La Maschera di Ferro: La Storia Vera che ha ispirato la leggenda

Conoscete la vera storia del prigioniero che fu costretto dietro la Maschera di Ferro che ha poi ispirato romanzi e film?

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La Maschera di Ferro è un film del 1998 di Randall Wallace e con protagonisti Leonardo DiCaprio, Jeremy Irons e Gerard Depardieu. La storia, liberamente ispirata al romanzo di Alexandre Dumas Il visconte di Bragelonne, si svolge nella francia di Luigi XIV.

La trama racconta di come il Re, scoperto un suo fratello gemello segreto, decide di rinchiuderlo nella Bastiglia con indosso una maschera di ferro in maniera tale che nessuno possa mai vedere la somiglianza con lui.

Spetterà ai prodi Moschettieri tentare di liberare il prigioniero, uomo molto migliore del cattivo ed inetto Re Sole, per poi sostituirlo a suo fratello. Questa che sembra solamente una delle tante storie uscite fuori dalla mente geniale del romanziere francese, ha in realtà solide basi nella realtà.

Il Vero portatore de La Maschera di Ferro

Ci fu infatti alla fine del 1600 un misterioso prigioniero rinchiuso nella Bastiglia. Questi era obbligato a portare una maschera di velluto nero, serrata da cinghie di metallo che ne rendevano totalmente impossibile la riconoscibilità.

Sebbene avesse dei grandi privilegi in confronto agli altri detenuti, come cibo abbondante e di qualità, vestiti di lusso e la possibilità di tenere un liuto e dei libri nella cella, il prigioniero doveva sottostare a disumane limitazioni.

Egli infatti non poteva parlare con nessuno, con pochissime eccezioni. Una era il suo prete durante la confessione; una era il capo delle guardie ed esclusivamente per fattispecie legate; l’ultima era il medico in caso di malattia.

Aveva il permesso di togliersi la maschera solamente per mangiare e per dormire; tuttavia mai e poi mai poteva mostrare il suo volto quando c’era qualcuno che poteva vederlo e quindi, riconoscerlo.

Si pensa che gli unici che conoscessero la sua reale identità fossero il re, ovviamente, e Bénigne Dauvergne de Saint-Mars, governatore della Bastiglia che assistette anche alle esequie del prigioniero.

Maschera di Ferro (nome col quale chiameremo il prigioniero) infatti morì nell’autunno del 1703. Fu seppellito nel cimitero Saint-Paul-des-Champs di Parigi con lo pseudonimo di Marchioly.

Bénigne Dauvergne de Saint-Mars seguì il prigioniero in tutti suoi vari spostamenti; Maschera di Ferro fu infatti detenuto prima a Pinerolo, poi al Forte di Exilles, poi nel carcere dell’isola di Santa Margherita ed infine alla Bastiglia.

Sono state molte le ipotesi fatte sull’identità del prigioniero. Ecco le più interessanti.

Un Fratello del Re Sole

Questa teoria è stata portata avanti da Voltaire . Egli fu rinchiuso per un breve periodo nella Bastiglia dove sentì la storia di questo misterioso prigioniero mascherato.

Il celebre filosofo francese partì da alcuni punti fermi. Il primo è che Maschera di Ferro fosse a conoscenza di un segreto enorme che avrebbe potuto provocare scompiglio alla corte del Re Sole.

Il Secondo è che, solo la vista o la voce del prigioniero avrebbero potuto rivelare il suddetto segreto e dunque era un volto ben noto. Il terzo e forse più importante, è che la via dell’uccisione del prigioniero non era percorribile.

L’unica motivazione data a quest’ultimo punto era che Maschera Di Ferro avesse un’importanza politica o affettiva per qualcuno.

Per tutti questi motivi Voltaire giunse alla conclusione che l’uomo costretto nella maschera fosse un gemello o comunque un fratellastro del Re Sole. Questi avrebbe potuto contestare il diritto di successione del Sovrano ed era dunque un pericolo.

Questa teoria, come detto, fu ripresa e romanzata da Dumas per il suo Il visconte di Bragelonne che ha poi dato vita al film.

