Sanremo 2021: Significato delle Lacrime di Sangue di Achille Lauro [VIDEO]

Ancora una volta Achille Lauro fa scintille

Achille
Credits: Rai
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Achille Lauro come al solito ha fatto scena a Sanremo, a dir poco

Prima serata di Sanremo 2021. L’imprevedibile Achille Lauro si presenta quanto mai truccato, con un costume ingombrante e sfavillante che grida “glam” ad ogni secondo. Dopo essere stato introdotto da un breve filmato che unisce tecnologia e filosofia, l’Achille nazionale sale sul palco a cantare il suo ultimo singolo, Solo Noi.

Capelli blu e lunghe unghie blu sembrano un omaggio a Loredana Berté, altra grande protagonista della serata, mentre il chiasso del rosa dell’abito riporta agli anni ’70 ed esprime trasgressione e voglia di colpire. Ma manca il tocco finale: delle lacrime di sangue che iniziano a scendere dagli occhi del cantante a metà esibizione, segnando dei rivoli ben evidenti.

Come al solito ci si chiede: qual è il significato? Già nel 2020 Achille Lauro ci aveva abituati a dover cercare di “interpretare” le sue messinscene, travestendosi da San Francesco o da Elisabetta I. Lo stesso ha fatto nei mesi successivi, con video, immagini e canzoni che non hanno esitato a pescare dalla fantasia quanto dalla storia dell’arte.

Ebbene, in questo nuovo “quadro” ancora una volta il riferimento è religioso. In particolare il cantante “interpreta” la Madonnina di Civitavecchia, la famosa statua che il 15 marzo 1995 attirò l’attenzione di tutto il mondo religioso per aver appunto pianto sangue, pare anche quattordici volte consecutive.

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Mentre naturalmente il grido al miracolo fu immediato e sicuro da parte dei credenti, una perizia tecnica stabilì che trattavasi di un artefatto. Ma a noi non interessa questo, quanto la “lacrimazione” scelta da Lauro per simboleggiare la condizione di sofferenza umana da lui espressa in un lungo monologo (e riportata social, qui sotto).

“Distante, Scostante, aliena, trafitta, io so come ti senti. Sono qui ferito dai tuoi errori, trafitto nei tuoi preconcetti, aiutami, perché ne ho bisogno, come si ha bisogno dell’amore di una madre, il puro bisogno di essere amati. Non dimenticare chi eri. Corpi nudi che si stringono, desideri, quando l’assenza di un padre ha la passione di Cristo, ha la febbre dell’oro”.

“Quando davanti a un insensibile, arido, asciutto, impassibile, Tu sopravvivevi perché ti bastava un abbraccio. Promettimi che non ti dimenticherai perché tu sei questo ed io sarò lì per guardarti abbracciare di nuovo, per guardarti amare ancora. Lettera del mondo all’umanità“.

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“Sono il glam rock, sono un volto coperto dal trucco, la lacrima che lo rovina, il velo di mistero sulla vita, sono la solitudine nascosta in un costume da palcoscenico. Sessualmente tutto, genericamente niente, esagerazione, teatralità, disinibizione, lusso e decadenza, peccato e peccatore, grazia e benedizione”.

“Sono gli artisti che si spogliano e lasciano che chiunque possa spiare nella loro camera da letto, in tutte le stanze della psiche. Esistere è essere, essere è diritto di ogni uomo. Dio benedica chi è”. Questa la “lettera del mondo all’umanità”, un grido di disperazione e di liberazione insieme che porta Achille Lauro ancora una volta a vette filosofiche sorprendenti.

Ora non resta che aspettare i nuovi “quadri” dell’artista, che di certo saranno sempre più sorprendenti e sempre più impegnativi. Ormai c’è da dirlo, nella cornice di Sanremo il cantante sta diventando un’istituzione. Potete amarlo, potete odiarlo, ma non potete negare il suo successo e il suo impatto, forti oggi come ieri.

Fonte: Fanpage