Good Omens, una piacevole Apocalisse

La nostra recensione di Good Omens, una serie che ci ha colpito moltissimo. Riderete a crepapelle con questo folle show

good omens

Chiariamo subito una cosa: chi scrive non ha mai letto il libro Good Omens: The Nice and Accurate Prophecies of Agnes Nutter, Witchs critto da Terry Pratchett e Neil Gaiman, pertanto si giudicherà esclusivamente la miniserie senza ad andare ad analizzare il rapporto tra l’opera filmica e quella cartacea. Se vi sta bene, continuate pure. Se invece non vi sta bene, andate all’inferno!

Iniziamo…

Good Omens è prima di tutto una storia d’amore che va a ritmo dei Queen. Un amore amicale che fa intravedere qualcosa di più profondo, un amore di una tenerezza infinita tra due esseri che definirli opposti sembra riduttivo.

Crowley (David Tennant) e Azaphrel (Michael Sheen) sono rispettivamente un demone e un angelo al servizio delle rispettive fazioni, spediti sulla terra per svolgere determinati compiti e per tenere in equilibrio la bilancia del bene e del male sulla Terra. Il mondo che vediamo in Good Omens è un colorato universo cristiano, ove i dogmi, le tradizioni, la caratteristiche della religione vengono spogliati della loro aulicità per rendere il tutto il più “terreno” possibile. In Good Omens vive lo stesso spirito presente in opere come Guida Galattica per gli Autostoppisti (l’introduzione è un chiaro omaggio al capolavoro di Douglas Adams) o in qualche spettacolo dei Monty Python, fino ad intravedere una drammatica ironia molto simile a quella presente nei romanzi di Lemony Snicket. Come in queste opere, in Good Omens troviamo un ritratto tragicomico dell’umanità.

Ritornando ai due protagonisti, essi sono in guerra solo in apparenza, in realtà tra i due c’è una millenaria e profonda amicizia, che verrà messa a dura prova non appena le forze del male e del bene decideranno di dar via all’Apocalisse con l’invio sulla terra dell’Anticristo. Caratteristica felice della serie è proprio la rappresentazione del bene e del male, facce della stessa medaglia, e foriere di totale indifferenza sul destino dell’umanità. Il Bene, rappresentato da Dio e la sua schiera di inquietanti Arcangeli (fenomenale Jon Hamm nei panni di Gabriele), mette disagio più del male, mentre l’Oscurita è grottesca e malvagia e pare la degna compagna della fazione opposta. In questo calderone di manicheismo spunta il Dubbio, grazie proprio ai due protagonisti, che amando la vita sulla terra e non comprendendo l’ineffabile piano di Dio decidono di mettere i bastoni tra le ruote ai quattro cavalieri dell’apocalisse. Ovviamente, protagonista indiscusso della serie è il libero arbitrio.

Il concetto pervade tutto, dalla più sciocca scelta fino alle grandi posizioni assunte in merito ad una questione di vitale importanza. La scelta è ciò che caratterizza gli esseri umani e che insidia gli esseri ultraterreni. Il libero arbitrio è la vera mina vagante dello show.

Da qui in poi solo risate e pura comicità. Good Omens stravolge un’ iconografia classica per mettersi al servizio dell’autoironia e della spensieratezza. Tra colori sgargianti, attori istrionici, scelte stilistiche stravaganti (occhio all’opening e al suo utilizzo) Good Omens sarà una delle cose più divertenti e folli che vedrete quest’anno. Approciate la serie con leggerezza, godetevela con i vostri bimbi e ragazzi e lasciatevi trasportare da una comicità solo apparenetemente puerile. Fatevi conquistare dall’uso dei colori e dall’eccentricità della regia, e dalla voce narrante di Dio, che ci accompagna proprio come nelle migliori fiabe attraverso una storia che già sa di classico per ragazzi.

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