Bring Me the Horizon – Post Human: Survival Horror [RECENSIONE]

POST HUMAN: SURVIVAL HORROR è la lettura che i Bring Me the Horizon danno della pandemia

Bring Me the Horizon
Credits: Bring Me the Horizon / YouTube

I Bring Me the Horizon tornano al metal per raccontare la pandemia

POST HUMAN: SURVIVAL HORROR (tutto in caps lock) è il nuovo disco dei Bring Me the Horizon. E sì, è un disco metal: stavolta non c’è da sbagliarsi. Ma questa è solo la prima cosa, nonché la più superficiale, che si può dire su uno dei migliori lavori musicali dell’anno.

L’album (indicato come EP, ma poco importa) recupera in minima parte lo stile deathcore per il quale la band era nota dieci anni fa, assestandosi piuttosto su toni alt metal con chitarre stoner, piccoli tocchi di elettronica (trattenuti, stavolta) e derive nu. Il resto è quello che si potrebbe definire indie metal, “inventato” da loro stessi.

Le canzoni sono solo nove, ma sono tutte potentissime. Trattasi di singoli che il gruppo inglese aveva iniziato a pubblicare già l’anno scorso, più gli inediti che ancora non avevamo sentito. Insieme questi pezzi formano un lavoro compatto, solido e potente, che prende il meglio da tutto ciò che i BMTH hanno fatto finora.

Bring Me the Horizon – Ludens, 2019

“When we forget the infection, will we remember the lesson?”

Ma di che cosa parla il disco? Inutile girarci intorno: parla del virus. Le canzoni contenute in POST HUMAN: SURVIVAL HORROR (già tutto un programma dal titolo) compongono forse, in questo 2020, il primo vero album (o EP) che affronta l’argomento di petto, con tutto ciò che ne consegue.

POST HUMAN esplora le conseguenze della pandemia, mettendo allo scoperto quasi dolorosamente l’orrore derivatone: e no, non si tratta della malattia in sé. I BMTH indagano piuttosto sugli effetti psicologici e sociali di quanto sta avvenendo e di come il virus abbia risvegliato in molti di noi dei “mostri” pigri e irresponsabili.

Le varie quarantene, totali o a metà, più le diverse restrizioni imposte per proteggerci dal virus ci hanno messi di fronte, come non mai, allo specchio della nostra indolenza e della vacuità delle nostre vite. Questa è la dimensione post-umana: “The emptiness is heavier than you think”, canta Oli Sykes in Teardrops.

Bring Me the Horizon – Parasite Eve, 2020

“Obey, we hope you have a lovely day”

Le liriche viaggiano tra la constatazione della desolante realtà “materiale” e la descrizione di quella, più rassicurante, “virtuale”, nella quale con il virus siamo finiti tutti più o meno incastrati. Disperazione da una parte, distrazione dall’altra. E in mezzo una constatazione imprevista: la “fine del mondo” è noiosa.

Come al solito i BMTH non vogliono impartire una lezione, quanto piuttosto svelare i meccanismi malfunzionanti alla base dei problemi che vedono attorno a loro. Tutte le canzoni parlano in qualche modo di questo, tra crudele ironia e pessimismo velato di rabbia inconcludente. Tutto cercato, tutto voluto.

Se non fosse sufficiente, ecco gli splendidi featuring ad impreziosire quello che già di per sé sarebbe stato un disco fantastico. YUNGBLUD, le BABYMETAL (!), le Nova Twins e la buona vecchia Amy Lee degli Evanescence giocano tutti il proprio ruolo alla perfezione, dando al disco quel tocco in più che da ottimo lo rende superlativo.

Bring Me The Horizon feat. YUNGBLUD – Obey, 2020

“I need a new leader, we need a new luden”

In qualche modo proprio questa band, più e meglio di molti altri colleghi che ci stanno provando senza riuscirci, sembra essere riuscita a catturare il momento e ad identificare con precisione tutte le sfumature più oscure di quanto stiamo vivendo. Basta verificare come ogni singola parola, ogni singolo verso, pungano sul vivo.

La band non sembra però interessata alla composizione di un capolavoro generazionale, né a voler fornire per prima il commento definitivo sulla pandemia. E POST HUMAN: SURVIVAL HORROR infatti non è questo, tanto più che sembra sia stato composto, in parte, anche prima del virus.

Il che ha perfettamente senso, perché non siamo diventati quelli che siamo, i “mostri” descritti dai BMTH nelle canzoni, solo con il virus: lo eravamo già prima, solo che potevamo fare in modo di non vederlo. Lo storico quintetto metal ci costringe a farci i conti e non sbagliamoci: è assolutamente necessario.

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Bring Me the Horizon – POST HUMAN: SURVIVAL HORROR / Anno di pubblicazione: 2020 / Genere: Alternative Metal