Centro Storico Lebowski – la squadra fiorentina ispirata ai Coen

Il Centro storico Lebowski è diventato la prima cooperativa sportiva italiana

A Firenze esiste una squadra fondata da un gruppo di tifosi che sogna in grande e deve il suo nome ai fratelli Coen. Jeffrey Lebowski era un gran fannullone assiduo fumatore di marijuana, ma con la voglia di farsi giustizia da solo davanti ai soprusi ricevuti. Gli Ultimi Rimasti, cuore pulsante della tifoseria e dell’organizzazione societaria, si ispirano alla storia dei fratelli Coen e ci spiegano cosa sia e perché sia nato il glorioso Centro Storico Lebowski.

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Per spiegare cosa sia il Centro Storico Lebowski vale la pena descrivere cosa ci ha allontanato dallo scintillante calcio della serie A. Ci eravamo stancati di campionati senza sorprese, di classifiche disegnate dai diritti tv e dagli intrighi di palazzo, di partite ogni tre giorni, sempre più frenetiche e meno spettacolari, di un calcio senza attese e pause, che non riesce più ad aspettare la domenica, di un asservimento alle leggi del mercato che trasforma il gioco in merce, dell’azione dello Stato con i suoi decreti speciali a tutela del business. Allora qual è il nostro calcio? Intanto un calcio dove tra squadra, tifosi e società ci sia identità. Il CSL è prima di tutto degli Ultimi Rimasti, che sono il cuore di tutto ciò che facciamo; è di chi taglia l’erba del campo prima delle partite, di chi organizza le feste per portare i soldi per iscriversi al campionato, di chi fa le collette per autofinanziare il materiale sportivo, di chi pulisce la sede, di chi raccoglie i palloni dopo l’allenamento, di chi porta con passione e rispetto i suoi colori in campo. Abbiamo in mente di creare un contesto dove fare calcio nella massima autonomia, per quanto ci è possibile, dalle ingerenze dello Stato e del mercato nel gioco. Per questo puntiamo ad esistere grazie all’autofinanziamento e all’aiuto degli appassionati di vero sport, senza concedere niente alle speculazioni che accompagnano il calcio di oggi. Per questo siamo entusiasti che il nostro tifo sia ancora l’autogestione di uno spazio comune, quale la curva (la gloriosa curva Moana Pozzi). Vorremmo fare dello stadio che ci ospita una nuova casa per il quartiere, creando un luogo aperto a chiunque voglia riscoprire il sapore di un calcio antico e popolare. Presentiamo così il nostro progetto, invitando chiunque vi riconosca delle tracce del calcio che sogna da sempre a darci una mano, venendo a vedere le partite, cantando con i nostri tifosi, facendo il volontario in società, proponendo stimoli e contribuendo all’autofinanziamento della squadra. Siamo nati ora e vogliamo durare per tanti e tanti anni; questo sarà possibile, nel modo descritto (che è il solo modo che giustifica l’esistenza di questa squadra), solo se il Lebowski apparterrà davvero a chi lo ama. Chi ha l’onore e il compito di rappresentarlo con un ruolo societario si prende l’impegno e la responsabilità di non venire mai meno ai valori originari, e lo stesso dovrà fare chi verrà in futuro.

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Il Centro storico Lebowski è diventato la prima cooperativa sportiva italiana

Il Centro Storico Lebowski nasce nel 2010 da un gruppo di venti scalmanati stanchi del calcio moderno. Col tempo sono diventati migliaia e stanno scalando le varie classifiche, mettendosi sempre più in mostra, ma soprattutto raggiungendo grandi traguardi grazie all’unione di intenti. Dal 2010 sono passati dalla terza categoria alla promozione e non hanno alcuna intenzione di fermarsi! Tutto viene svolto come all’interno di una grande famiglia. Dal 27 settembre il Centro Storico Lebowski è diventata la prima società del calcio dilettantistico che assume una forma di cooperativa. Chiunque può comprare un azione del valore di 25 euro e lo può fare per un acquisto massimo di 400 per un totale complessivo di 10.000 euro. Naturalmente qualunque sia la quota di capitale posseduta, il valore del socio in Assemblea e’ sempre e comunque uguale a uno. Adesso il Lebowski è davvero una proprietà collettiva dei suoi tifosi, indifferente a ogni tentativo di scalata, di accentramento, a ogni invadenza del mercato. L’idea di Club che rappresenta un territorio, una comunità, e vive del coinvolgimento del territorio stesso. Di regola, un club dovrebbe investire nel suo progetto sportivo non un euro in più di quanto la mobilitazione del territorio a suo sostegno gli permette. Se in tanti danno poco, il club ha un futuro garantito e una base solida su cui programmare. Perché questo avvenga è necessario che il Club si dimostri un punto di riferimento simbolico e materiale per la comunità. Quello che non fanno più nel professionismo e, purtroppo, sempre meno anche tra i dilettanti. Un Club deve occuparsi di educazione, di solidarietà, di lavoro, di aggregazione, della salute, di arte, di musica, di poesia; deve essere consapevole di avere le risorse per occuparsi dei temi che sono maggiormente sentiti dalla popolazione. Questo è quello che il Centro Storico Lebowski cerca di fare!

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