R.E.M.: le 10 canzoni più belle [VIDEO]

R.E.M.
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Un bel ripasso delle migliori canzoni dei mitici R.E.M.

Che dire dei buoni vecchi R.E.M.? La band si è sciolta ormai dieci anni fa (eh già), ma non prima di aver lasciato, in trent’anni di attività, un’impronta unica nella storia del rock alternativo americano. I quattro, Michael Stipe, Mike Mills, Peter Buck e Bill Berry (uscito dal gruppo nel 1995), vantano una discografia meravigliosa, fatta di canzoni delicate e geniali.

Storiche le loro ballad e la loro fusione di un alt rock agrodolce e fieramente da outsider con una sensibilità cantautoriale da musica folk, sempre attenta alle espressioni di sentimenti ed emozioni. Dagi esordi indie lungo una impegnativa gavetta che li ha portati ai vertici delle classifiche negli anni ’90, gli R.E.M. hanno conquistato tutti quanti negli anni.

E oggi, che cosa rimane? Un bel po’ di cose. Una discografia bella corposa, tante splendide hit ma anche riuscitissime canzoni nascoste tra i meandri di singoli e album, pronte da riscoprire. Qui, per l’occasione, ripassiamo i loro dieci brani fondamentali da riscoprire e da riascoltare per apprezzare immediatamente la loro bravura.

10. Lotus, 1998

Inseriamo questo brano alla posizione numero 10 perché si tratta di uno dei lavori più sottovalutati della band. Un rock amorfo ma colorato, interessante nel far trasparire una doppia voce di Stipe che canta su sé stesso, con un tono normale e uno distorto. Molto belli anche gli interventi di chitarra e le particolari tastiere attutite e “plastiche”.

9. Imitation of Life, 2001

Questo brano è famoso soprattutto per il celebre e strano video girato da Garth Jennings, ma ciò non deve distrarre dalla bellezza intrinseca della canzone. Una splendida ballad mischiata a toni rock e crescendo orchestrali sulla quale la voce di Michael Stipe veleggia con leggiadria e virtuosismo. Uno dei loro classici.

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8. Everybody Hurts, 1993

Una delle canzoni per eccellenza da ascoltare quando si è tristi. Spesso per questo è stata anche parodiata e usata in contesti volutamente ironici: ma non c’è dubbio che Everybody Hurts sia una delle canzoni degli R.E.M. che meglio esprimono e commentano fragilità, solitudine, inadeguatezza.

7. Leaving New York, 2004

Stupendo brano scritto in seguito alla tragedia dell’11 settembre 2001 e tutto dedicato alla città colpita dal trauma. Il pezzo migliore dell’album Around the Sun (2004) e di certo uno dei migliori tra quelli da loro pubblicati nel corso degli anni ’00. Da risentire subito.

6. Radio Free Europe, 1983

In assoluto, il loro primo singolo. Un fantastico pezzo con influenze new wave e jangle che, pur non ottenendo un grande riscontro in classifica, ci segnala già una band straordinaria e dalla sensibilità inarrestabile. La canzone è tratta da Murmur, il loro primo album, un capolavoro nascosto che vale la pena di riprendere immediatamente.

5. Bad Day, 2003

Il brano con il quale molti di noi li hanno scoperti. Bad Day in realtà risale agli anni ’80, ma gli R.E.M. lo hanno ri-registrato in questa versione per l’uscita del loro greatest hits del 2003. Qui li sentiamo in uno dei loro momenti più rock, con schitarrate belle potenti e un ritornello da imparare a memoria.

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4. The Great Beyond, 1999

Il grande oltre: in questo brano esistenzialista dai tratti nonsense gli R.E.M. affrontano tematiche importanti con disarmante leggerezza, il tutto su un alt rock caratteristicamente anni ’90. Il climax del refrain vede Stipe al suo meglio ed ogni nota cantata dalla sua voce esprimere indicibili emozioni.

3. It’s the End of the World As We Know It (And I Feel Fine), 1987

Un bel pezzo rock ritmato con un refrain memorabile e un Michael Stipe lanciato in uno scatenato stream of consciousness che nelle strofe si perde nell’affastellare nomi e immagini senza un senso preciso. Una sensazione di rovina precipitosa, ma anche di inevitabile giubilo, trova nella musica la realizzazione del dualismo nel titolo. Finisce il mondo? Io sto bene.

2. Losing My Religion, 1991

Di certo la canzone più famosa del gruppo, quella che tutti conoscono a memoria e distinguono immediatamente dal caratteristico “riff” di mandolino suonato da Peter Buck. Il brano è celebre anche per il video, un successone su MTV, contententi molti riferimenti all’arte rinascimentale e all’iconografia religiosa.

1. Man on the Moon, 1992

Poi utilizzata per il bellissimo film di Miloš Forman con Jim Carrey sulla vita di Andy Kaufman (e che lo cita direttamente), questa emozionante ballad folk rock riassume tutto il meglio degli R.E.M. all’apice del loro successo e della loro creatività. Un brano poetico, profondo, emozionante e coinvolgente. Che dire di più?

Scrivo di musica, cultura, arte, spettacolo e cinema. Ho pubblicato su Cinergie, Digressioni, Radio Càos, Rock and Metal in My Blood.