The Whale, polemica: “Le persone grasse non dovrebbero vederlo”

La giornalista Katie Rife ha scatenato la polemica sul web dopo alcuni Tweet polemici nei confronti di The Whale

The Whale
Ph courtesy of A24
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All’ultimo Festival del Cinema di Venezia è stato presentato The Whale, nuovo film di Darren Aronofsky con protagonista Brendan Fraser che interpreta un uomo recluso nel suo piccolo appartamento affetto da obesità patologica. La pellicola ha ottenuto un grande riscontro sulla laguna e in particolare è stata molto apprezzata la performance dell’attore de La Mummia che è divenuto un papabile candidato ai prossimi Premi Oscar. Tuttavia sul web è scoppiata una polemica a seguito di alcuni Tweet di Katie Rife, giornalista di rinomate riviste come Rolling Stone, Vulture e Polygon che ha sconsigliato alle persone grasse di andare a vederlo.

I Tweet su The Whale

Non posso raccomandare in coscienza alle persone grasse di guardare The Whale – scrive. Non posso consigliarlo neppure alle persone magre, dal momento che rafforza l’idea che le persone grasse siano oggetti per cui provare pietà che hanno causato la loro sofferenza a causa della loro incapacità di far fronte ai problemi.
Red Flags massicci per disordini alimentari e grassofobia. Il protagonista sopporta più di un’ora di abusi verbali tra i più crudeli immaginabili e in seguito prova a suicidarsi attraverso il cibo. Ho avuto a che fare con bulimia e disordini alimentari per anni, e l’ho trovato incredibilmente “triggerante”.
Si può dire che nessuna persona realmenta grassa è stata coinvolta nella produzione della parte più importante della trama in cui il protagonista sta morendo, ma si rifiuta di andare in ospedale anche se ha i soldi per pagare i conti.
Il film tratta questa cosa come una combinazione di altruismo e tendenze suicide, senza mai considerare il motivo molto ovvio per cui una persona di 300 chili eviterebbe i medici: SI CHIAMA FATPHOBIA MEDICA IDIOTI
Scusate gli errori di battitura, mi sento davvero di merda dopo averlo visto. C’è una scena in cui il protagonista lascia cadere una chiave e non riesce a prenderla, e la gente rideva.
E sì, Brendan Fraser è davvero bravo, e la maggior parte dell’umanità/ sensibilità/ simpatia nel film deriva dalla sua performance.

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Avatar di Matteo Furina
In teoria sono un giornalista. In pratica scrivo di cose belle su un sito bellissimo. Perchè dai, nessuno è più fico della Scimmia.