Al Pacino: Le 10 migliori interpretazioni

Abbiamo deciso di rendere omaggio ad Al Pacino, uno dei migliori attori della storia del cinema, ripercorrendo le sue 10 migliori interpretazioni

Al Pacino: migliori ruoli
Al Pacino (da sx a dx): Il Padrino; Scarface; L'avvocato del diavolo; The Irishman

Alfredo James “Al” Pacino è un attore che ha scritto la storia del cinema. Uno di quei volti impossibili da dimenticare, una di quelle voci che scuotono nel profondo qualsiasi cinefilo del mondo. Abbiamo deciso di rendergli omaggio con questa top delle dieci migliori interpretazioni di sempre. Scegliere dei ruoli specifici nella luminosa carriera del grande attore italo americano è stata impresa non facile, pertanto abbiamo preso in considerazione i personaggi più iconici e leggendari.

i migliori 10 ruoli di Al Pacino: I criteri

Probabilmente quando si parla di attori come Al Pacino è impossibile stilare una lista che accontenti tutti. Di conseguenza abbiamo scelto personaggi più possibili lontani tra loro che permettano di mostrare l’incredibile istrionismo del Nostro. Ovviamente ci saranno degli esclusi eccellenti, come ad esempio Heat, splendido film di Micheal Mann del 1995. Quando si parla di attori del genere anche una parte piccola, come quella nel recente C’era una volta a…Hollywood di Quentin Tarantino, è memorabile e degna di nota. Lungi da noi ridurre Al Pacino a soli questi 10 film, nostra intenzione è solo porre un dovuto omaggio. E come sempre, dite la vostra nei commenti!

 

+1. Al Pacino da Oscar: Profumo di Donna – Scent of a Woman, Martin Brest, 1992

Al Pacino in Profumo di donna
Al Pacino nel celebre monologo di Profumo di donna

Remake dell’omonimo film italiano firmato da Dino Risi, Profumo di Donna – Scent of a Woman è una pellicola che ruota quasi interamente intorno alla figura e all’interpretazione di Al Pacino, che davanti lo schermo porta il colonnello Frank Slade, militare ormai cieco e dal carattere piuttosto burbero, che tuttavia riesce ancora ad avere un ascendente non solo sul popolo femminile, ma anche sulle persone che si trovano al suo fianco. Come il giovane Charlie (Chris O’Donnell), uno studente povero in canna che studia ad Harvard e che si trova a far da accompagnatore all’uomo. Mentre Charlie è alle prese con le conseguenze di azioni discutibili che potrebbero fargli perdere la borsa di studio che gli permette di essere in un’università dell’Ivy League, Frank si presenta al pubblico come un personaggio che trasuda sì fascino, ma che rischia anche di annegare nelle zone più oscure della sua anima, in inciampi più o meno vistosi nella depressione.

A voler ricercare il confronto con il film di Dino Risi questo remake profondamente hollywoodiano ne esce risentito, sciatto, scevro di quell’eleganza che, in Scent of a Woman, rischia di divenire manierismo. Ma Al Pacino è assolutamente irresistibile, con uno dei monologhi più famosi della sua lunga carriera, che probabilmente già da solo gli garantì la vittoria al Premio Oscar come Miglior Attore Protagonista nel 1993 per la sua interpretazione di questo personaggio smarrito tra luce e ombra.

A cura di Erika Pomella