La tragica storia di Cory Monteith, il Finn di Glee

In occasione del compleanno di Cory Monteith, ecco la tragica storia dell'attore divenuto famoso con la serie Glee

cory monteith

Era il 13 luglio del 2013 quando la rete e i notiziari riportarono la morte di Cory Monteith. L’attore canadese, divenuto famoso grazie alla sua interpretazione del quaterback Finn in Glee, fu ritrovato morto nella sua stanza d’albergo: la causa del decesso un mix letale di alcool e droga. Aveva solo 31 anni.

Nato a Calgary, in Canada, Cory Monteith ebbe sin da giovane alcuni problemi, legati probabilmente al divorzio dei genitori e all’assenza del padre: era un alunno che saltava la scuola e che sin da giovanissimo si avvicinò all’alcol e alla droga. Una dipendenza che lo spinse a cambiare innumerevoli scuole, fino all’abbandono definitivo intorno ai 16 anni, quando cominciò a rubare all’interno della sua stessa famiglia per racimolare qualche dollaro per potersi pagare i suoi vizi. Nel 2001, a 19 anni, si sottopose alla sua prima riabilitazione, aiutato dalla madre che non smise mai di credere in lui, tanto da dirsi estremamente commossa quando, nel 2011, conseguì finalmente il diploma. Nel 2013, quando Glee lo aveva già portato alla notorietà con la figura del quaterback dalle incredibili doti canore, entrò di nuovo in riabilitazioni per prevenire la ricaduta nella tossicodipendenza. Una riabilitazione che non ebbe i risultati sperati: tre mesi dopo la vita di Cory Monteith si era già spezzata per l’abuso delle sostanze che lo avevano tormentato per gran parte della vita.

E proprio alla figura del quaterback venne dedicato il terzo episodio della quinta stagione di Glee. La morte di Cory Monteith fu il proverbiale fulmine a ciel sereno e la produzione della serie, con il cuore spezzato, si trovò a dover fare i conti anche con il vuoto lasciato dalla perdita del suo protagonista più amato. Il tatto di autori e produttori, però, fu esemplare: The Quaterback è un episodio che non punta solo a dire agli spettatori che Finn non farà più parte del cast. È un episodio in cui il cast saluta il proprio amico, un episodio in cui i giovani attori si trovano a dover scendere a patti con l’inevitabile e il pensiero incessante che la serie non sarà più la stessa e la loro vita nemmeno. In The Quaterback non viene data nessuna spiegazione sulla morte di Finn: lo spettatore viene lanciato nei corridoi della scuola, quando l’impensabile è già avvenuto. Le sei canzoni dell’episodio sono tutte volte a raccontare il vuoto, la perdita, ma anche l’importanza dell’amore e dell’amicizia. Un addio urlato con delle note, proprio come canta il personaggio di Naya Rivera, in una cover di If I die young: “send me away with the words of a love song“. Ed è quello che succede quando, alla fine, le note di Make you feel my love,  capolavoro di Bob Dylan, recentemente inserito in La vita in un attimo , irrompono sul volto devastato di Rachel, interpretata da Lea Michele.

Compagna di Cory Monteith da più di un anno, Lea Michele non ha bisogno di recitare nello show: il suo volto pallido e distrutto è il volto di una ragazza che ha visto andare in pezzi il proprio futuro. Lea Michele e Cory Monteith si erano fidanzati da poco quando l’attore canadese perse la vita. Secondo alcune indiscrezioni, addirittura, Lea Michele si trovava in Messico per una sorta di addio al nubilato, prima di gettarsi nei piani per la programmazione del suo matrimonio.

Ann McGregor, la madre di Cory Monteith, ricordò in un’intervista a People che fu proprio Lea Michele a dirle che suo figlio aveva perso la vita. Come ha raccontato la donna, l’attrice le telefonò sconvolta, chiedendose le fosse vero.
È vero? – Avrebbe urlato al telefono. – È vero che si tratta di Cory? –
La McGregor, che non aveva idea di quello che stava succedendo nel mondo dello spettacolo che suo figlio aveva scelto, scoprii in quel modo che Cory si era spento e che non sarebbe più tornato a casa. A cinque anni di distanza dalla perdita, Ann McGregor ha raccontato che, anche se è riuscita in qualche modo a rimettersi in piedi, ci sono giorni in cui ha bisogno di mentire a se stessa, di raccontarsi la bugia che suo figlio sia incastrato nella sua vita mondana a Los Angeles e che è solo questo il motivo per cui non lo sente più. Una dichiarazione da spezzare il cuore e ancora una volta sono le parole di If I Die Young a saltare alla mente: “Life ain’t always what you think it oughta be, no. Ain’t even grey, but she buries her baby”.

Lea Michele non ha mai dimenticato Cory Monteith e sebbene ora sia felicemente accompagnata da Zandy Reich, l’attrice sembra aver lasciato una parte di sé indietro nel tempo, in quel preciso istante in cui la vita l’ha privata dell’uomo e del futuro che aveva scelto. Ogni anno, per l’anniversario della morte dell’uomo che sarebbe dovuto diventare suo marito, Lea Michele ricorda Cory Monteith. Lo ha fatto nel 2017 con una foto che li ritrae insieme, in cui piange per il futuro che non hanno potuto avere ma lo ringrazia per i bei ricordi collezionati. Lo ha fatto anche nel 2018, con un post su twitter in cui si legge di come certe persone siano in grado di illuminare la vita degli altri a tal punto da continuare a brillare anche dopo essersene andati.

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