Spider-Man: Tutti i film dal peggiore al migliore |Classifica

I film dedicati a Spider-Man si sono moltiplicati negli ultimi anni. Così abbiamo deciso di stilare una classifica per dirvi quale secondo noi è il migliore

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4. Spider-Man: Homecoming, Jon Watts, 2017

Spider-Man: Homecoming, locandina

I tormentati rapporti tra Sony e Dinsey/Marvel hanno reso la vita cinematografica di Spider-Man una vera epopea. Dopo tanti scontri e riappacificazioni, l’eroe più amato de La Casa delle Idee ha ritrovato vita sul grande schermo attraverso un reboot marcatamente contemporaneo.

Watts prende a piene mani dalla ristrutturazione del personaggio portata avanti agli inizi degli anni duemila da Brian Michael Bandis e Mark Bagley (Ultimate Spider-Man) e confeziona un Peter Parker adolescente dei nostri tempi. Un film dal carattere marcatamente puberale, Homecoming si rivela un ottimo capitolo di origini coadiuvato anche dalla libertà di non dover pedissequamente rinarrare gli albori del supereroe, visto il suo esordio nella avventura corale Captain America: Civil War.

Ad arricchire il film ci pensa un villain ben strutturato e ben collegato ai titoli precedenti dell’MCU: L’Avvoltoio di Michael Keaton. L’attore, in un gioco di scatole cinesi, si fa beffe della propria carriera indossando nuovamente le ali alla Birdman all’interno di un cinecomic, rendendo il personaggio un qualcosa di a sé stante all’interno dell’opera, la cui sottotrama dona maggiori sfumature ad un film altrimenti estremamente teen.

Spider-Man: Homecoming è quindi un esordio degno di questo nome, che pone le fondamenta per il futuro dell’MCU e delinea le caratteristiche principali del suo supereroe di punta. La scelta, poi, di presentare uno Spidey adolescente e alle prime armi dimostra che il viaggio è ancora lungo e che Tom Holland diverrà la pietra angolare su cui costruire le fasi future.

A cura di Luca Varriale

3. Spider-Man, Sam Raimi, 2002

Spider-Man

A inizio secolo Sam Raimi affila i ferri del mestiere e decide di riportare in auge la figura dell’Uomo Ragno, quasi scomparsa dai radar cinematografici. Il film è esattamente quello che un cinecomic basato sulle origini di un supereroe dovrebbe essere: è brillante, rapido, frizzante. Ci immergiamo totalmente nella vita di Peter Parker, ci affezioniamo a zia May, ci innamoriamo della bellissima Mary Jane Watson. Il passaggio da ragazzo a superuomo del protagonista raccontato in maniera ottimale, senza lungaggini inutili o spiegazioni non necessarie. Quando finalmente Peter controlla i poteri del ragno, le coreografie realizzate tra i palazzi di New York sono una delizia, Raimi si diverte e ce lo dimostra in ogni frame.

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Il villain scelto per questo film poi è azzeccatissimo. Non il personaggio del Green Goblin in sé per sé, quanto la scelta dell’attore che deve interpretarlo. Willem Dafoe nella parte di Norman Osborn si mostra in stato di grazia. Il suo sguardo folle riesce a trasmettere in ogni istante la malvagità del mega miliardario. Stesso discorso per i personaggi secondari, J.K. Simmons nei panni di James Jonah Jameson è eccellente; lui insieme a James Franco che interpreta Harry Osborn e Kirsten Dunst nei panni di MJ completano un cast di interpreti che tengono lo spettatore incollato allo schermo, per un film che procede in maniera fluida ed elegante, viaggiando sul dolce filo della ragnatela, sulla quale Spider-Man vola tra i palazzi di New York. Un film che funziona in ogni suo frangente e che non ha carenze evidenti. La grande fortuna dei cinecomic che da lì in poi avrebbero invaso il mercato globale arriva da questo piccolo gioiello di Raimi, superato solo dal suo stesso seguito.

2. Spider-Man – Un nuovo universo, Bob Persichetti, Peter Ramsey e Rodney Rothman, 2019

spiderman: un nuovo universo

Un trionfo. Questa è la parola più adatta per definire Spider-Man – Un nuovo universo, opera ormai di culto e vincitore del premio Oscar nel 2019. Il film è un grande “abbraccio” a tutti i fan di Spidey, dai vecchi e irriducibili lettori fino ai più piccini amanti dell’iconico Miles Morales.

In Spider-Man – Un nuovo Universo vive l’intera cosmologia dell’Uomo Ragno. Multiversi, mondi alternativi, versioni differenti del supereroe vivono sullo schermo strizzando l’occhio a mezzo secolo di tradizione in un festival di citazioni e rimandi.

L’impianto visivo è unico nel suo genere, una commistione tra classico e contemporaneo, una tecnica definita dagli autori come “rivoluzionaria”. Il tentativo di sposare le tecniche classiche della nona arte e la più moderna CGI regala un esperienza visiva unica nel suo genere. Tra lavori in 2D e programmazione, tra matite e tastiere, Spider-Man – Un nuovo universo emerge come una luce nel mondo dell’animazione riuscendo a centrare l’obiettivo prefissatosi, vale a dire quello di far immergere dinamicamente il lettore in una storia che fa dell’omaggio all’arte del fumetto supereroistico la propria vocazione.

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A cura di Luca Varriale

1. Spider-Man 2, Sam Raimi, 2004

Uno dei migliori cinecomic mai realizzati. Raimi è in forma smagliante. Evidentemente galvanizzato dal successo del primo film, tira fuori un’opera quasi senza sbavature. La lotta interiore di Peter, combattuto tra il senso del dovere di essere Spider-Man e il voler lasciare tutto per stare con MJ è il fil rouge che attraversa l’intera vicenda. Il villain scelto è perfettamente compatibile con questa idea introspettiva di Raimi. Il Dottor Octopus, interpretato da un sontuoso Alfred Molina, infatti, non è malvagio. Al contrario, è un genio della fisica che viene soggiogato dai suoi stessi esperimenti e che diviene, suo malgrado, un criminale. Lo spettatore non riesce ad odiare Doc Ock, per quanto compia gesti indicibili, come la strage dell’equipe medica all’inizio della sua trasformazione, girata da un Raimi vecchio stile, che ci ha ricordato le avventure di Ash ne L’armata delle tenebre.

Visivamente il film è eccellente, alcune sequenze sono ormai entrate nell’immaginario collettivo. Il momento nel quale Spider-Man ferma a mani nude e senza maschera un treno lanciato in corsa è il simbolo di questo film. La lotta interiore tra ciò che è giusto e ciò che facile, viene prepotentemente esemplificata in questa splendida sequenza. Il combattimento finale e la redenzione del villain, che torna a essere Otto Octavius, è una vera goduria visiva e registica. Anche Tobey Maguire, non sempre ispiratissimo nei suoi lavori, in questo che è il film più intimista della trilogia, risulta assolutamente calato nella parte, rivelando uno Spider-Man dubbioso e impaurito. Una vera perla, vedere per credere.

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