Jimmie Nicol, l’uomo che fu un Beatle per dieci giorni

La storia di un batterista che è stato famosissimo, ma che oggi nessuno ricorda più.

Jimmie Nicol
I Beatles con Jimmie Nicol (a destra)

Immaginate di entrare improvvisamente a far parte della più importante rock band del pianeta

A volte la storia porta sulla scena dei perfetti sconosciuti, li rende famosissimi per un breve periodo, e poi li dimentica rapidamente. Questo accade a Jimmie Nicol nel 1964, anno nel quale a costui capita di diventare, da un giorno all’altro, nientemeno che uno dei Beatles.

Andiamo con ordine. Il 3 giugno 1964, all’apice della Beatlemania, i quattro stanno per partire per il loro tour australiano (che porterà loro un particolare riconoscimento dai fan, specialmente ad Adelaide), ma c’è un problema: Ringo Starr ha la tonsillite, e deve farsi togliere le tonsille. All’epoca, bisogna pensare, questa non è una faccenda da nulla, e non si tratta ancora precisamente di un intervento medico di routine. Ragion per cui si decide che Ringo non potrà accompagnare gli altri tre Beatles in Australia. Tuttavia, le promesse del tour sono troppo alte perché i concerti si possano semplicemente cancellare. Brian Epstein e George Martin insistono: bisogna trovare un sostituto temporaneo.

La scelta ricade su Jimmy Nicol, allora semi-sconosciuto batterista, attivo soltanto in numerose piccole band che suonano qua e là in territorio inglese, la più famosa delle quali si chiama The Shubdubs. Nicol ha lavorato occasionalmente con George Martin, come sessionman per il cantante Tommy Quickly. Inoltre, si dà il caso che egli abbia anche registrato alcune cover proprio dei Beatles, il che significa che conosce già le parti strumentali. La decisione è presa, e ventisette ore dopo, il 4 giugno 1964, Nicol si ritrova a suonare la batteria per i Beatles a Copenhagen.

I Beatles intervistati nei Paesi Bassi, nel 1964, con Jimmie Nicol

L’inserimento è naturalmente difficile sulle prime: proprio da qui pare sia stata ispirata la canzone Getting Better, poi scritta da Paul McCartney e inserita in Sgt. Pepper. La frase viene spesso pronunciata dal nuovo batterista, in risposta alla domanda: “Come sta andando?” In ogni caso, Nicol condivide il successo, la fama e anche i guadagni con i tre Beatles, anche se solo per pochi giorni. Il 14 giugno, infatti, Ringo li raggiunge in Australia. Nicol deve lasciare il gruppo, e lo fa prendendo un aereo a Melbourne e andandosene senza salutare, perché al momento della sua partenza i Beatles dormono.

Tornato a casa, Nicol fatica a mantenere il proprio status di persona famosa. Di nuovo un signor nessuno, continua a passare da una band all’altra, unendosi infine al gruppo di medio successo The Spotnicks. Tanto per dare l’idea del suo passaggio letteralmente “dalle stelle alle stalle”, basti riferire che nel 1965 il batterista è costretto a dichiarare bancarotta. Negli anni successivi si riprende, trasferendosi in Messico e diventando imprenditore. Ma da allora non vorrà mai più parlare di quei dieci giorni da Beatle, rifiutando interviste e tenendo un profilo bassissimo, tant’è che nel 1988 si vocifera che sia morto. Invece è ancora vivo, una delle tante stelle che hanno brevemente brillato della luce riflessa dal gruppo più famoso di sempre, e poi si sono spente.

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