Alan Moore dice addio: “Ho chiuso con i fumetti”

Parlando con il Guardian, Alan Moore ha rivelato di aver detto definitivamente addio al mondo dei fumetti

alan moore
Credits: YouTube/Alan Moore - Read Terrible Books - Storytelling - BBC Maestro
Condividi l'articolo

Alan Moore è uno dei più grandi fumettisti della storia. Tuttavia è lontano dal suo lavoro da ormai diverso tempo e nelle ultime ore è arrivata la conferma definitiva: si ritira. L’autore ha infatti parlato col Guardian spiegando i motivi che l’hanno portato a prendere questa decisione.

Ho decisamente finito con i fumetti – dice Alan Moore. Non ne scrivo più da circa cinque anni. Amerò e adorerò sempre il medium dei fumetti, ma l’industria dei fumetti e tutte le cose ad essa collegate sono diventate insopportabili. Centinaia di migliaia di adulti si mettono in fila per vedere personaggi e situazioni che erano stati creati per intrattenere i ragazzi di 12 anni di 50 anni fa. Non pensavo davvero che i supereroi fossero roba da adulti. 

Penso che questo sia stato un malinteso nato da quello che è successo negli anni ’80, di cui devo darmi una parte considerevole della colpa, anche se non era intenzionale, quando cose come Watchmen sono apparse per la prima volta. C’erano un sacco di titoli che dicevano “I fumetti sono cresciuti”. Tendo a pensare che, no, i fumetti non siano cresciuti. C’erano alcuni titoli che erano più adulti di quanto le persone fossero abituate. Ma la maggior parte dei titoli di fumetti era praticamente la stessa di sempre. Non sono stati i fumetti a crescere. Penso che fossero più i fumetti che incontravano l’età emotiva del pubblico che calava

Andando avanti con l’intervista, Moore ha anche parlato della “pericolosità” dei cinecomics in ambito sociale.

LEGGI ANCHE:  Alan Moore, una storia amara: la figlia rivela perché non scrive più fumetti

Intorno al 2011 ho detto che pensavo che avrebbe avuto implicazioni serie e preoccupanti per il futuro se milioni di adulti avessero fatto la fila per vedere i film di Batman. Perché quel tipo di infantilizzazione, quella spinta verso tempi più semplici, molto spesso può essere un precursore del fascismo. 

Grazie di tutto Alan.