Stefano Cucchi – Dopo il successo del film un carabiniere confessa il pestaggio

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Stefano Cucchi

Una notizia inattesa quella di stamani, il carabiniere Francesco Tedesco ha ammesso il pestaggio di Stefano Cucchi.

Dal nuovo processo istituito per fare luce sulla morte di Stefano Cucchi è uscita una confessione, con il carabiniere che ha chiamato in causa i colleghi che presero parte al pestaggio, e ora a processo per omicidio preterintenzionale. Tedesco ha rivelato di aver assistito al pestaggio, ma senza mai alzare le mani su Cucchi; avrebbe anzi invitato i colleghi a fermarsi.

Una lotta durata anni che finalmente ha portato ad un atto di coscienza, anche grazie ad una spinta sociale non indifferente.

Partendo dal film Sulla mia pelle, che ha voluto raccontare le barbarie subite da un giovane innocente, e il sostegno di tante persone per la sorella Ilaria, che non si è mai arresa nel cercare giustizia.

Il violento pestaggio che subì Cucchi, come riportato dall’accusa, è legato ad un unico motivo. Cucchi avrebbe rifiutato di collaborare nelle perquisizioni degli agenti come anche per lo scatto della foto segnaletica. Dei rifiuti che hanno portato a delle reazioni ingiustificabili, e per i quali, riportando quanto scrive il pm Giovanni Musarò, fu colpito “con schiaffi, pugni e calci, fra l’altro provocandone una rovinosa caduta con impatto al suolo in regione sacrale“.

La sorella Ilaria, che sempre si è battuta strenuamente per ottenere giustizia, ha subito commentato su Facebook l’accaduto con il post che trovate di seguito.

Il muro è stato abbattuto”, il silenzio è stato interrotto e questo ci ricorda che lottare, sempre e ovunque, anche su un social, può portare un cambiamento. Può portare ad un film in grado a sua volta di spingerci ad una presa di coscienza sociale, e forse verso una giustizia insperata.

Fonte: Rebubblica

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