Musica e film – Martin Scorsese a Woodstock

Martin Scorsese

Martin Scorsese e quel concerto rock che ha cambiato la storia.

Martin Scorsese era a Woodstock. Lo sapevate? No? E quindi non sapevate neanche che è stato tra i montatori del film omonimo, che nel 1970 ha vinto il Premio Oscar come miglior documentario. All’epoca Scorsese era ancora uno dei giovani registi esordienti della Nuova Hollywood, in un periodo in cui questo cinema stava appena cominciando ad affermarsi. Al suo attivo, in quel periodo, un solo lungometraggio: Chi sta bussando alla mia porta (Who’s That Knocking at My Door, 1967). Il suo film successivo, America 1929: sterminateli senza pietà (titolo inglese infinitamente più decente: Boxcar Bertha, 1972), era ancora di là da venire.

La presenza del giovane regista ad un evento del genere è un avvenimento particolare. Nota è, specie all’epoca (nel periodo “pre-coca”) la timidezza e l’insicurezza dell’esordiente regista newyorchese. Certo non un capellone, nè un hippie. Come è risaputo, solo un giovanotto italo-americano che, dovendo scegliere se diventare prete o criminale, scelse il cinema. A Woodstock, Martin Scorsese era del tutto fuori posto. Molta confusione, molto chiasso, troppa libertà. Ma non con la musica.

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Per Scorsese, lo sa bene chi conosce la sua filmografia, la musica è qualcosa di essenziale. La musica rock dell’epoca, con la quale lui e la sua intera generazione sono cresciuti, era qualcosa di imprescindibile nelle esperienze giovanili. Che ti piacesse il chiasso o no. E la presenza del futuro grande regista ad un evento del genere è quasi simbolica, se si pensa che l’enorme successo di Woodstock non era stato minimamente previsto.

Una fortunata coincidenza.

Vediamo Scorsese al lavoro, assieme al regista del documentario, Michael Wadleigh, amico al quale Martin doveva la sua presenza lì. E vediamo anche la giovanissima Thelma Schoonmaker, responsabile del montaggio e stretta collaboratrice di Martin negli anni a venire. Possiamo immaginarci uno Scorsese che se ne sta ai margini, e lavora con accuratezza scientifica al montaggio del film assieme agli altri (sei montatori in tutto, compreso il regista). Lavoro che serve a salvare le sequenze più significative: gli Who che suonano all’alba; la sveglia dei Jefferson Airplane; e naturalmente la storica esibizione di Jimi Hendrix.

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A Woodstock, con la presenza di un Martin Scorsese ancora a inizio carriera si incontrano le due estremità della controcultura dell’epoca. Una coincidenza che, seppur priva di significato nell’immediato, assume oggi, guardando indietro, una valenza importante. Che Scorsese abbia partecipato, di più, si sia reso testimone di quell’evento, esprime alla perfezione il tipo di congiunzione artistica che si poteva verificare solo in un’epoca speciale come quella di Woodstock.

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