Kung Fury – Recensione cortometraggio

Siete alla ricerca di un film riflessivo, dalla trama intricata e dall’essenza catartica? Perfetto, Kung Fury non è assolutamente al caso vostro! Il cortometraggio da 30 minuti, presente da poco anche su Netflix, scritto e diretto da David Sandberg è quanto di più folle, sconclusionato e sconnesso si possa trovare in giro, nel senso positivo di ogni termine. La pellicola riesce in modo comico e geniale a fondere ogni stereotipo possibile regalato dai film anni ’80, catapultandoci in una Miami del 1985 popolata da mitra, arti marziali, Lamborghini e dinosauri poliziotto.

Nel Dicembre del 2013, David Sandberg avvia su Kickstarter la campagna di crowdfunding arrivando a ben 630.000 dollari per produrre il suo primo film. Si può dire che il suo progetto è un vero One Man Show visto che da solo ricopre il ruolo di scrittore, regista e protagonista del film. Il 28 Maggio del 2015 Kung Fury viene sia pubblicato su Youtube per il grande pubblico, che presentato al Festival di Cannes.

Per ovviare a un relativamente esiguo budget, David Sandberg e la produzione hanno deciso di puntare tutte le loro risorse sulla tecnica del Green Screen (Chroma Key) e su di un piccolo numero di attori. Hanno usato un ottimo espediente saturando i colori e aumentando i contrasti in modo estremo così da fondere meglio i personaggi a schermo agli sfondi, oltre a dare un tono molto originale alla pellicola. Le musiche si rifanno chiaramente agli anni ’80 sfoggiando in qualsiasi scena tracce Synthwave in modo magistrale e che donano al film quella spinta essenziale durante le scene più concitate. Sia come doppiatore della Hoff 9000 che come compositore di un brano presente nel film, possiamo trovare il leggendario David Hasselhoff, autore anche di un Music Video creato ad hoc per promuovere il film.

Il fatto che il protagonista diventi un maestro di Kung Fu perché improvvisamente colpito da un fulmine e contemporaneamente morso da un cobra (nel cuore di Miami), che viene mandato nel passato da Hackerman, con l’ausilio di un Power Glove, per sconfiggere colui che si credeva il prescelto della profezia, Adolf Hitler: Kung Fuhrer, con l’aiuto di dinosauri e vichinghi, rende questo film un vero cult per i fan dell’assurdo e per coloro che vogliono passare mezz’ora godendosi una delle migliori parodie degli anni ’80 sfornate negli ultimi anni.

Se dopo la visione del film non avete ancora soddisfatto la vostra sete di violenza randomica, potrete cimentarvi nel videogioco ufficiale del film, Kung Fury: Street Rage presente su mobile, Pc e console.

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