Ruhrtriennale esclude band pro-Palestina, Viggo Mortensen lo boicotta

Viggo Mortensen, James Schamus, Laurie Anderson, Ken Loach e Mike Leigh sono intervenuti in difesa dell’esclusione della band scozzese The Young Fathers dal festival della Ruhrtriennale, a causa della loro adesione al movimento BDS.

Moltissimi personaggi del mondo del cinema hanno dato il loro sostegno a coloro che hanno scelto di partecipare al boicottaggio culturale di Israele in seguito ad una serie di sviluppi poco piacevoli avvenuti durante un noto festival europeo.

Il festival tedesco della musica, il Ruhrtriennale – che si terrà dal 18 agosto al 30 settembre – ha annunciato che il trio hip-hop scozzese The Young Fathers non prenderà parte al festival a causa della loro adesione al Bds, ovvero il movimento per il boicottaggio, anche culturale, di Israele.

Tuttavia, a seguito di alcune accuse e della solidarietà di molti artisti, la direttrice artistica del festival di Ruhrtriennale ha dichiarato:

Dopo le innumerevoli discussioni e una lunga riflessione, desidero correggere il mio approccio nei confronto dei Young Fathers: sono nuovamente invitati a prendere parte al festival il 18 agosto anche se non condivido la loro visione del Bds.

Una lettera aperta – firmata da Viggo Mortensen, James Schamus, Ken Loach, Mike Leigh, Danny Glover e Aki Kaurismaki – ha marchiato la decisione iniziale del festival come una forma particolarmente allarmante di censura, lista nera e repressione. Tra gli altri firmatari della lettera troviamo Patti Smith e i Massive Attack (il gruppo sarà in tour in Italia a luglio proprio con i Young Fathers, leggi il nostro articolo).

Ecco un piccolo estratto della lettera:

Siamo fermamente contrari a tutte le forme di razzismo e discriminazione basata sull’identità, il sessismo, l’antisemitismo, l’islamofobia e l’omofobia. Confondere le misure non violente per porre fine all’occupazione illegale di Israele e alle violazioni dei diritti umani con il razzismo anti-ebraico è falso e pericoloso, nega ai palestinesi il loro diritto a una protesta pacifica e mina la lotta contro l’antisemitismo.

In un’altra dichiarazione, firmata da coloro che si erano ritirati dal festival – tra cui l’artista e cineasta Laurie Anderson – ha respinto l’idea che le istituzioni, in ogni modo, dovrebbero avere il potere di chiedere agli artisti di rinunciare ai loro principi politici in cambio della partecipazione a i loro programmi .

Il crescente movimento Bds è un argomento molto delicato in Germania, che ha, come da tradizione, evitato qualsiasi critica nei confronti di Israele. 
Come ha dichiarato un attivista Bds a Hollywood Reporter, la Germania si sta finalmente svegliando sull’argomento del boicottaggio culturale.

La lettera aperta arriva pochi mesi dopo che una dichiarazione simile è stata fatta in difesa della cantante neozelandese Lorde, che a novembre ha annullato la decisione di esibirsi in Israele, dicendo di aver ricevuto un numero impressionante di messaggi e lettere dai suoi fan che le chiedevano di riconsiderare l’idea.

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