I Soprano: i 20 migliori episodi e spiegazione del finale di una serie leggendaria

Abbiamo deciso di stilare una classifica dei 20 migliori episodi de I Soprano, una delle migliori serie di tutti i tempi.

I Soprano, Tony
Tony Soprano, un grandioso James Gandolfini

I Soprano, qui la nostra recensione, è una serie TV, prodotta da HBO, trasmessa dal 1999 al 2007. Racconta le vicende della famiglia criminale che comanda il New Jersey, guidata da Tony Soprano. Ma il cuore della narrazione riguarda il fatto che il Boss è un uomo totalmente sui generis rispetto al classico stereotipo del capo mafia. È sì uno spietato capo criminale, ma è anche un uomo profondamente turbato, che sviene a causa di frequenti attacchi di panico, che lo costringono a chiedere aiuto ad una psicoterapeuta, Jennifer Melfi.

I Soprano hanno l’immenso merito di dare ad ogni singolo personaggio il giusto rilievo, caratterizzandoli tutti senza mai scadere nello stereotipo o nell’iperbole. Tutte le vicende che vediamo nell’arco di quasi 90 episodi sono perfettamente plausibili ed umane. Spesso infatti ci troviamo ad empatizzare con degli spietati criminali, conoscere nel profondo le loro vicissitudini interiori, salvo trovarci la scena successiva ad assistere ai loro crimini efferati, che ci lasciano combattuti a nostra volta.

Il cast è tutto perfettamente calato nella parte, a partire da un meraviglioso James Gandolfini, protagonista assoluto nei panni di Tony Soprano, che gli regala il ruolo della vita. Nel corso della serie troveremo anche altri attori di altissimo profilo come Steve Buscemi e Joe Pantoliano, sempre totalmente a loro agio. Vedremo anche un cineasta del calibro di Peter Bogdanovich, impegnato sia dietro la macchina da presa che come interprete, nella parte del Dott. Kupferberg, analista della Dott.ssa Melfi.

Non esiste una singola puntata nella quale il Boss non appaia o sia messo in un angolo lasciando, e dando nello stesso tempo, la possibilità a tutti i personaggi di svilupparsi e di seguire la propria strada. I temi trattati negli episodi vanno ben oltre la semplice organizzazione criminale: affetto, amore, discriminazione, amicizia, solitudine, depressione, sono solo alcuni degli argomenti che vengono trattati all’interno di un cerchio pressoché perfetto, esente da buchi di sceneggiatura di alcun tipo. Una serie leggendaria che abbiamo voluto onorare raccontandovi dei 20 episodi che maggiormente ci hanno colpito.

I Soprano: tutti i migliori episodi secondo la Scimmia

Selezionare solamente 20 episodi di una serie come I Soprano è cosa ardua. Il rischio è ovviamente quello di lasciare fuori alcuni momenti memorabili. Tuttavia abbiamo cercato di essere i più obiettivi possibili per raccontarvi di quei episodi che spiccano per scrittura, plot twist o recitazione rispetto all’altissimo livello medio. Ovviamente questa top è pensata per essere un omaggio da leggere dopo aver visto la serie, per rivivere i momenti topici di ogni stagione. Di conseguenza nei paragrafi successivi ci saranno spoiler riguardanti le puntate. Se non avete ancora visto I Soprano, quindi, chiudete questo articolo, correte a recuperarla e poi venite a dirci cosa ne pensate della nostra scelta. Fatta questa rapida ma doverosa precisazione, è ora di iniziare.

Prima Stagione

1×05: Un conto da Saldare (College)

I Soprano: 1×05: Un conto da Saldare

Non poteva che iniziare da quello che è stato definito sia dal Time che da Entertainement Weekly come il miglior episodio dell’intera serie. Qui Tony, in viaggio con Meadow sta andando alla ricerca del miglior college dove mandare sua figlia. Tutto procede normalmente, fin quando il Boss non riconosce Fabian Petrullo, ex affiliato della Famiglia e ora informatore della Polizia sotto falso nome. A questo punto decide di ucciderlo, mentre Meadow è distratta dagli impegni scolastici. Nel frattempo Carmela, riceve la visita del prete, Phil Intintola, che resta a dormire a casa Soprano, in una situazione tanto surreale quanto sconveniente.

