I Soprano: i 20 migliori episodi e spiegazione del finale di una serie leggendaria

Abbiamo deciso di stilare una classifica dei 20 migliori episodi de I Soprano, una delle migliori serie di tutti i tempi.

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Quinta stagione

5×05: Chiacchiere pericolose (Irregoular Around The Margins)

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5×05: Chiacchiere pericolose

Nell’arco della serie Tony ha avuto moltissime donne. Tuttavia non ha mai osato avvicinarsi a nessuna che avesse rapporti con suoi amici e collaboratori, ad eccezione di Valentina, che aveva uno pseudo rapporto con Ralph. In questo episodio il Boss rischia tuttavia di infrangere questa regola. Difatti, mentre Christopher è fuori città Adriana ha un mezzo flirt con Tony, che però riesce a controllare le sue pulsioni grazie all’aiuto della dottoressa Melfi. Tuttavia, sebbene il Boss non abbia commesso alcunché di sbagliato nei confronti del nipote, la voce di una storia tra lui e la futura moglie di Chris iniziano a farsi pressanti.

Infatti, mentre Tony accompagna la ragazza da uno spacciatore a Dover, perde il controllo dell’auto e i due si cappottano. Lui finisce illeso, lei riporta qualche danno. Tuttavia la voce che Adriana stesse tradendo Chris nel momento prima dell’incidente arriva all’orecchio del ragazzo che picchia selvaggiamente la fidanzata, la caccia di casa e minaccia Tony con una pistola. Gesto che non gli costa la vita solo grazie all’intervento di Tony B.

Questo episodio risulta meritevole di questa top per due ragioni. La prima riguarda il fatto che il rapporto tra Tony e Chris da questo momento in poi non farà che peggiorare, portando infine il Boss a uccidere suo nipote sul finale di serie. Il secondo è la messa in scena di una sequenza cardine dell’episodio. Stiamo parlando del pestaggio di Chris ai danni di Adriana, che viene colpita e sbattuta fuori di casa nonostante sia già livida a causa dell’incidente, cosa che ci dice molto sulla personalità di Chris. In seguito il ragazzo corre al Bada Bing ubriaco sparando sulla macchina del Boss in un momento dalla fortissime tensione emotiva. Minuti di livello altissimo, senza dubbio.

5×11: Sogni angoscianti (The Test Dream)

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5×11: Sogni angoscianti

Questo episodio è per la maggior parte composto da sogni e incubi di Tony. La componente onirica, debordante in questo scorcio di trama, ci racconta tutti i tormenti interiori del nostro protagonista. Il Boss ha appena saputo che suo cugino Tony B. ha ucciso Bill Leotardo, ferendo suo fratello Phil. Questo evento, insieme all’ustione che si è procurata la sua fidanzata Valentina, dà il via alla sequenza lunghissima e concatenata di eventi non reali. Tony dapprima sogna di vedere il cugino puntare una pistola immaginaria al suo dirimpettaio, salvo poi fuggire e trovare un auto, dove l’aspetta Artie Bucco. Col prosieguo della sequenza, il Capo dell Famiglia vede tutto ciò che attanaglia la sua mente e la sua anima, facendoci ripercorrere gran parte degli eventi accaduti nell’ultima parte della sua vita, senza ricorrere a infinite linee di dialogo.

Vediamo Tony che incontra Gloria Trillo, la sua ex amante suicida, seduta al posto della sua psicologa. Sogna poi di fare sesso con il suo desiderio proibito Charmaine (amore giovanile), moglie di Artie che è li vicino a lui, a dargli consiglio su come far godere la compagna. Rivede vecchi amici morti come Richie Aprile o Ralph Cifaretto e sogna, in una delle inquadrature più belle dell’intera serie, di essere in groppa a Pie-O-My, il cavallo che tanto amava, in pieno salotto di casa sua. La vita del Boss ci passa tutta sotto lo schermo, portandoci fin ai suoi anni da studente nei quali era allenato da un certo Coach Molinaro.

Questo episodio ha il merito di staccare la fortissima tensione che si stava creando e di mostrarci il lato umano e sofferente della mente di Tony prima del gran finale della stagione, nel quale la situazione precipita irrimediabilmente. Una prova di virtuosismo registico e nel montaggio che regala una delle puntate all’apparenza più stranianti dell’intera storia de I Soprano, ma che riesce a farci entrare ancora più in sintonia con questo Boss totalmente sui generis, già che in ogni inquadratura ci sembra di comprendere sempre più la psicologia di un uomo così particolare e unico.

