Patti Smith è una fenice che è risorta dalle sue ceneri, di nuovo

Patti Smith non è una semplice punk-rocker.

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Patti Smith ha sempre dichiarato di essere un’artista a trecentosessanta gradi: musicista, poetessa, pittrice e fotografa, così come icona di riferimento nell’universo variegato dell’industria della moda. E ha ragione, lei non è mai stata una semplice punk rocker.

Considerata unanimemente una delle prime ad aver concepito il punk-rock, da lei concretizzato attraverso l’uscita di Piss Factory, Patti Smith nacque nel 1946 a Chicago, città che lasciò non appena ventenne per raggiungere, come tanti altri prima di lei, la caotica e artisticamente fertile New York. Dopo aver pubblicato il suo primo singolo Hey Joe nel lontano 1974, quella ragazza magrissima all’apparenza innocua e così fragile, si impose da subito come icona punk rock più influente del panorama musicale dell’epoca, conquistando i giovani cuori ribelli di tutto il mondo grazie al suo look androgino, alla sua voce ruvida e alle sue melodie pesanti, rumorose e potenti.

Patti Smith
Patti Smith

Quintessenza di ribellione ed emancipazione, Patti ha sempre nutrito la sua musica con una forza che, avendo da sempre contraddistinto la sua persona, si era spontaneamente trasformata in una determinazione capace di rivoluzionare l’arte.

Una camicia da uomo, bianca e pura come la sua carnagione, una cravatta nera e, sulle spalle, una giacca. Nera anch’essa. Attraversando epoche che l’hanno vista nascere come icona rock per poi trasformarla in pacifista hippy, a sessantuno anni Patti Smith è senza ombra di dubbio l’icona più longeva del panorama musicale odierno, una donna capace di influenzare non solamente nomi del calibro di Mick Jagger e Bob Dylan, ma anche tre intere generazioni di musicisti.

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Sin da giovane, la Smith era, infatti, riuscita a dar vita ad un piano dettagliato che l’avrebbe portata a conquistare prima il Chelsea Hotel e poi il mondo intero. Con una dimora fissa nell’appena citato e celeberrimo hotel, dove aveva iniziato a vivere a partire dal 1969 in compagnia di Robert Mapplethorpe, ex amante e amico intimo, la giovane cantante riuscì nell’intento di conoscere scrittori come Allen Ginsberg e William Burroughs, cantanti come Jimi Hendrix e Janis Joplin e registi come Jean-Luc Godard, personaggi che l’avrebbero plasmata, portandola a trasformarsi in quel simbolo di libertà che l’umanità ha avuto la fortuna di conoscere.

Patti Smith
Patti Smith a New York nel 1969. © Norman Seeff

La sua vita, da sempre condotta sotto il segno dell’indipendenza, è stata variegata, così come la sua carriera musicale. Desiderosa di sottoporsi alle più contrapposte e contraddittorie evoluzioni, la Smith abbandonò per sua scelta il cupo mondo del punk-rock, quasi a voler trasformare questa sua inaspettata scelte in un conseguente equilibrio della sua sfera più intima. Avvenuto nel 1979, l’addio alla scena che l’aveva vista crescere, trasformandosi in un’icona generazionale, riuscì velocemente a condurre l’artista alla tranquillità: Patti si è sposata, trasferendosi a Detroit, e ha avuto due figli con Fred Smith, l’ex chitarrista dei MC5.

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Il suo allontanamento dalle luci della ribalta, tuttavia, non era di certo destinato a prolungarsi per sempre: un’artista come Patti Smith non poteva vivere separata dalla sua arte.

Così tornò con Dream of Life, pubblicato nove anni dopo, nel 1988, e realizzato con il marito. Eppure, anche se sembrava andare tutto bene, il periodo più felice della sua vita non sarebbe durato ancora per molto.

In seguito alla morte del marito Fred, colpito da un attacco cardiaco alla fine del 1994, a quella del fratello Todd –che ebbe luogo meno di un mese dopo– e a quella dei genitori, dopo aver visto spegnersi amici, parenti e amanti, la cantante ha ricominciato ad esibirsi in tour, cercando di onorare i suoi cari e di trasmetterle la forza necessarie a superare le tragedie che hanno costellato la sua vita. 

Senza mai spegnere la fiamma che le risplendeva l’anima, Patti Smith ha visto nascere e morire l’epoca del rock and roll, con la quale era nata, presentandosi al mondo come una giovane magrissima ma arrabbiata, una giovane che sarebbe stata così interessante da riuscire a rappresentare un’intera generazione di giovani simili a lei.

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