10 registi che odiano un proprio film

Il rapporto tra l'artista e la propria arte non è sempre sereno e spesso alcuni di loro arrivano a rinnegare le proprie opere. Ciò vale anche per i registi

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10 registi che odiano un proprio film

Dirigere un film non è propriamente un’attività rilassante. Le pressioni a cui vanno incontro molti registi sono numerosissime e provengono da più direzioni.

A volte sono i produttori ad esasperarli, spesso per motivi di budget oppure per motivi legati alla storia e alla conseguente libertà artistica del regista. Altre volte, invece, le pressioni provengono dai cattivi rapporti che si sono instaurati con i colleghi di lavoro, altre ancora nascono dall’ansia di non voler snaturare il proprio progetto con la fretta.

Infine, spesso, le pressioni e i disagi non sono altro che il frutto di una sfortunata concatenazione di eventi.

Insomma, dirigere un film a volte può costare salute ed equilibrio psichico, tanto da portare alcuni registi ad odiare una propria opera.

Gli esempi sono numerosi e vari, alcuni di essi sono insospettabili, odi e rancori che non ci aspetteremmo, soprattutto quando ad essere messo in discussione è un classico del cinema.

Ecco 10 esempi di registi che odiano profondamente un proprio lavoro:

10. American History X di Tony Kaye (1998)

Edward Norton in American History X

Edward Norton ha sempre avuto la fama di uomo con un carattere difficile, sempre pronto a creare problemi ai suoi colleghi di lavoro sul set. Tale cattiva abitudine sembra essere una costante della carriera del grande attore. Infatti, prima di essere allontanato dall’universo cinematografico di casa Marvel per il suo comportamento sul set di Hulk, Norton diede molti problemi a Tony Kaye, regista del celeberrimo American History X.

Lo scontro tra i due nacque per una diatriba legata al montaggio. Norton sosteneva che la versione ideata dal regista fosse un vero disastro e spinse affinché fosse approvata una sua idea per il montaggio. Pertanto, il film che tutti noi conosciamo è  molto lontano dall’idea di Kaye, e l’affronto turbò così tanto il regista da voler far togliere il suo nome dai crediti del film, proponendo di sostituirlo con quello di “Humpty Dumpty”. Purtroppo per lui, i produttori non accettarono la richiesta. Inoltre, la battaglia a colpi di denunce sui giornali specializzati e richieste di risarcimento portarono Kaye ad un passo dal ritiro.

9. Alien³ di David Fincher (1992)

Fincher con un simpatico xenomorfo

Il grande regista di Fight Club non iniziò la sua carriera proprio con il piede giusto. Dopo essersi fatto un nome nel mondo dei videoclip, Fincher approdò nel caotico set del terzo capitolo della saga dedicata agli Xenomorfi. La sceneggiatura cambiava ogni giorno e nessuno sapeva come procedere. La pellicola fu un vero disastro e Fincher, ancora oggi, rinnega quel capitolo della sua carriera, fingendo di non aver mai lavorato a quel progetto. Purtroppo, noi lo ricordiamo bene.

8. Manhattan di Woody Allen (1979)

Woody Allen e Diane Keaton

Il regista newyorkese non ha mai provato molto affetto per i suoi film, e ha sempre sostenuto che il suo miglior lavoro deve ancora arrivare. Uno delle sue opere che ha amato di meno è un classico del cinema statunitense, vale a dire Manhattan. Allen ha sempre dichiarato che, a distanza di anni, la pellicola si è rivelata per lui una vera delusione e che la ritiene fuori luogo all’interno della sua produzione anni’70, in cui, a suo parere, ha fatto film migliori. Punto debole, secondo Allen, è la sceneggiatura, giudicata dal regista “too preachy”. Per sua fortuna, Manhattan è stato un successo internazionale ed è divenuta una pietra miliare della settima arte.

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