5×12: Confessioni pericolose (Long Term Perking)

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5×12: Confessioni pericolose

I Soprano ce lo spiegano fin dall’inizio: quando un personaggio importante arriva alla fine della propria permanenza nello show, bisogna farlo uscire con i giusti tempi. Esattamente come accadde per Pussy o per Ralph, stavolta tocca ad Adriana, le cui condizioni fisiche peggiorano, e le viene diagnosticata una forma severa di colite ulcerosa. La giovane proprietaria del Crazy Horse è oramai braccata dai federali che hanno in mano delle prove che la farebbero finire in carcere per molti anni. L’unica via di fuga per la ragazza è vendere Tony Soprano alle forze dell’ordine. Per questo racconta la verità a Christopher, che prima terta di strangolare la sua futura moglie, poi sembra accettare l’obbligo di collaborare con l’FBI e testimoniare contro il suo stesso boss.

Il giorno seguente, Adriana prepara i bagagli pronta a fuggire quando riceve una chiamata di Tony che la informa di come Cristopher sia in ospedale dopo aver provato ad uccidersi. Per questo Silvio la va a prendere per andare insieme dal ragazzo. Nel momento in cui sale in auto, noi spettatori capiamo subito cosa sta per succedere. La messa in scena di questo momento è quasi surrealista. Per un attimo vediamo un What If?, incarnato nella rapida sequenza fittizia nella quale Adriana avrebbe potuto capire cosa quella chiamata significasse e fuggire con la sua auto. Tuttavia la realtà è molto più amara.

Chris ha venduto l’amata per salvare la propria vita e quello è solo un escamotage per attirare la ragazza in auto con Silvio. Il consigliere del Boss porta Adriana in un bosco e la uccide. Ancora una volta la messa in scena funge da vero e proprio personaggio. La crudeltà con la quale Silvio tira fuori dall’auto per i capelli Adriana, una persona con cui ha pranzato insieme per anni, e la freddezza con la quale la uccide insultandola senza esitazioni, ci dicono molto più su Silvio Dante di quanto possano fare decine e decine di righe di dialogo.

5×13: Scelta obbligata (All Due Respect)

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5×13: Scelta obbligata

Come spesso ci hanno abituato I Soprano, i finali di stagione racchiudono la summa di tutto quello visto negli episodi precedenti. Il fil rouge che ha unito tutti gli episodi di questa quinta parte della serie è stato il ritorno di Tony B., il cugino di Tony interpretato da Steve Buscemi che nell’evoluzione degli eventi complica la vita al Boss. In quest’ultima puntata, la situazione esplode, regalando un episodio memorabile. Tony B. nell’episodio precedente ha ucciso Bill Leotardo, uno dei capitani della famiglia Lupertazzi di New York senza avvisare Tony, che ora non ha altra scelta che eliminare il cugino. Tuttavia è fortemente combattuto in quanto il fratello di Bill, Phil, rimasto ferito nell’attentato, vuole torturarlo e non semplicemente ucciderlo.

Il boss dei Soprano decide quindi di risolvere la faccenda da sé: scopre dove si nasconde Tony B., lo trova e lo uccide con un colpo di fucile in testa per poi consegnare il corpo a chi bramava vendetta. Tony si mostra ancora una volta un uomo profondamente diviso: da una parte sa che i suoi doveri lo obbligano a far fuori il cugino, dall’altra non vuole che venga fatto soffrire più del dovuto e decide di rischiare in prima persona pur di fare ciò che ritiene giusto nel modo che ritiene idoneo. L’inquadratura sul cranio di Tony B. dopo l’uccisione resta uno dei momenti maggiormente impressi nella mente di tutti coloro che hanno amato questa serie.

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Sesta stagione

6×01: Stato Confusionale (Members Only)

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6×01: Stato Confusionale

La sesta e ultima stagione si apre con un episodio tra i migliori dell’intera serie. Vincitore di un Emmy nel 2006, questo primo tassello del mosaico finale de I Soprano è un autentico gioiello. La trama secondaria riguarda Eugene Pontecorvo, affiliato della famiglia che riceve in dote una grossa somma con la quale vorrebbe cambiare vita. Tuttavia Tony gli impedisce di trasferirsi e questo incrina moltissimo il rapporto con la moglie, cosa che genere uno stress enorme nell’uomo che non può che generare un unico finale: Eugene si toglie la vita, impiccandosi. Il suicidio ci viene mostrato in tutta la sua brutale e crudele realtà. Vediamo il corpo di Eugene dimenarsi una volta che è appeso nello stremo tentativo di sopravvivere; i piedi si dibattono, l’urina scorre sul pantalone ed infine, inesorabilmente, muore.

