Metallica: le prime reazioni a 72 Seasons, il nuovo album

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Che cosa possiamo aspettarci da 72 Seasons, il nuovo album dei Metallica? Ecco le reazioni della stampa internazionale

I Metallica stanno per tornare con 72 Seasons, il loro nuovo album e primo lavoro in studio dai tempi di Hardwired… to Self-Destruct, del 2016. L’album arriva nell’anno del quarantennale di carriera per la storica band thrash metal e trova schiere di fan appartenenti a più generazioni e molto curiosi del risultato.

Ovviamente, se volete ascoltare l’album senza anteprime e farvi un’idea vostra, vi consigliamo di smettere di leggere. Ma se siete curiosi di saperne di più o volete solo farvi salire gratuitamente l’hype, ecco un piccolo concentrato di varie recensioni e reazioni internazionali (non italiane) al disco, ascoltato in anteprima dai recensori.

Per ora, le reazioni sono generalmente entusiastiche. Loudwire per esempio elenca ben dieci punti di cose “da amare” del nuovo album, tra i quali spiccano le liriche di James Hetfield, ben sette canzoni che includono tra i credits anche Kirk Hammett e Robert Trujillo, e una title track “all’altezza” di altre storiche compagne nella discografia della band come Master of Puppets e Ride the Lightning.

Metal Hammer pone l’accento sull’importanza della scrittura e della presenza centrale di Hetfield, assengnando tre stelle e mezza e affermando: “Che i Metallica abbiano comunque trovato qualcosa di nuovo da dire (se non da suonare) merita rispetto. Potrebbero non aver consegnato il loro meglio assoluto, ma ci hanno dato realisticamente il meglio che avremmo potuto aspettarci”.

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Stereogum, rivista meno specializzata sul metal, è come al solito più impietosa: “[Il disco] è un po’ meglio di Hardwired, un po’ peggio di Death Magnetic e [si ferma] circa un trilione di miglia prima degli album degli anni ’80 che cerca così disperatamente di essere. Il revival di Master of Puppets lanciato da Stranger Things prova che i Metallica possano ancora trascendere le generazioni e i generi”.

“Ed è comprensibile il perché la band voglia continuare a cercare di ricatturare quel potere, ma da allora sono invecchiati rispetto alla loro abilità di riuscirci e la loro insistenza nel tornare indietro a quel pozzo ha azzoppato la loro crescita creativa“. Più che eloquente, e non è l’unica recensione poco entusiasta.

Per esempio in Wall of Sound si scrive che è: “Come se Hardwired avesse avuto un bambino e non riuscisse a decidere se Load o St. Anger sia il padre”, e che: “72 Seasons è inconfondibilmente un album dei Metallica per la loro mezza età e senza alcuna pretesa nel cercare di essere figo, moderno o parte della scena”.

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Decisamente più calorosa la reazione di Consequence, che scrive: “Ogni era dei Metallica è rappresentata in 72 Seasons ma in una maniera onesta e quasi subconscia che intrinsecamente guida la band indietro alle sue radici. Per il fan hardcore riflette l’illustre corpo di lavoro [della band] e richiede l’obbligatoria analisi ossessiva”.

“Eppure, l’album ottiene palesemente quell’effetto Metallica nel senso che serve anche come perfetta introduzione all’heavy metal per i non-iniziati”. Insomma, in generale si può considerare che l’album potrebbe piacere ai fan della band e agli appassionati di heavy metal in generale, forse meno a chi cerchi musica interessante, nuova e di qualità. Ora non resta che il nostro ascolto per farci un’idea finale.

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