Musica e film – Metropolis (Versione Moroder)

Fritz Lang + Giorgio Moroder: accadde nel 1984.

No, non stiamo parlando dello storico film di Fritz Lang del 1927. O meglio, sì, stiamo parlando di quel film, ma non di “quel” film.

Come molti lavori dell’epoca del muto, Metropolis, capolavoro distopico del regista tedesco, è andato incontro a diverse vicissitudini. Negli anni ’80 il problema della versione originale di Metropolis era prominente. Questo a causa dei numerosi tagli operati nel corso degli anni, e delle varie versioni che del film erano state create per rispondere alle esigenze dei mercati stranieri.

In più, i problemi legati alla conservazione: cioè il decadimento e la vulnerabilità dei supporti in nitrato, largamente usati fino agli anni ’50. Problemi che avevano reso difficile trovare delle edizioni complete e in buono stato del film. Perciò bisogna innanzitutto capire che oggi, grazie ai lavori di restauro, possiamo vedere Metropolis in una versione quanto più vicina possibile rispetto a quella intesa da Fritz Lang. Ma ciò non era possibile negli anni ’80.

Metropolis era uno dei film attorno ai quali la curiosità degli storici e degli appassionati di cinema si concentrava maggiormente.

Da considerare, inoltre, il rinnovato interesse dell’epoca per i film muti, conseguente alla famosa Conferenza di Brighton (1978) della FIAF (Federazione Internazionale degli Archivi del Film). In quell’occasione, tutti i più importanti archivi cinematografici del mondo avevano messo in mostra le loro reliquie filmiche, risalendo anche fino ai primi del ‘900.

Da lì, poi per tutti gli anni ’80, si diffuse un rinnovato interesse verso l’epoca del muto, culminante nella creazione di eventi come Le giornate del cinema muto di Pordenone (1982).

Ma passiamo alla musica. Per trovare la congiunzione tra il cinema muto e la musica pop/rock degli anni ’80, non occorre andare troppo in là. Conoscete tutti il video della canzone Radio Ga Ga dei Queen (1984), che fa uso proprio di materiali tratti dal film di Lang. Questo per dire che il terreno era già preparato.

Qui intervenne Giorgio Moroder, uno dei più celebrati produttori di quel decennio. Collaboratore di Donna Summer, Blondie, David Bowie, ed altri artisti di primo livello dell’epoca. Proprio Moroder è colui che decise di intraprendere l’operazione ambiziosa di cui parliamo. Prendere il film di Fritz Lang, restaurarlo, colorarlo, e soprattutto musicarlo con canzoni contemporanee.

Un’operazione di svecchiamento, modernizzazione, ma anche commercializzazione di un prodotto di culto.

Ad accompagnare le avventure di Freder e di Maria abbiamo allora: Bonnie Tyler, Freddie Mercury (da solista), Jon Anderson (ex-Yes), Loverboy, Adam Ant, Billy Squier, Cycle V, Pat Benatar. In generale, un misto di new wave, synthpop e pop rock.

Non proprio la colonna sonora dei sogni. Ma non finisce qui. Quella che è ormai nota come la “versione Moroder” (e come tale ne parliamo qui) è considerevolmente breve. 83 minuti, contro, per intenderci, la versione di 148 minuti del 2010.

La cosa che dobbiamo ricordare a questo punto è che gli anni ’80 sono anche gli anni del videoclip e di MTV, canale nato proprio nel 1981. Non stupisce, quindi, che in vari momenti Metropolis versione Moroder sembri più un gigantesco videoclip che un film muto restaurato.

La storia viene ridotta all’osso, e ne vengono mantenute le parti più celebri e coinvolgenti (come quella dell’attivazione del famoso automa). Spesso le immagini sembrano servire la musica, e non il contrario. Inutile dire che la poetica del film ne risente.

Capolavoro mutilato o vecchiume riportato in vita?

Questa operazione ha fatto, all’epoca dell’uscita della versione Moroder (1984), impazzire critici e filologi del cinema, in senso ovviamente negativo. C’è da dire, però, che, vista la sua natura, questo nuovo Metropolis accese sicuramente all’epoca, presso il pubblico più giovane, una nuova curiosità in favore del cinema muto.

Oggi, trent’anni dopo, questo film rimane una testimonianza importante di quel decennio incredibile che sono stati gli anni ’80. Oggi nessuno si sognerebbe di compiere un’operazione del genere.

Immaginatevi per esempio La passione di Giovanna D’Arco di Carl Theodor Dreyer (1928), accompagnato da musiche di Tove Lo, The Weeknd, Martin Garrix, Charlie Puth o Taylor Swift. Ma proprio per questo, Metropolis versione Moroder rimane un documento eccezionale sulla mentalità di un’epoca che non temeva di oltrepassare alcun confine, fisico o artistico. Per amore della creatività, del denaro, o di entrambi.

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