Recensione dell’album d’esordio dei Parcels, i “nuovi Daft Punk”

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I Parcels suonano come una cover band dei Daft Punk, che però è riuscita a imparare una sola canzone.

Si è parlato molto dei Parcels, band australiana con sede attuale a Berlino, come dei nuovi Daft Punk. Paragone nato anche, evidentemente, dalla protratta assenza dei Daft Punk veri e propri, che non sembrano per il momento voler dare un seguito al capolavoro Random Access Memories, il loro ultimo album. Nel frattempo abbiamo dunque i Parcels, gruppo che dai Daft Punk ha avuto sostegno e spinta, e occasionalmente acclamato come erede spirituale del duo francese.

In breve: se cercate funk house, chitarre alla Nile Rodgers, cantati neo-soul con un misto di nostalgia anni ’70 ed elettronica minimale, questo disco fa per voi. Ma se dovessimo sforzarci di giudicarlo obiettivamente… non è un disco malvagio, ma è tutto uguale. Tutto. Uguale. Ripetitivo, semplicemente noioso. Gli stessi riff, gli stessi accordi, e soprattutto le stesse atmosfere, si ripetono e si reiterano all’infinito. Prese singolarmente le tracce dell’album sono ottime, ma messe tutte in fila… insomma, già giunti alla quarta, un po’ ci si è stufati.

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Dei Daft Punk qui ce n’è, soprattutto appunto da Random Access Memories. Ma non ci si ritrova neanche lontanamente l’inventiva né l’abilità compositiva e di arrangiamento tipica di Thomas Bangalter e Guy-Manuel de Homem-Christo. I Parcels suonano tuttalpiù come una specie di cover band dei Daft Punk, che ha però imparato a suonare una sola canzone; e perciò la rimaneggia all’infinito, rovesciandola, trasponendo le melodie e accelerando o rallentando i ritmi. Ma il pezzo rimane sempre quello.

Il risultato è quindi un disco piatto, senza climax, senza momenti più interessanti o meno interessanti, senza crescendo. Un disco dance, che infatti presta più di un occhio di riguardo alla disco music, con colori da festa anni ’70, con tanto di sfera da discoteca, pantaloni a zampa alla Disco Stu, e strisce di cocaina sul tavolino di vetro. Se è questo che vi piace, ripetiamo, e se siete dei nostalgici, allora il disco dei Parcels fa per voi. Altrimenti, per quanto ci riguarda potete anche smettere l’ascolto a metà album, e non vi sarete persi niente.

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Anno di pubblicazione: 2018
Genere: Funk, House

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Nato a Palmanova il 26 ottobre 1989, vivo ad Aquileia. Sono autore, scrittore, critico musicale e social media manager. Laureato al DAMS di Gorizia e conseguita laurea magistrale in Discipline della musica, dello spettacolo e del cinema/Film and audiovisual studies. Scrivo di musica, cultura, arte, spettacolo e cinema. Ho pubblicato su Cinergie, Digressioni, Radio Càos.

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