Tuttavia quest’ipotesi ha un notevole punto debole. A quei tempi il parto della Regina era quasi un evento pubblico al quale partecipavano decine di persone tra medici e servitù.

Era dunque pressoché impossibile nascondere l’esistenza di un gemello nato insieme al Re Sole; esattamente come sarebbe stato molto complicato per la Corte nascondere una gravidanza clandestina della Regina.

Il Padre naturale di Luigi XIV

Il padre di Luigi XIV, Luigi XIII, e sua moglie, la Regina Anna d’Austria erano sposati dal 1615. Tuttavia la nascita del loro primogenito avvenne nel 1638. I due furono sposati dunque ventitré anni senza metter al mondo un erede. Cosa davvero insolita.

Inoltre dalla cronache di palazzo si evince come il Re non frequentasse il talamo nuziale da anni e girava voce fosse impotente. Nel caso nel quale fosse morte senza eredi, il trono sarebbe passato a suo fratello, Gastone, Duca d’Orléan. Egli era considerato dal re un inetto e per di più era anche lui senza eredi.

Questo fatto preoccupava molto il cardinale Richelieu, primo ministro del re e il suo collaboratore Mazzarino. Dunque i due avrebbero, previo avallo regalo, permeso ad un giovane rampollo di sangue reale di ingravidare la Regina per spacciare poi il nascituro come legittimo erede al trono.

È possibile dunque che il padre naturale di Luigi XIV, notando la somiglianza col Re Sole, avesse deciso di ricattare il sovrano. Questo gli avrebbe portato una permanente degenza alla Bastiglia con tanto di Maschera.

In questo caso si spiegherebbe anche il motivo per il quale non era possibile ucciderlo; si trattava pur sempre del padre del Re e lui probabilmente non voleva uccidere il suo stesso genitore.

In questa ipotesi c’è però una possibile falla. Se nel momento nel quale il Re Sole fosse stato concepito, nel 1638, il padre avesse avuto per esempio 18 anni, nel 1703, data della morte certa di Maschera di Ferro, ne avrebbe avuti ottantatré.

Questa era un età abbastanza difficile da raggiungere a quei tempi. Tuttavia, vista la vita totalmente priva di pericoli e stress, oltre al fatto che Maschera di Ferro era identificato come un prigioniero palesemente anziano, questa può essere una valida teoria.

I Detenuti di Pinerolo

Nonostante questa ultima opzione sia la meno plausibile, per onor di completezza, ci è sembrato giusto almeno accennarla.

Secondo alcuni infatti, Maschera di Ferro, fu un detenuto della fortezza di Pinerolo, nella quale fu rinchiuso prima di finire alla Bastiglia, sotto falso nome. In particolare, si pensa a due nomi ben precisi.

  • Nicolas Fouquet: ministro delle finanze di Luigi XIV, arrestato nel 1661 con l’accusa di aver rubato entrate demaniali. Fu condannato al carcere a vita e sarebbe morto nel carcere di Pinerolo nel 1680. Quest’ipotesi spiegherebbe il perché non potesse parlare né essere ucciso.

Tuttavia Fouquet non era un volto così noto da giustificare la maschera e fu registrato nel carcere col suo vero nome.

  •  Ercole Antonio Mattioli: Fu informatore sia dei Savoia che del Re di Francia che del re di Spagna e provocò gravi danni alla corona francese. Fu incarcerato a Pinerolo col falso nome di Lestang e morì, sulla carta, poco dopo di febbre.

Questa ipotesi è più plausibile di quella di Fouqeut per diversi motivi. In primis poiché essendo un diplomatico con molti segreti era più utile da vivo che da morto. La vista del suo volto o il suono della suo voce inoltre, avrebbero potuto creare problemi con eventuali ambasciate spagnole o dei Savoia che lo avrebbero potuto riconoscere.

Infine il suo nome, Mattioli, è foneticamente simile a quello fasullo impresso sulla tomba di Maschera di Ferro, Marchioly.

Cosa ne pensate? Qual è l’ipotesi che vi stuzzica di più? Se vi andaste di rivedere la versione filmica per farvi un’idea più certa, l’appuntamento è per questa sera alle 21.25 su NOVE.

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