O l’esser guarito dopo la scoperta del cancro?

Forse entrambe le cose, forse nessuna delle due. Quello che ci auguriamo, e di poterlo veder suonare il più a lungo possibile.

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