Sono diversi i punti di forza che fanno di questo episodio un autentico gioiello. In primis, vengono al pettine i primi nodi familiari che Tony dovrà gestire nella sua burrascosa vita. Sua figlia inizia ad essere adulta, vuole sapere se sono vere le voci che girano. Ovvero, che suo padre sia il boss del New Jersey. A tal proposito, la conversazione tra figlia e papà in macchina resta uno dei dialoghi migliori dell’intera serie. Inoltre, in questo episodio vediamo per la prima volta il lato ferino di Tony, la sua spietatezza e il suo sangue freddo nel soffocare a morte il traditore della sua famiglia. Una personalità totalmente in contrasto con la dolcezza che appare riemergere immediatamente dopo il crimine, quando torna a prendere l’amata figlia al college. L’analisi del dualismo dell’uomo Tony Soprano è solo all’inizio, ma in questo episodio comincia a emergere prepotentemente.

1×12: L’attentato (Isabella)

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I soprano: 1×12: L’attentato

In questo episodio si respira ancor di più odor d’Italia, grazie alla presenza di Maria Grazia Cucinotta, che interpreta Isabella, avvenente ragazza ospite dei vicini. Tony perde la testa per lei, salvo realizzare che si tratta solo del frutto della sua fantasia, causato dall’abuso di farmaci. In questo momento della storia infatti il Boss è depresso e totalmente in balia degli psicofarmaci che lo hanno ridotto a letto.

Nel frattempo lo zio Junior, avendo scoperto che il nipote brama alle sue spalle, decide di ucciderlo. Invia dunque due impreparati sicari a far fuori il Capo di casa Soprano. Tony, nonostante i farmaci riesce a difendersi e, in una sequenza tra le più virtuose dal punto di vista registico, riesce a salvarsi, uccidendo uno dei due attentatori. La scena risulta essere un chiaro omaggio a Il Padrino. Infatti come Don Vito compra le arance prima di incappare nell’attentato, qui Tony sta comprando del succo di arancia prima di venire quasi assassinato.

In questo episodio cominciamo a fare conoscenza con l’universo onirico di Tony, un elemento ricorrente della serie. L’ideazione del personaggio di Isabella è solo il primo dei momenti nei quali lo spettatore cadrà nel vortice di pensieri del Boss. Le incursioni nella mente e nell’inconscio di Tony creano un rapporto confidenziale tra spettatore e protagonista, un legame che diventerà sempre più profondo mano mano che la storia prosegue. Menzione speciale per la sequenza nella quale Tony si burla del vicino, intimidito dall’idea di vivere accanto ad un pericoloso boss, chiedendogli di tenere nascosta una pericolosa scatola, che in realtà contiene solo sabbia. Semplicemente geniale.

1×13: Un’inquietante scoperta (I Dream Of Jeannie Cusamano)

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1×13: Un’inquietante scoperta

In questo episodio arriva il primo vero radicale cambiamento nella psicologia e nell’atteggiamento di Tony Soprano. Nell’episodio precedente ha infatti subito un attentato e ha sognato una donna avvenente che teneva tra le braccia un bimbo di nome Anthony in una casa della vecchia Italia. Questi segnali sono collegati, secondo la dottoressa Melfi. Difatti la donna cerca di mettere in guardia Tony da sua madre che potrebbe essere coinvolta, a sua detta, nel tentativo di assassinio del figlio. Il Boss non ci sta, e va su tutte le furie, arrivando quasi ad aggredire fisicamente la sua terapeuta. Ma Tony dovrà ricredersi sul’accaduto, quando l’FBI gli fa ascoltare un nastro nel quale suo zio Junior e sua madre complottano effettivamente per ucciderlo.

Qualcosa scatta in Tony. Smette di giustificare sua madre – che nel frattempo ha anche avuto il tempo di rivelare ad Artie Bucco come sia Tony il responsabile dell’incendio del suo ristorante – e si rende conto di quanto il suo malessere sia dovuto a questa figura così invadente e negativa. Decide dunque di soffocarla con un cuscino, cosa che non riesce in quanto Donna Livia proprio in quel momento è trasportata via dalla sua stanza. Il momento nel quale Tony si avvicina all’orecchio della madre per sussurrarle che è a conoscenza dei suoi intrallazzi: uno dei momenti in cui il talento di James Gandolfini viene fuori prepotentemente.

