Sanremo 2021: come Fiorello sta salvando il Festival

Se Sanremo 2021 funziona e funzionerà, lo si dovrà in buona parte a Fiorello

Fiorello
Credits: Rai
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Sanremo quest’anno, come l’anno scorso, deve ringraziare soprattutto Rosario Fiorello

“Su i braccioli, giù i braccioli!” grida Rosario Fiorello alle poltrone vuote del teatro Ariston. Nel 2021 a Sanremo il pubblico non c’è, lo showman siciliano lo sa bene e non perde tempo a scherzarci sopra. Lo fa per tutto il tempo: “Questo non si può toccare eh!”, “Io e Amadeus ci siamo tamponati tre volte!”

Del resto cosa rimane da fare, con il teatro vuoto e quello che lui stesso definisce il “protocollone” di sicurezza? Eppure, se c’era uno in grado di trasformare anche… “questo” in un grande spettacolo, era proprio lui. Ancora una volta, come nel 2020, Fiorello è il perfetto co-conduttore (de facto) di Amadeus.

E non è solo un suo monologo che verte sui nomi “scientifici” delle dita dei piedi; non è solo la sua interpretazione in stile hard rock di una canzone tradizionale e intoccabile; non è solo la sua capacità di ballare, cantare e recitare. Con Fiorello, si parla proprio di una energia comica incontrollabile, che emerge in ogni secondo.

Dopo l’esibizione di Achille Lauro si mette le piume lasciate dal cantante nei capelli. E fa ridere. In un certo momento della prima serata lancia il gelato (il microfono) in aria e lo riprende. E fa ridere. Prende Amadeus e insieme saltellano in stile Heidi e Peter in mezzo alle poltrone vuote dell’Ariston. E fa ridere. C’è poco da fare.

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E certo, quest’anno ci vuole un bel coraggio, considerando che cosa c’è in gioco. La riuscita di un Festival che rischiava di essere cancellato e che in ogni caso viene additato come eccezione irregolare, mentre teatri e cinema sono ancora chiusi. Un pubblico per metà speranzoso, per metà scettico, con una platea inesistente e una situazione politica ed economia precaria.

Ma Fiore è sempre nel suo elemento, adesso come trenta anni fa. Fin dai tempi del karaoke, passando per gli spettacoli teatrali e la lunga e memorabile tenure a Radio 2, Rosario continua a confermarsi showman per eccellenza nella scena italiana. Mai banale, mai volgare (tranne quando si tratta di sdoganare la parola “culo”), sempre vivace ed inarrestabile.

E pensare che qualche mese fa aveva annunciato di volersi ritirare. “È pesante. Te ne dicono di tutti i colori, mamma mia, ti misurano le parole, quello che dici, le battute che fai. Non ho il carattere giusto per fare queste cose. Eppure mi ha convinto [Amadeus]mi convincerà pure quest’anno“.

“Bè, potrebbe essere la mia ultima cosa, eh? Sì, gran bella idea, ecco: faccio Sanremo, come va va, e chiudo la carriera. Tanto non è che devo rimanere lì fino a ottant’anni, no? Già pure troppo. Largo ai giovani, e io me ne vado. Chiudo e basta“. Davvero Sanremo 2021 sarà “la sua ultima cosa?”

Del resto la sua storia con il Festival non è recente ma retrodata, come racconta lui stesso, al 1989. In quell’anno alla kermesse partecipa un Lorenzo Jovanotti ancora letteralmente “giovanotto”, con la canzone Vasco. E Fiorello in quell’occasione, svela, si trova tra i coristi. D’altra parte lui e Lorenzo sono promossi entrambi da Claudio Cecchetto.

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Qualche anno dopo, nel 1995, partecipa per la prima ed unica volta come cantante in gara, forte del successo televisivo del karaoke e ormai volto noto a livello nazionale. La sua canzone, Finalmente Tu, è scritta nientemeno che dagli 883 (con i quali collabora in un videop-parodia di Come Mai), ma arriva “solo” al quinto posto.

Ritorna come ospite per due edizioni consecutive, nel 2001 e nel 2002, al fianco di Raffaella Carrà e di Pippo Baudo. Ormai il suo è un nome affermato e quando compare sullo schermo gli ascolti si alzano automaticamente. Così avviene anche nel 2018 (sotto la conduzione e direzione di Claudio Baglioni) e poi ovviamente nel ’20 e nel ’21.

Chiaro che di showmen in Italia ce ne sono anche altri, ma quella di Fiore è una garanzia che, in un periodo come questo, non si può non sfruttare. La sua capacità di interagire con tutto e tutti, il suo modo di interpretare sempre scherzosamente qualunque cosa e l’abilità di tirar fuori una risata anche di questi tempi sono sue doti innate. E da non sprecare.