Sebbene non sia un personaggio di rilievo, questa storia è raccontata in un momento particolare della vita della famiglia a capo del Jersey, nel momento nel quale Junior sta definitivamente perdendo il senno e Tony si trova sotto pressione.

Questo concatenarsi di eventi fa sì che la morte di Eugene, anche per la superba messa in scena, colpisca nel profondo lo spettatore, che si rende conto, una volta di più, di quanto disgraziata sia la vita di persone che scelgono quella strada.

Inoltre, tutta questa tensione che si accumula nell’osservare la vicenda di Eugene, accresce quella che esplode in un finale superbo. Infatti, in una delle scene meglio girate dell’intera serie, Junior, scambiando Tony per il vecchio Pussy, gli spara, ferendolo al fianco per poi scappare in bagno. Nei secondi successivi la telecamera si porta in alto, sopra Tony ferito e moribondo che cerca di allungarsi verso il telefono per chiamare il 911, indugiando sul corpo malconcio del Boss fino alla chiusura dell’episodio.

6×02-03: Un’altra vita (Join The Club) – Un Solo Capo (Mayham)

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6×02-03: Un’altra vitaUn Solo Capo

Abbiamo deciso di riunire insieme questi due episodi poiché sono l’unico esempio nella storia de I Soprano nel quale un singolo arco narrativo si sviluppi attraverso due puntate. Di conseguenza, secondo noi sarebbe stato sbagliato sceglierne solo una, ma sarebbe stato ancor peggio ignorare questo che è uno dei momenti registici più alti dell’intera, meravigliosa stagione conclusiva. Tony è in coma a causa del colpo di pistola di Junior, e sogna una vita parallela, nella quale non è un Boss della mafia ma un uomo come tanti, un semplice commesso viaggiatore.

Questi due episodi sono la summa di tutta la componente onirica, che rappresenta un elemento fondamentale della serie. Finalmente possiamo conoscere i pensieri più profondi di un animo così tormentato. Nella sua vita immaginaria, Tony perde i documenti in un bar e si ritrova con quelli di una persona che gli assomiglia molto. Guarda caso, si tratta di una persona non troppo rispettabile. Le peripezie che il Boss sogna durante il coma sono intervallate dai momenti di vita reale, nei quali vedremo la preoccupazione che attanaglia i familiari, ma anche la gestione degli affari, mentre gli amici iniziano a fare i conti con un’eventuale dipartita del capo, cosa che appare sempre più probabile.

Ciò che rende immenso questo scorcio di serie va ricercato anzitutto nella messa in scena. Tony, infatti, nel sonno reagisce agli stimoli esterni, a quanto accade nel mondo reale, che influisce sull’illusione onirica. Quando il medico utilizza una luce per vedere se le pupille reagiscono, Tony nel sogno viene abbagliato da un elicottero. Quando Paulie parla aggressivamente con lui, ecco che lo vediamo nel suo sogno agitarsi, sbattere i pugni contro il muro di un albergo, perché il vicino smetta di far rumore, mentre nella realtà il suo cuore va in tachicardia.

In queste due magnifiche puntate, non c’è soluzione di continuità tra mondo onirico e reale. Questa eclettica struttura narrativa è esemplificata dal finale, nel quale Tony sta per entrare in una grande casa nel bosco. Nel sogno, è atteso per una festa, organizzata perché si ricongiunga con i suoi cari defunti, accolto da Tony B., che però non riconosce. Ma quando le voci di Meadow e Carmela dal mondo reale riecheggiano dai boschi, Tony finalmente si sveglia. Una sequenza indimenticabile per chiunque ami I Soprano.

6×13: Il compleanno di Tony (Soprano Home Movies)

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6×13: Il compleanno di Tony

Questo episodio, che ottenne anche 3 candidature agli Emmy del 2007, è l’unico nel quale vedremo mai Tony finire dietro le sbarre. nel giorno del suo compleanno. Il boss infatti, seppur per pochissime ore, verrà arrestato a causa del ritrovamento della pistola che aveva lanciato nella neve alla fine della quinta stagione fuggendo dalla polizia. Questo è ovviamente troppo poco per tenere in carcere un uomo ricco e potente come Tony Soprano eppure questo cavillo verrà ripreso anche nel catartico finale in una sorta di richiamo ad Al Capone. Come Capone venne inchiodato per evasione fiscale a causa un cavillo, così Tony Soprano rischia grosso a causa di una pistola che non ha neanche usato.

