YUNGBLUD – Recensione di 21st Century Liability, lo specchio del pop

YUNGBLUD è il nuovo pop.

Nel suo album di debutto, il giovane musicista inglese YUNGBLUD propone la formula di un nuovo pop. Nel quale, naturalmente, nuovo significa vecchio. Ci sono trap, hip-hop, reggae (-ton), ska, alternative rock. E tutto questo miscuglio è il pop moderno. Quello di YUNGBLUD è un disco per tutti: sentito, presente, eclettico. Molto furbo. Ci dà l’idea della direzione in cui sta andando l’industria discografica: quella di un politically incorrect che sia però “correct”: lo prova la censura nel titolo della canzone Machine Gun (F**k the NRA).

L’album è un miscuglio di generi e stili accuratamente mescolati ma non per questo originali. Basti pensare a Machine Gun (F**k the NRA), che ancora una volta, dopo Gangsta’s Paradise di Coolio (1995), sembra riprendere la canzone Pastime Paradise di Stevie Wonder (1976). E poi Anarchist, che ricorda esattamente lo stile dei Twenty-One Pilots, oppure I Love You, Will You Marry Me, in cui pare di sentire uno stile ska-punk simile ai primi No Doubt.

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In sostanza: nulla di nuovo. Ma, allo stesso tempo, tutto nuovo.

Se pensiamo alla musica commerciale, da classifica, questo album è un gioiello, un’operazione commerciale perfetta. E non stupirebbe se per il resto dell’estate ci trovassimo le canzoni di YUNGBLUD continuamente in radio. Certo, se siete qui per ascoltare trap, alternative hip-hop oppure musica di alto livello, non è questo il vostro posto.

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YUNGBLUD si propone come un giovane tra i tanti, che parla dei problemi dei giovani. Il tema ricorrente è quello della malattia mentale, della psicosi, della disfunzione emotiva. Un tema che non può non colpire la massa. La camicia di forza con la quale si presenta l’artista sulla copertina dell’album dice tutto il resto. Eppure si tratta di un mal de vivre in qualche modo impostato, di default, che non può non emergere nell’epoca dell’alt-right. Naturalmente, si è lungi dal trovare una risposta concreta. Ci viene detto: Fuck the NRA. Conoscete qualche artista, a parte Ted Nugent, che non sarebbe d’accordo? Eppure c’è sempre Trump alla Casa Bianca.

YUNGBLUD comunica perciò l’alienazione e l’insofferenza di un mondo in cui la pressione sociale e culturale fa sentire i giovani (e non solo) come una massa di casi umani con problemi mentali. Fa “sentire”. Ed ha perfettamente senso che YUNGBLUD comunichi questo con un album come 21st Century Liability, che abbatte i confini tra le tendenze alternative e quelle commerciali. Laddove, come sappiamo, con internet una distinzione del genere non ha più senso.

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https://open.spotify.com/album/1p64R5tjTpC2oH24YLdQgq

Risultati immagini per yungblud 21st century liability album coverAnno di pubblicazione: 2018
Genere: Pop