I Red Hot Chili Peppers e quella inimicizia con i Faith No More [VIDEO]

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I Red Hot Chili Peppers sono stati impegnati per decenni in una “battaglia” con i rivali Faith No More. Ma fino a che punto si sono spinte le cose? Ripercorriamo tutte le tappe della vicenda

Anche se non frequenti oggi come decenni fa, i “dissing” in musica si ritrovano spesso e casi eclatanti come quello coinvolgente i Red Hot Chili Peppers e i Faith No More non sono per nulla rari. Vero, si dirà che sovente questi casi vengono “gonfiati” dai media, quando gli stessi artisti magari nel frattempo arrivano a raggiungere una “pace” personale che supera ogni divergenza riportata da articoli e giornali.

Vero è anche, però, che se questi scontri hanno luogo e lasciano tracce mediatiche non sempre si tratta di invenzioni ed esagerazioni dei giornalisti. Nel caso specifico, per esempio, i RHCP e i Faith No More si sono “presi a parole” molteplici volte, sia su toni leggeri e ironici che in maniera, alle volte, ben più pesante.

Da dove nasce questo “feud”, come dicono gli inglesi, tra le due storiche band americane? Iniziamo a ricordare come i RHCP e i Faith No More, negli anni ’80, propongano uno stile musicale molto simile. Entrambe le band sono influenzate dal funk e dal rap, e sia Anthony Kiedis che Chuck Mosley (e poi Mike Patton) interpretano una figura da frontman eccentrico, sfacciato e provocatorio.

Eppure, all’inizio i rapporti tra i due gruppi sono più che amichevoli, tanto che nel 1987 vanno addirittura in tour insieme, mentre i RHCP promuovono l’album The Uplift Mofo Party Plan. Le cose cambiano proprio con l’arrivo di Mike Patton alla voce dei Faith No More e con l’uscita della celeberrima canzone Epic (1989, video qui sotto).

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Quando Anthony Kiedis vede il video, non può fare a meno di pensare che Patton abbia copiato le sue movenze, il suo stile di canto e la sua presenza come frontman. E se ne esce con dichiarazioni del tipo: “Il mio batterista [Chad Smith] dice che rapirà Patton, gli raderà la testa e gli taglierà un piede, così sarà costretto a trovarsi uno stile suo“.

I Red Hot sono chiaramente all’epoca giovani ed esuberanti, e quindi è comprensibile come basti poco per portarli ad uscite come queste e, per giunta, a coinvolgere l’intera band. “Ho visto il video di Epic, e vedo lui saltare su e giù e rappare, ed era come se stessi guardando in uno specchio“, dice ancora Anthony.

Quando negli anni ’90 entrambe le band raggiungono il grande successo, ognuna per conto proprio, sembra che le cose si calmino un po’ e che l’antipatia ricorra, semmai, strettamente tra Anthony Kiedis e Mike Patton. Nel 1995 Flea dichiara: “Non c’è mai stata alcuna lotta tra noi, erano un mucchio di stronzate create dai media. Voglio dire, sono una buona band”.

La faccenda riassume connotati critici nel 1999, quando Patton torna a far parte della sua storica band sperimentale, i Mr. Bungle. In quella torrida estate, sembra che ai Mr. Bungle venga impedito di partecipare a diversi importanti festival perché Kiedis avrebbe minacciato di non far partecipare i RHCP in presenza della band di Patton.

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La reazione è vigorosa, e la potete vedere qui sopra (in bassa qualità, purtroppo). In un concerto del 31 ottobre di quell’anno, i Mr. Bungle si “travestono” da Red Hot Chili Peppers e coverizzano (volutamente male) diverse loro canzoni. Nel video qui si riconosce Around the World, singolo di punta di Californication.

Non è finita. L’album del 1999 dei Mr. Bungle si chiama, non a caso, California: ennesima frecciatina al titolo stesso del disco blockbuster dei RHCP, uscito qualche mese prima. Questi sono gli accenti più eclatanti nella storia dello scontro tra le due band; vanno poi aggiunti i commenti di importanti personalità come Greg Gutfeld di Fox News.

Costui, nel 2016, definisce i RHCP la “peggior band del pianeta” e i “Faith No More dei poveri”. Aggiungendo: “Viviamo in un universo binario: o sei fan dei Faith No More, o sei fan dei Red Hot Chili Peppers”. Ma ecco, questo è un esempio di giornalismo che cerca di gonfiare una storia ormai spenta.

Anche perché, a millennio inoltrato e con la maturità anagrafica incalzante per entrambi i frontmen, la contesa è scesa negli ultimi anni a livelli pari a zero. Nel frattempo i Faith No More si sono riformati, e i RHCP seguitano ad avere il successo che sappiamo. Quindi: gli scontri ci sono stati? Sì. A volte esagerati? Sì. Sono terminati, oggi? Pare proprio di sì.

Fonte: grunge.com