Dopo essere stato rilasciato, Tony insieme a Carmela raggiunge Janice e Bobby nella casa a Lago per festeggiare. Tuttavia la serata prende una brutta piega e finisce con una scazzottata tra i due uomini che vede Bobby mettere al tappeto il suo boss. Il giorno dopo Tony, evidentemente ferito nell’orgoglio da quanto accaduto, ordina al suo sottoposto di commettere il primo omicidio della sua vita, uccidendo un giovane ragazzo. In questo episodio viene fuori una parte del carattere del Boss: l’orgoglio. Tony non accetta in nessun modo che qualcuno possa avere la meglio su di lui, anche se si tratta di una semplice scazzottata fatta da ubriachi.

Questo lo porta a cercare un modo infimo di farla pagare a chi l’ha “umiliato” a suo dire (la discussione con Carmela in riva al Lago dove si parla degli anni del liceo è un punto di bravura notevole). Tony non può uccidere Bobby ma vuole segnarlo per sempre e nulla segna un uomo come togliere la vita ad un altro. Lo sguardo finale del fido Bacalà quando torna a casa dopo aver compiuto la missione è una delle inquadrature più suggestive dell’intera serie. Vedere per credere.

6×18: Veglie Funebri (Kennedy and Heidi)

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6×18: Veglie Funebri

Questo episodio racchiude uno dei momenti più dolorosi e iconici della storia de I Soprano. Tony è furioso con Chris per quello che ha inserito nel suo film, dove ha palesemente raffigurato il suo Boss come un iroso, inetto e violento. I due sono in auto insieme e sono vittime di un terribile incidente e finiscono in un burrone. Tony è pressoché illeso, Chris è malconcio ma vivo. Tuttavia Il Capo decide che è ora di farla finita e lo soffoca prima di chiamare i soccorsi.

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La scena, magistralmente realizzata, rimane impressa a fuoco nell’animo degli spettatori che vedono gli occhi di Chris spegnersi mentre Tony in silenzio lo priva del respiro con una mano. Ovviamente questo gesto lascia ripercussioni in un animo già di per sé tormentato come quello del Boss.

Infatti nei suoi incubi, il nostro personale e privilegiato punto di vista sulla psiche di Tony, l’uomo confessa tutto quello che ha fatto alla Melfi, svegliandosi poi madido di sudore. Nella reale seduta con la dottoressa, l’uomo confessa di sospettare che Chris lo volesse morto e di non sentirsi in colpa per quanto accaduto. Questo episodio ha vinto un Emmy alla miglior regia per Alan Taylor che ci ha guidato, tenendoci per mano, in uno dei momenti più importanti dell’intera serie e mostrandoci, come quasi mai ci è capitato, la complessità di un uomo diviso costantemente tra ciò che ritiene giusto e ciò che deve fare per mantenere il suo ruolo.

Le sequenze delle due veglie funebri, quella di Chris e quella di Nucci Gualitieri, madre di Paulie e morta d’infarto, è uno dei momenti più ansiogeni e malinconici di una storia che sta arrivando al solo finale possibile: la morte.

6×20: Grido di Guerra (The Blue Comet)

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6×20: Grido di Guerra

Siamo ormai alla resa dei conti. In questo episodio, preludio del finale di cui parleremo tra poco, si risolvono tutti gli intrecci narrativi che I Soprano hanno costruito nell’arco di sei stagioni. Phil Leotardo, Boss di New York, decide di eliminare i capi della famiglia Di Meo, Silvio, Bobby e, ovviamente, Tony. La sequenza dell’uccisione di Bobby Bacalà, nel negozio di giocattoli dove sta acquistando dei trenini, è forse la miglior scena di uccisione apparsa nella storia dei Soprano. Il montaggio alternato che unisce la soggettiva immaginaria del treno che corre sui binari giocattolo a quello allo sguardo dello spettatore sulla fine di Bobby è un virtuosismo registico di quelli da rimarcare con un circoletto rosso, ci perdonerà Rino Tommasi per avergli rubato la citazione. Se Bobby viene brutalmente assassino, Silvio viene solo ferito gravemente e finisce in coma. Tony è solo.

La sua psichiatra, Jennifer Melfi, si convince che la terapia non fa che accentuare il subconscio criminale di persone come Tony Soprano e dunque decide di chiudere il loro lunghissimo percorso di psicanalisi. Il Boss si rifugia con quel che rimane della sua banda in una casa disabitata, mentre Carmela, con Anthony Jr. e Meadow fuggono da soli. I Soprano inventano un nuovo modo di intendere il finale di una grande avventura, poiché se è vero che l’episodio conclusivo è il prossimo (e ha fatto scuola per tanti motivi) è altrettanto assodato che dopo gli eventi di questo ventesimo episodio, Tony, che riuscirà a fare pace con le famiglie di New York uccidendo Phil Leotardo, senza la sua psicologa, e con i suoi bracci destri tutti morti, resta un boss come tanti, un uomo in attesa della morte.

