LIBERATO – La parabola partenopea di Capri Rendez Vous

E’ ufficiale: LIBERATO ha rilasciato il suo album di debutto.

Quanti fan erano nella spasmodica attesa di un segno da parte del misterioso rapper napoletano, LIBERATO, nella giornata di ieri? Ripercorrendo le tappe del progetto LIBERATO, è chiaro come il 9 Maggio rappresenti una data significativa in questo suo particolarissimo percorso cominciato due anni fa.

E quest’anno, ad un minuto dalla mezzanotte del 10, sulla sua pagina Facebook ufficiale si è scatenato il caos sotto Capri Rendez Vous. Contemporaneamente, l’album omonimo è sbucato fuori su tutte le piattaforme streaming. Perché LIBERATO non è solo musica, dialetto, napoletanità: è un’esperienza a 360° che coinvolge più sensi. Per questo, il nostro consiglio è di guardare i video prima di ascoltare l’album: per poterne cogliere ogni sfumatura, dandogli nuovo spessore, sequenza dopo sequenza.

Capri Rendez Vous – La mini serie

Nel linguaggio astronautico, il rendez vous è un determinato punto e momento d’incontro, di una o più astronavi in orbita. Il nostro punto di incontro è l’incantevole Isola di Capri; Marie e Carmine le due astronavi.

La favola d’amore raccontata da Lettieri ha inizio nel 1966. Marie è una promettente attrice francese alle prese con le scene finali del suo film. Durante il set, intrattiene una conversazione con il regista Dino circa il significato del tempo e la volontà di lasciare un segno. La profondità delle riflessioni di Dino sono in contrapposizione con la frivolezza delle risposte della sua interlocutrice.

A volte mi chiedo se mi ricorderò di questi momenti [..] Il tempo si porta via tutto, [..]E allora che differenza passa tra un singolo momento e l’eternità?


La diva sembra non cogliere il messaggio, minimizzando il significato delle sue parole; parole che, alla luce delle vicende che vedranno coinvolti i due protagonisti, suoneranno come un ammonimento premonitore.

E’ qui che conosce Carmine, il giovane barcaiolo incaricato di riportarla alla baia, e tra i due scatta la scintilla. Attraverso la lente di Francesco Lettieri e la voce di LIBERATO, ripercorriamo, sequenza dopo sequenza, la storia d’amore tra i due, che più che una storia è relegata ad una serie di incontri nel corso dei decenni.

Oltre che il declino degli affetti, che culmina con l’ultimo video e con la morte dei due “buoni” Dino e Carmine, la mini serie mostra senza troppi veli il lento decadimento di Capri, che dal paradiso incontaminato rappresentato nel primo video, si trasforma in una caotica tempesta di turisti e fotografie.

“I singoli video sono stati concepiti sulle canzoni che completano il primo album di Liberato, che non ha nome “pecchè chill’ nun sta bbuon’ c’a cap”, questa la dicitura sotto ogni clip.

E quindi l’album?

I titoli dei pezzi sono: Guagliò, Oi Marì, Nunn’a voglio ‘ncuntrà, Tu me faje ascì pazz’ e Niente. Non un inedito, ma cinque. In più, un romantico riarrangiamento di GAIOLA PORTAFORTUNA, accompagnato dai vecchi brani che hanno contribuito al successo del personaggio. Più che un album, LIBERATO è la raccolta musicale del fenomeno italiano più chiacchierato dell’ultimo biennio.

Certo, le canzoni sanno un po’ di sentito, con il solito registro musicale indefinito tra reggeaton, trap e fritto misto. Quello che cambia questa volta è un’efficace commostione con il francese, protagonista indiscusso dell’ultima svolta artistica di LIBERATO e utilizzato con cura all’interno del testo e dei dialoghi.

In più, qualche chicca come Niente ci fornisce il sentore che probabilmente quella di restare fedele ai precedenti inediti sia una scelta voluta, e non una forzatura dovuta all’incapacità di reinventarsi.

Dunque, possiamo affermare senza timore di smentita che LIBERATO, oggi, è il portavoce di quella fetta di nuova generazione legata ai valori più antichi. Attraverso le sue storie, che potrebbero essere raccontate in ogni spazio, tempo e luogo, ci immedesimiamo nei personaggi, soffriamo come loro, proviamo quello che provano loro.

E si, sarà sicuramente un ben congegnato prodotto di marketing, ma ciò non toglie il fatto che ad oggi LIBERATO rappresenti la voce di Napoli, che racconta in ogni sua sfaccettatura, con le sue immagini, con i suoi luoghi, con la sua lingua.

Seguiteci sempre su la Scimmia sente la Scimmia fa.