Consapevole dunque che la dottoressa Melfi aveva ragione, il Boss si reca da lei per chiederle scusa e riprendere la terapia. La donna ora non è più un oggetto del desiderio sessuale, né il medico dal quale deve andare per obbligo: ora il Boss si fida di lei, e questo evento influirà moltissimo nella storia futura di Tony e de I Soprano.

Seconda stagione

2×12: Amore e Pallottole (Knight in White Satin Armor)

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I Soprano: 2×12: Amore e Pallottole

Di tutti i personaggi che si scontrano con Tony Soprano nell’arco delle 6 stagioni, Richie Aprile è sicuramente uno dei più complessi. Fratello dell’amato ex boss Jackie Aprile, dal momento nel quale esce di prigione e rimette piede in città si trasforma in un vero e proprio uragano nella vita, già di per sé complicata, dei Boss del Jersey. Richie vuole comandare, non ascolta gli ordini del suo capo ed anzi, si fidanza con Janice, sorella di Tony e sua vecchia fiamma. Tutto questo, accaduto nell’arco dell’intera seconda stagione, trova la sua summa in questo splendido episodio nel quale Junior dapprima complotta con Richie per far fuori Tony, salvo poi pentirsi e venderlo al Boss.

Il Capo della Famiglia non può che decretare l’eliminazione di un personaggio tanto scomodo. Tuttavia, accade qualcosa di totalmente inaspettato: Janice, dopo una violenta litigata col suo compagno, che la colpisce con un pugno in piena faccia, gli spara due volte a sangue freddo, mentre siede tranquillamente davanti a un piatto di pasta, uccidendolo. Questa sequenza è una delle più iconiche dell’intera serie. Sono due gli elementi che la rendono totalmente un cult, oltre allo splendido sguardo di David Proval, interprete di Richie, mentre viene colpito a morte.

Il primo è sicuramente la reazione di Janice dopo aver sparato a Richie. La donna si butta sul corpo dell’uomo, gridando amore eterno e piangendo sguaiatamente, nonostante lo abbia appena ucciso con assoluta freddezza. Il secondo elemento è la freddezza di Chris e Furio, che fanno a pezzi il corpo di Richie con sguardo glaciale, come se fosse la cosa più normale del mondo. Una scena simile la vedremo anche in un’altra puntata di questa top. Tuttavia, la messa in scena ci mostra ogni dettaglio di quel crimine agghiacciante, per il quale nessuno prova la benché minima emozione.

2×13: L’ultima tequila (Funhouse)

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2×13: L’ultima tequila

Tony è oramai convinto che il suo fidato amico Sal “Big Pussy” Bonpensiero lo stia tradendo con i federali. Tuttavia decide, non avendo ancora prove, di andare a cena in un ristorante indiano con lui. Il pasto gli scatena un’intossicazione alimentare che lo porta a rigettare tutta la notte, facendo sogni stranissimi, nei quali eventi del suo passato si intersecano all’ossessione del tradimento del suo amico. Il giorno successivo, il Boss decide di voler risolvere la situazione e, andando a casa di Pussy, trova un registratore, prova del tradimento. Tony non ha scelta. Porta il suo fidato amico su una barca in mezzo al mare insieme a Paulie e Silvio e lì lo uccide.

Questo episodio ha il grandissimo merito di prendersi i suoi tempi. La sequenza finale sulla barca è lunghissima. Pussy, come lo spettatore, sa perfettamente cosa sta per accadere e quindi vuole fare un ultimo brindisi con i suoi amici. Gli incubi deliranti di Tony ricorrono per tutta la durata dell’episodio, come quando un pesce gli parla con la voce di Sal, e riescono perfettamente a trasmettere il malessere fisico e psichico che Tony sta attraversando.

Emotivamente il Boss è distrutto dalla consapevolezza che uno dei suoi più cari amici deve morire e deve essere lui a ucciderlo. Inserire il malessere fisico all’interno di una puntata dalla così forte potenza emotiva amplifica ogni emozione che l’episodio trasmette, oltre che mostrare il lato umano di un Boss spietato, lasciando che lo spettatore abbia il tempo di empatizzare con lui. Pussy è uno dei suoi più cari amici e noi spettatori soffriamo insieme a Tony, quando il grilletto viene infine premuto.