Forse per la prima volta assistiamo ad un uomo preoccupato, sconfitto e spalle al muro. Tony Soprano riuscirà ad uscire dai problemi, e forse a continuare la sua vita, ma la sua anima, oramai allo stremo, ci è preclusa e dunque la serie non ha più motivo di andare avanti. Ora non resta che analizzare i motivi per i quali la sequenza finale, contenuta nel ventunesimo ed ultimo episodio della sesta stagione, sia un vero e proprio capolavoro.

I Soprano, 6×21-Made in America: La Spiegazione di un finale che ha fatto scuola

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In questa sede non vogliamo parlarvi dell’episodio finale nella sua interezza, ma vogliamo solo parlare della splendida sequenza finale e delle varie teorie che, nel corso degli anni, sono state costruite sul significato di quanto vediamo. Negli ultimi minuti assistiamo ad una normale scena familiare: Tony, oramai salvo dopo la morte di Phil Leotardo, se ne sta in una tavola calda con Carmela. Vengono raggiunti da Anthony Jr., mentre aspettano Meadow che è in ritardo. Ordinano da mangiare, nell’attesa Tony ha scelto una canzone dal juke box: Don’t stop believin’ dei Journey. Mentre aspettano la ragazza, entrano prima un uomo dall’aspetto losco, che passa vicino a Tony e va in bagno, poi due ragazzi di colore dai visi non troppo rassicuranti.

Meadow arriva, sbaglia due volte il parcheggio, alla terza finalmente riesce e scende dall’auto. La porta del ristorante si apre, Tony guarda chi sta entrando, stacco, nero. 10 secondi di buio, I Soprano finiscono così. Cosa rende così geniale questo finale? La risposta è da ricercare nella simbologia data da una messa in scena maniacale. Tony è seduto di fronte alla porta e alza lo sguardo su ogni persona che entra. Lui è l’uomo più potente del New Jersey ma ha perso per sempre la serenità. Il momento nel quale entra AJ in questo senso è esplicativo. Infatti, Tony osserva prima il losco figuro, ma subito dietro c’è il giovane Soprano, vestito in modo del tutto simile, come si trattasse della stessa persona che poi si divide in due. Metaforicamente questa immagine può indicare come ormai Tony vede pericoli ovunque, anche dove non ci sono.

I due parcheggi sbagliati da Meadow, che riesce al terzo tentativo, per molti sono una metafora che preannuncia la morte di Tony. Come per due volte Meadow sbaglia il parcheggio, per due volte nel corso della serie qualcuno ha provato ad uccidere Tony. Che la terza sia la volta buona? L’uomo che è entrato in bagno sta andando a prendere una pistola, citando ancora una volta il Padrino, facendo come Michael Corleone con Sollozzo e McCluskey? Il finale resta aperto, senza risposte. Ma la cosa più interessante restano i 10 secondi di buio finali. La teoria più plausibile è che stiano a simboleggiare la chiusura del nostro punto di osservazione sull’anima di Tony. Oppure, come anticipato nel tredicesimo episodio della stagione con un dialogo sulla morte tra Tony e Bobby, la sua dipartita.

everything goes black

Infatti, il Boss ha appena chiuso definitivamente il suo rapporto con la Melfi, vero nodo focale della vicenda. Ora, per noi Tony Soprano resta solo un Boss, con una famiglia mafiosa da ricostruire, stanco e depresso. Resta solo un uomo in attesa della morte, niente di più. I 10 secondi di buio stanno ad intendere esattamente questo: un’attesa verso qualcosa che non si conosce. Tony morirà quella sera? Forse si, forse no. Tuttavia, non è questo che importa a noi spettatori. I Soprano hanno avuto senso finché avevamo accesso all’anima tormentata di un uomo depresso ma allo stesso tempo iroso; pericoloso ma capace a tratti di incredibile tenerezza. Una personalità ambivalente e decisamente complessa, che senza l’aiuto fondamentale di Jennifer Melfi non possiamo sperare di comprendere.

David Chase in questa sequenza insegna davvero la creazione della tensione. Lo spettatore è continuamente sul chi va là, sa che sta per succedere qualcosa, ma non sa cosa. Perché ci fanno vedere Meadow che sbaglia il parcheggio? Morirà lei? Perché ci mostrano l’uomo evidentemente preoccupato che va in bagno? Sarà lui il killer? Siamo tutti in attesa ma non sappiamo di cosa e dunque: buio.

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